Yogyakarta, anima tradizionalista dell’Indonesia

Yogyakarta è la città dell'Indonesia situata sull'Isola di Giava considerata la vera anima tradizionalista del Paese. Tra le cose da vedere a Yogyakarta citiamo il Museo Affandi, uno tra le principali gallerie d'arte di tutta l'Indonesia, lo Stadio Kridosono, le cui mura esterne sono caratterizzate da variopinti murales, il Museo Nazionale di Jogja ed il Museo Sono-Budoyo, rispettivamente dedicati alla valorizzazione di artisti locali e della cultura indonesiana. Ecco cosa visitare a Yogyakarta, la città tradizionalista dell'Indonesia. 7 min


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Cosa vedere a Yogyakarta
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Cosa vedere a Yogyakarta

icona-articoloL’Indonesia, un paese semplicemente incredibile. Non lo diciamo per esaltare la sua oggettiva bellezza, bensì per dare un aggettivo che ha tutt’altro che del banale.

Ci troviamo nella pittoresca Isola di Giava, che con i suoi 141 milioni di abitanti si aggiudica il premio di “isola più popolata del mondo“. Qua è dove è situata la capitale  Giacarta, da cui si può raggiungere in breve tempo la tanto ambita Isola di Bali, probabilmente la più paradisiaca di tutto il mondo. L’Isola di Giava, ben 6 volte più densamente popolata, nel suo caos urbano ospita un gioiello urbano che probabilmente più di tutti merita essere visitato, oltre a Giacarta.

Yogyakarta, panoramaParliamo di Yogyakarta, amichevolmente abbreviata dalla popolazione come Jogja, che ospita 300 mila abitanti nella città e 3 milioni complessivi nell’intera provincia. È uno dei centri urbani più ricchi di tradizioni, arti e patrimoni culturali dell’intero paese. Certo, nel paese con la maggiore crescita urbana del pianeta, con un numero di abitanti previsti per il 2035 pari a 317 milioni, è impossibile non immaginare una multietnicità eccezionale.

Yogyakarta è la vera anima tradizionalista dell’Indonesia. Qua è parlata la più genuina forma della lingua giavanese ed è anche una delle province maggiormente autonome del sud-est asiatico, fattore calorosamente voluto per tutelare la purezza tradizionalista del luogo.

Non perdiamoci troppo in chiacchiere, anche se meriterebbe realizzare un’intera enciclopedia sulla descrizione dell’Isola di Giava, prepariamo lo zaino e prenotiamo il primo volo.

Cosa vedere a Yogyakarta

Museo Affandi

Che siate in albergo a Yogyakarta o seduti comodamente a casa vostra, mettetevi comodi che iniziamo l’itinerario parlando di uno dei più suggestivi complessi museali di tutte le oltre 17.000 isole indonesiane.
Difficilmente osservabile a distanza, il particolare Museo Affandi ha sede in un peculiare edificio dalle dolci forme, con dettagli architettonici alquanto singolari e variopinti colori che adornano le ringhiere.

Già esternamente si riesce a percepire l’emblema artistico del centro museale, grazie alla sua struttura tutt’altro che semplice e scontata. I tetti sono sviluppati obliquamente e con un angolatura concava, fattore alquanto singolare in tutta l’Isola di Giava.
Non correte all’interno del Museo Affandi, godetevi la sua bellezza esterna e, una volta che la vostra mente è riuscita a focalizzare bene le forme della struttura, raggiungete la biglietteria.

Acquistato il biglietto? Bene, ora inizia il bello. Dimenticate tutti i classici musei occidentali, dove regna sobrietà e classicità, al Museo Affandi l’arte la si percepisce anche nella sua decorazione interna.
Pareti colorate con accese tonalità di colori, soffitti caratterizzate da particolari tende e pavimenti a scacchiera, caratteristiche che completeranno il viaggio attraverso le numerose opere esposte.

– Il percorso del Museo Affandi

Il percorso all’interno del museo inizia attraverso la First Gallery, iniziata a costruire nel 1962 ed inaugurata nel 1974. Questa galleria faceva parte del complesso originario del museo, direttamente annesso alla casa di Affandi.
Infatti il complesso museale si è sviluppato dalla casa di Kusuma Affandi, colui che probabilmente fu il più grande pittore indonesiano. Basta leggere anche in breve la storia dell’artista per comprendere che la sua vita rispecchia perfettamente il carattere del complesso.

Il padre di Kusuma Affandi voleva che il figlio divenisse un medico, ciononostante Affandi si ribellò seguendo il suo cuore e intraprendendo studi artistici presso Giacarta. Chiusa la parentesi dedicata all’artista, la First Gallery ospita ed espone alcune delle migliori opere retrospettive di Affandi. Tra queste citiamo schizzi su carta, disegni realizzati con acquerello e pastello ed alcuni dipinti ad olio su tela.
Visitando la piccola First Gallery il primo sguardo verrà rivolto verso l’automobile qua “parcheggiata”. Questa è la Mitsubishi Gallant del ’76, la preferita da Affandi.

Proseguiamo attraverso la Seconda Galleria, ampia più o meno come la prima (circa 300 metri quadrati), qua abbiamo l’opportunità di ammirare una ricca collezione di dipinti in vendita. Questi vennero realizzati proprio dalla mano di Affandi e da alcuni dei suoi più cari amici artisti. Quasi sottointeso che lo stile artistico varia da opera ad opera, ognuno degli artisti possiede uno stile artistico a sé stante.

La terza ed ultima galleria venne inaugurata nel maggio del 2000 con lo scopo di avere un ulteriore spazio in grado di conservare il resto della sua intera collezione artistica. La Terza Galleria si sviluppa su due piani ed è ospita non solo le opere sue, ma anche quelle realizzata dalla sua prima moglie, dalla figliastra e dalla figlia della seconda moglie.

Il nostro itinerario si conclude infine alla Casa di Affandi. Costruita su palafitte ed utilizzata come sua personale residenza, si presenta con una peculiare forma a bocca di banana, caratterizzata da materiali semplici quali legno e foglie di palma.

Stadio Kridosono

Yogyakarta, anima tradizionalista dell'Indonesia

Come in parte già annunciato con il Museo Affandi, Yogyakarta è una città interessante, sotto ogni punto di vista. Una tra la maggiori caratteristiche che la rende meravigliosa dal punto di vista artistico è lo Stadio Kridosono.

Lo Stadio Kridosono è sicuramente una tappa necessaria durante il vostro viaggio, da poter ammirare con cura a piedi o anche in maniera più rapida mentre si è su un mezzo pubblico. L’importante è vederlo almeno una volta.
Molti definiscono lo sport un’arte, forse è vero, ma non in questo caso. Nonostante sia un piccolo stadio regolare da calcio, il suo lato più bello risiede nelle mura che lo contornano esternamente. Serve visitarlo per capire il motivo per cui lo definiamo un’opera d’arte.
L’intera sua cinta di cemento è stata, con gli anni e con il lavoro di molti artisti, dipinta. Troverete ogni immaginabile raffigurazione artistica, dall’astratto sino al più complesso.

È uno dei principali fulcri di street art nell’Isola di Giava, ed ogni murales racconta una storia, vuole trasmettere un messaggio o anche più semplicemente è stato creato per essere un piacere agli occhi.
I dettagli che caratterizzano ognuno di questi dipinti sono davvero spettacolari. Perché, oltre a risaltare la forza sportiva della squadra locale, i murales sembrano possedere una propria anima, caratteristica che bisogna ben ricordare quando si visita lo stadio.

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Dieng Plateau, l’altopiano vulcanico dell’Indonesia

Museo Nazionale di Jogja

Yogyakarta, anima tradizionalista dell'Indonesia

Proseguiamo il nostro itinerario attraverso il Museo Nazionale di Jogja, che ha sede presso un peculiare edificio risalente alla metà dello scorso secolo. Ci troviamo nell’area centro-occidentale di Yogyakarta dove, a poca distanza da una delle principali arterie stradali, è possibile riconoscere facilmente il Museo Nazionale per via della sua grande struttura.

Nato con il motto “Jogja needs its own contemporary art” (Jogja ha bisogno della sua arte contemporanea), al suo interno è possibile esplorare varie aree molto distinte tra loro. Qua sono appunto esposte numerose opere realizzate da alcuni dei maggiori artisti emergenti di tutta l’Asia.

– Le esposizioni del Museo Nazionale di Jogja

yogyakarta, Museo Nazionale

L’esposizioni sono tutte temporanee e in costante aggiornamento. Ciò renderà la vostra visita più unica che mai, poiché non si avrà più alcuna occasione di riammirare la stessa galleria.
E non solo internamente. Infatti il complesso del Museo Nazionale si sviluppa anche nel cortile esterno, in cui durante l’intero arco dell’anno sono esposte opere scultoree eccellenti.

A creare la ciliegina sulla torta è il fantastico Music Shop. Questo è un punto di riferimento per tutti gli appassionati della bella arte della musica, in cui sono messi in vendita anche dischi e vinili molto difficili da trovare nei negozi comuni.

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Parco Nazionale di Ujung Kulon

Museo Sono-Budoyo 

Yogyakarta, Sono-Mudoyo MuseoIl nostro viaggio attraverso i complessi museali di Yogyakarta si conclude presso il peculiare Museo Sono-Budoyo, ultimo solo nella lista e non di bellezza. Il Museo venne progettato e realizzato dall’omonima società Sono Budoyo, il cui obiettivo maggiore è quello di valorizzare la cultura delle maggiori isole indonesiane. Quindi non solo l’Isola di Giava, ma anche quella di Madura, Bali e Lombok.
La società fu fondata a Surakarta nel 1919 con il nome di Instituut Java e 5 anni più tardi il Congresso decise di realizzare il proprio museo.

A partire dal 1929 la Sono-Budoyo si impegnò a raccogliere i principali dati culturali delle isole e nel 1931 iniziarono i lavori di pianificazione e costruzione del centro museale.
L’inaugurazione avvenne precisamente il 6 Novembre del 1935 ed il museo rimase di proprietà della società sino al 1974, anno in cui divenne proprietà del governo indonesiano.

– L’esposizione del Museo Sono-Budoyo

Oggi il Museo ospita ed espone migliaia di cimeli, documenti, filmati ed esposizioni di ogni genere. Il percorso all’interno richiede almeno 3 ore per essere completato e si ha la possibilità di ammirare collezioni e raccolte di diverso tipo. Da quelle scientifiche, che comprendono aree dedicate alla geologia, biologia, etnografia, passando per quelle archeologiche, con raccolte storiche del territorio sino ad esposizioni d’arte e tecnologia.

Da non perdere è anche il suo cortile, in cui è possibile ammirare numerose statue indù e manufatti provenienti da ogni dove, tra cui le celebri e splendide sculture balinesi.

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Merdeka Square, il Central Park di Giacarta

Taman Sari

Yogyakarta, anima tradizionalista dell'Indonesia

Se i musei vi hanno stupiti, non avete ancora esplorato il Taman Sari. Ci troviamo vicino al Kraton, palazzo reale di Yogyakarta, dove è possibile visitare questo piccolo castello dalla bellezza rara.

Costruito tra il 1758 e il 1765, il Taman Sari originariamente era stato costruito per vari scopi differenti tra loro, da residenza privata a nascondiglio segreto della famiglia del Sultano. Ciononostante il Taman Sari osservabile oggi non è l’originale. Questo perché il complesso fu danneggiato, prima, durante la Guerra di Giava, poi, dal forte terremoto del 1865, che lo distrusse quasi completamente.

Yogyakarta, Tamas SariÈ un complesso di edifici veramente eccezionale, con strutture adibite ad attività anche totalmente diverse tra loro. Qua è possibile fare il bagno, non a caso è famoso anche con il nome “Castello di Acqua”, meditare nei tranquilli giardini o esplorare le ampie gallerie sotterranee, molto amate dai turisti.
Anche l’architettura è un fattore che caratterizza notevolmente il Taman Sari, si tratta infatti di un ibrido tra tipico stile coloniale e design sud-orientale. Il prodotto ottenuto dall’unione di questi stili è veramente eccezionale ed è una caratteristica che merita essere osservata accuratamente.

Turisticamente parlando, il Taman Sari è già di suo magico per l’edificio in sé, ma è anche perfetto per trovare tranquillità dopo una impegnativa giornata all’insegna di escursioni e visite varie. Tuttavia una delle caratteristiche più amate del Taman Sari è la Moschea qua presente.
L’87% dell’intera popolazione indonesiana è di fede musulmana e la Moschea, caratterizzata da una forma circolare, presente al Taman Sari è il principale edificio religioso della città di Yogyakarta.
Alla magnifica Moschea i turisti spesso associano alla visita anche l’esplorazione del tunnel sotterraneo, realizzato originariamente come nascondiglio e via di fuga per i reali a Yogyakarta.

Il complesso non è grandissimo ma è ricco di attrazioni, quindi anche in questo caso assicuratevi di indossare un paio di scarpe comode e di preventivare almeno un pomeriggio al Taman Sari.

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Indonesia, cosa non perdere nel quarto paese del mondo

Kraton

Yogyakarta, anima tradizionalista dell'Indonesia

Prima, quando abbiamo iniziato a parlare del pittoresco Taman Sari, abbiamo citato la sua vicinanza con l’edificio del Kraton. Situato su una delle principali arterie stradali della città, il Kraton è il cuore culturale e politico della magnifica Yogyakarta.

Già esternamente si riesce a percepire la sua bellezza. Il Keraton si presenta a noi con una pianta rettangolare che viene coronata da un tetto a padiglione caratterizzato da un magnifico colore rossastro.

yogyakarta, Palazzo KratonFrontalmente, dei cespugli decorano l’ingresso nel complesso del Kraton, caratterizzato da 4 piccole colonne che uniscono lo stile neoclassico delle loro forme alle dettagliatissime decorazioni sud-orientali.
Il bianco ed il verde delle colonne si sviluppano fino al dettaglio piramidale che corona l’ingresso, alle cui estremità sono raffigurate due teste di drago ed al centro una ghirlanda floreale, anche questi sono colorati con tonalità verdognole.

Il Kraton originariamente era un complesso borgale fortificato recintato da una spessa cinta muraria, qua risiedevano tutti i personaggi di maggior rilievo socio-politico dell’Isola di Giava meridionale.
Oggi è invece un meraviglioso sobborgo in cui hanno sede numerosi eventi culturali, come spettacoli e mostre, e dove ha luogo un vivace mercato.
A tutto questo viene aggiunta la presenza di scuole e moschee, e a completare il tutto vi sono i negozi.

 

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