Xiamen, la Cina ancora da scoprire

Cosa vedere a Xiamen, la Cina ancora da scoprire nella guida di Xiamen, città della regione del Fujian posta proprio di fronte a Taiwan e sorta come avamposto difensivo. Del resto la storia di Xiamen la ricorda come città da sempre preda di colonizzatori, portoghesi ed inglesi in particolar modo. Tra le cose da visitare a Xiamen citiamo il Tempio di Nanputuo, il Giardino botanico Wanshi e l'isola Gulangyu, interamente pedonale ed esclusivamente raggiungibile via traghetto dalla città. Ecco la guida di Xiamen, la Cina ancora da scoprire.

Guida di Xiamen, Cina

icona-articoloCi troviamo proprio di fronte a Taiwan in questa città confinante con Quanzhou e Zhangzhou nella regione del Fujian. La sua storia ci porta al 1394 quando la città nasceva come luogo difensivo per contrastare l’arrivo di navi pirate ed in seguito trasformata in porto commerciale.

Amoy, il nome inglese con cui la città è anche conosciuta, divenne anche uno dei porti franchi del commercio internazionale prima di trasformarsi nuovamente in un centro industriale di rilevante importante.
Xiamen è una città con molto turismo grazie ad un clima delizioso che consente di passeggiare nei pressi del lungomare per ammirare storia e cultura di una città che si è lentamente trasformata in metropoli con quasi due milioni di abitanti.

Cosa vedere a Xiamen

La storia di Xiamen

Xiamen, Tempio South Putuo

La sua nascita coincide con l’inizio della dinastia Ming che nel XVII secolo, dopo essere stata luogo di difesa ed importante porto commerciale, presero residenza stabile qua dopo essere stati allontanati dai Manciù.
Xiamen si trasformò presto in base militare per raccogliere le truppe pronte a marciare verso le truppe del nuovo governo.

Furono i portoghesi i primi europei ad invadere la città già nel 1544 ma trascorsero solo 5 anni quando nel 1549 i cinesi ripresero il controllo della città. Nel 1624 è il turno degli olandesi, presto seguiti dagli inglesi, a voler dominare il territorio.

Nel 1730 venne presa la decisione di chiudere il porto a tutte le navi commerciali stranieri in favore di Canon. Nel 1841 furono gli inglesi a conquistare nuovamente Xiamen e con loro si riaprì nuovamente il porto.
Oggi è una ricca città molto simile alle moderne metropoli occidentali.

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Il Tempio di Nanputuo

Cosa vedere a Xiamen

Costruito durante la dinastia Tang, l’edificio religioso è stato più volte distrutto e ricostruito. Quello che oggi possiamo ammirare è il Tempio riedificato intorno al 1980 dopo essere stato per l’ennesima volta distrutto, quest’ultima volta durante la Rivoluzione Culturale.
Una volta raggiunto il Tempio noterete subito un meraviglioso laghetto ricco di fiori di loto e che invita al relax e ad assaggiare qualche specialità gastronomica.

Siamo nella periferia sud della città e per accedervi attraverserete il Tianwang Dian, un padiglione dove troverete Milefo, ovvero il Buddha ridente, dove avrete modo di vedere ai lati i quattro re celesti e anche Wei Tuo, il protettore dei monasteri buddhisti. All’interno avrete invece modo di trovare diverse sale tra cui quella della Grande Compassione, con una statua dorata dalle tante braccia di Guanyin, o anche la Sala Devajara, con invece la statua di Wei Tuo, simbolo del buddismo.

Proprio a fianco al Tempio Nanputuo potrete anche visitare l’Università, costruita grazie ad alcuni finanziamenti da parte di cittadini di Xiamen trasferiti all’estero.

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Giardino botanico Wanshi

Cosa vedere a Xiamen

Grande parco cittadino, il Wanshi ospita diverse migliaia di specie vegetali tropicali e subtropicali distribuite nei 29 giardini della struttura. Il nome tradotto significa ‘10.000 pietre‘, ovvero il numero delle rocce che qua è possibile ammirare.

Fondato nel 1960, il giardino è una meta imperdibile per una pausa di relax fra orchidee, bonsai, piante medicinali e di ogni altro tipo distribuite lungo i tanti sentieri che vi troverete a percorrere.
Nella sezione denominata il Giardino degli Abeti avrete invece modo di ammirare le oltre 80 specie di piante qua seminate mentre nella zona del Mondo dei Cactus troverete oltre 1200 specie sia esterne che raccolte in serra che rendono l’area la più grande di tutta la Cina.

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Altro da vedere a Xiamen

Cosa vedere a Xiamen

Un viaggio a Xiamen può prevedere una serie di brevi escursioni per ammirare il patrimonio artistico e culturare della città cinese.

Una visita da programmare è sicuramente quella al Hulishan Cannon Fort, forse il sito storico più importante e dove al suo interno è custodito il noto cannone Krupp, di fabbricazione tedesca e simbolo anche dell’influenza occidentale.
E’ una delle attrazioni principali del Forte ed è il più antico e più grande dei cannoni del suo genere, con un peso di oltre 80 tonnellate e con una potenza di lancio che supera i 20 km. Il forte aveva lo scopo di coordinare le altre otto fortezze a difesa della città, avvenute in sequenza tra il 1900 e il 1937 da parte delle truppe invasori giapponesi.

Usciti dal Forte si potrà proseguire la conoscenza della città visitando il Museo dei Tesori e dei Reperti Culturali di Rongguang, una collezione museale sopratutto di armi antiche donate da un privato collezionista di Singapore.

Da non perdere anche la Fortezza Huli Shan da cui si potrà osservare la vicina Isola Jinmen, oggi di pertinenza di Taiwan. Sempre in zona sarà invece possibie visitare il Museo dei Cinesi d’Oltremare, una esposizione permanente a cui si uniscono alcune temporanee realizzate per celebrare i tanti cinesi che hanno scelto di vivere all’estero.

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L’isola Gulangyu

Cosa vedere a XiamenSe il tempo a disposizione ve lo permette, includete anche la piccola isola Gulangyu nei vostri itinerari da Xiamen. Interamente pedonale, è raggiungibile esclusivamente con i traghetti in partenza dalla città e sarà possibile visitare un luogo di estrema calma e relax.

L’isola è infatti ricca di stradine che conducono alle tante ville qua presenti e non sarà difficile passeggiare davanti ai numerosi locali che caratterizzano il territorio dell’isola.
Fino al termine della Seconda Guerra Mondiale l’isola era destinata come concessione straniera della città di Xiamen e molti edifici qua presenti richiamano infatti lo stile europeo delle nazioni che qua si sono in passato insediate.

Essendo di piccole dimensioni, meno di un paio di km quadrati, visitarla completamente in una giornata è estremamente semplice.
Da vedere indubbiamente l’antico ospedale giapponese Bo’ai costruito nel 1936 ma anche la chiesa cattolica costruita nel secolo scorso per i tanti cattolici cristiani europei che in passato qua hanno abitato.

Ma l’isola è soprattutto nota con il soprannome di ‘Isola del Piano‘.
La ragione è piuttosto semplice, nel suo territorio vi è infatti presente l’unico museo cinese proprio dedicato al pianoforte. Al suo interno troverete oltre 30 pianoforti, di cui molti storici, tra cui un elegante e raffinato Steinway & Sons ma anche uno interamente dorato.

Ricordate che i visitatori dell’isola non cittadini cinese devono obbligatoriamente traghettare dal terminal Dongdu International Cruise per le formalità doganali. Vista l’enorme affluenza, le giornate del fine settimana sono sconsigliate.

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Informazioni pratiche

Cosa vedere a Xiamen

Come per buona parte della zona, Xiamen è interessato da un clima tropicale che prevede delle estate umide e molto calde e degli inverni non eccessivamente freddi ma piuttosto piovosi.
Durante i mesi estivi occorre prestare attenzione all’afa, spesso quasi insopportabile, che può provocare anche improvvisi tifoni, oltre che a temporali piuttosto intensi.

Il periodo migliore per visitare Xiamen potrebbe essere proprio quello invernale, visto che le temperature sono discretamente accettabili, ma in assoluto si suggerisce di visitarla durante la primavera e l’autunno, le due stagioni davvero ideali a livello metereologico.

Arrivare a Xiamen è possibile dall’aeroporto Gaoqi International Airport, a meno di una decina di chilometri dal nucleo urbano. Da qui è possibile arrivare in città mediante uno dei numerosi bus di linea ed è anche il luogo di partenza dei torpedoni di lunga distanza, piuttosto tipici in Cina.

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