Visitare il lago di Comabbio a Varese

Visitare il Lago di Comabbio in provincia di Varese, meravigliosa oasi naturalistica. Scopriamo il Lago di Comabbio.

Cosa vedere al Lago di Comabbio,
il lago non balneabile di Varese

Il Lago di Comabbio è un lago situato nella provincia di Varese, poco a sud dal lago del capoluogo e ad ovest di quello di Monate.
Quello di Comabbio si distingue da quello di Monate per il fatto di non essere balneabile.

Questo assicura quindi maggiore tranquillità e rappresenta quindi il luogo ideale dove gustare una delle tante specialità tipiche della zona. Parliamo di delizie quali il lavarello in carpione, i filetti di pesce persico gratinato, la pasta al ragù di lago ed infine la deliziosa lasagnetta con salmerino.

Conosciamo il lago di Comabbio

Cosa vedere al Lago di Comabbio

Si tratta di una splendida e meravigliosa oasi naturalistica dalla ricca fauna.
Negli immediati dintorni del lago si riuscirà ad ammirare infatti un patrimonio faunistico composto principalmente da uccelli acquatici e da, all’interno dell’acqua, un gran numero di pesci.
Anche la flora è molto vasta e anche preziosa: lungo le coste crescono piante molto rare in tutta Europa.

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Cosa vedere sul lago di Comabbio

Cosa vedere al lago di Comabbio

Come per il Lago di Ghirla, anche quello di Comabbio è fornito di una pista ciclabile che unisce Corgeno e Ternate, passando per Varano Borghi. L’itenerario inoltre tocca anche dei canneti, un centro di canottaggio e una spiaggia fornita di ogni servizio.
Le acque calme e poco profonde sono perfette per percorrere l’intero lago in canoa.
La sponda sud del lago forma la baia di Corgeno, una vasta zona totalmente verde in cui le anatre nidificano.
Nel lago si pescano lucci, scardole, tinche e carpe, i più esperti (o fortunati) riusciranno anche a catturare rari esemplari di sandra.
Continuando verso sud ci si imbatterà nella palude di Mercallo, un’importante zona archeologica in cui vennero rinvenute palafitte di origine celtica. Nel territorio dello stesso comune, alle spalle di Sesto Calende, nei boschi di castagni e conifere ci si imbatte in grandi massi erratici, che vennero sposati durante l’ultima Era Glaciale, circa 60.000 anni da, dalle pendici del Sempione e del Gottardo.

 

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