Viaggio alla scoperta dell’Abbazia di Melk

Viaggio alla scoperta dell'Abbazia di Melk, il monastero benedettino patrimonio UNESCO e uno tra gli edifici più sfarzosi di tutta l'Austria. Ecco l'Abbazia di Melk

L’Abbazia di Melk, in Austria, il
Patrimonio UNESCO

Nel piccolo comune di Melk, di circa 5000 abitanti, la principale attrazione è senza dubbio la Stift Melk, ovvero l’Abbazia della città, definita tra le più belle d’Europa. Ci troviamo ad una novantina di chilometri dalla capitale  Vienna, dal 2000 inserita tra i Patrimoni Mondiale UNESCO.

L’Abbazia, tra l’altro, è anche la protagonista di “In nome della rosa“, il capolavoro di Umberto Eco e ambientato nella Stift Melk della fine del 14° secolo. Ma altri sono i libri, e anche i film, che hanno liberamente preso ispirazione da questa notevole abbazia benedettina austriaca.

Esternamente la struttura si presenta in stile barocco, delineato nel 18° secolo quando venne ricostruita a causa della struttura in continuo deterioramento.
Da notare anche i campanili gemelli, la cupola ottagonale e le pareti bianche e gialle.
Se dall’esterno l’Abbazia affascina fin dal primo sguardo, l’interno è altrettanto strabiliante.

Conosciamo l’Abbazia di Melk.

Storia 

La città di Melk già in epoca romana rappresentava un centro urbano di altissima importanza strategica, tanto da averci finanziato numerose antiche strutture. La prima documentazione che testimonia l’esistenza dell’Abbazia risale al 996.
Nel 976, il margravio Leopoldo I° ricevette in feudo la regione dell’attuale sud-onesto del Land, nell’Austria Inferiore. Il Castello della città di Melk divenne la sua residenza principale.

Nel 1089, Leopoldo II° cedette il castello ai monaci benedettini dell’Alta Austria, trasformando quindi l’edificio in un’Abbazia. Da quell’anno i monaci hanno vissuto e operato qui, ininterrottamente seguendo la Regola di San Benedetto.
Nel 12° secolo un collegio venne annesso all’abbazia e con il passare degli anni numerosi manoscritti preziosi vennero ospitati all’interno della biblioteca. Più avanti, nel 15° secolo, l’Abbazia divenne uno dei luoghi più importanti in tutta Europa per le riforme monastiche del medioevo con la “Riforma di Melk“.

Il periodo che delineò il massimo splendore dell’edificio arrivò nel 18° secolo, quando l’edificio venne ricostruito assumendo l’aspetto barocco attuale. Con le guerre napoleoniche del 19° secolo e la conseguente rimozione delle leggi feudali, gli edifici abbaziali annessi all’Abbazia di Melk furono protagonisti di un profondo restauro strutturale.

Uno dei periodi di maggiore difficoltà economica fu durante la Seconda Guerra Mondiale, che con le soppressioni dei nazisti l’edificio non ricevette mai i fondi necessari per affrontare le spese. Gli stessi monaci quando si ribellavano a queste ingiustizie vennero minacciati con l’arresto.

L’Abbazia di Melk

L'Abbazia di Melk

Internamente l’Abbazia si presenta come uno degli edifici barocchi più sfarzosamente decorati dell’Austria, con dettagli dorati e superfici in marmo. L’altare maggiore, realizzato da Peter Widerin, raffigura san Pietro e san Paolo, entrambi patroni della chiesa. Gli affreschi che decorano la volta e la cupola invece sono opera di Johann Michael Rottmayr.

È stimato che complessivamente, per tutte le 500 sale dell’Abbazia, tra la scuola, gli alloggi, gli uffici e le ale ecclesiastiche, siano stati utilizzati oltre nove milioni di mattoni.

Biblioteca dell’Abbazia di Melk

L'Abbazia di Melk

La sala della Biblioteca è descritta come la libreria più bella  d’Austria. Questa è anche una delle aree più apprezzate dai turisti del complesso architettonico che costituisce il monastero più grande di tutta l’Austria.

La sala della biblioteca è celebre per ospitare un peculiare effetto ottico.
I soffitti a stile trompe l’oeil e la forma leggermente curvilinea, regala l’illusione di una altezza ben superiore alla realtà. Un effetto ottico che affascina e al contempo stupisce per la semplice genialità.
All’interno trovano invece spazio
1800 manoscritti di epoca medievale e ben 750 incunaboli, ovvero  libri stampati con la tecnica a caratteri mobili tra la metà del 15° e l’inizio del 16° secolo.

A questi preziosi manufatti vanno aggiunti oltre 100.000 libri datati tra il 16° secolo fino ai giorni nostri. Nel 1997 è stato ritrovato, tra i manoscritti medievali, un frammento originale del 14° secolo del Canto dei Nibelunghi, uno tra i canti di prima metà dello scorso millennio più importanti.

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Mostra museale del Monastero 

Abbazia di Melk

All’interno del complesso monasteriale dell’Abbazia di Melk è presente una grande mostra museale sviluppata su 16 sale.

Nelle sale sono esposti numerosi cimeli e racconti della storia della città di Melk e dall’Abbazia, seguendo un ordine cronologico che ha come punto di partenza l’epoca romana. Tra gli oggetti esposti sono osservabili numerose bare sfarzosamente decorate, tra cui, nella sala 2, quella che ospita il corpo di San Coloman. Vicino a questa bara è esposto un frammento della Santa Croce ed un altare portatile.
Sono presenti anche cimeli papali, specchi e vetri sacri, cicli di affreschi e dipinti raffiguranti scene dell’Antico e Nuovo Testamento e molto altro.

Schloss Schallaburg, i dintorni dell’Abbazia

Abbazia di Melk

Basta percorrere un breve tragitto di pochi chilometri per raggiungere Schloss Schallaburg, luogo deputato come esempio di architettura rinascimentale. Qua infatti troviamo uno tra i più bei castelli del Rinascimento.

Il castello di Schallaburg affonda le sue radici al Medioevo, come visibile dalla cappella gotica. L’attuale aspetto del castello è invece tale dal 1572 per mano dei Losensteiner, la dinastia che all’epoca prosperava in Austria e che ha voluto ricreare un maniero seguendo lo stile dei palazzi italiani. L’ultimo restauro, avvenuto nel XIX secolo, ingloba le sue antiche mura e i resti di un convento la cui costruzione risale al 1674.

Nel suo cortile troviamo delle eleganti decorazione realizzate in terracotta che raffigurano i personaggi della mitologia. Una fra tutte, la Hundefräulein, la donna con la testa di un cane, rappresenta chiaramente lo stile che possiamo trovare raffigurato.
Fatevi guidare per visitarlo. Vi verrà mostrata anche una particolare rappresentazione dell’Ultima Cena e una passeggiata tra i curatissimi giardini, ricchi di piante e fiori.

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