Varese, cosa vedere nella città lombarda

Varese, cosa vedere nella città lombarda confinante con Piemonte e Svizzera e ricca di attrazioni storiche da non perdere. Ecco cosa vedere a Varese.

Scopriamo Varese

Varese è il capoluogo dell’omonima provincia, in Lombardia.
La città è popolata da 80.000 persone ma, nonostante sia il capoluogo, è la seconda più abitata della provincia, superata da Busto Arsizio.

L’ampio comune, situato nel nord ovest della regione, è un pittoresco ibrido tra verde e architettura. Dalle maestose ville del centro storico al Campo dei Fiori fuori città.
È definita come la città giardino, pacifica e colorata, dove la calma la fa da padrona, nonostante il continuo traffico urbano.

Si passeggerà in Corso Matteotti, un’ampia via ricca di negozi, proseguendo lungo il sentiero dei Giardini Estensi verso Villa Mirabello. Lungo le sue strade, che sono tutte un saliscendi, oggi Varese regala notti giovani e pomeriggi rilassanti. La città è oltretutto abbastanza vicina all’aeroporto internazionale di Milano Malpensa.
La sua provincia, confinante con la Svizzera e con il Piemonte, è bagnata dalla sponda lombarda del Lago Maggiore.

Oltre alle grandi aree verdi, Varese vanta all’interno del suo territorio la presenza del Parco Naturale della Valle del Ticino e del canale Villoresi, un percorso artificiale che attraversa le vicine province di Milano e Monza-Brianza.

Comabbio

Visitare Lago di Ghirla a Varese
Visitare il Lago di Ghirla a Varese situato vicino al Parco Regionale Campo dei Fiori significa tuffarsi nella natura.

La storia di Varese

L’antico borgo di Varese risale al 5° secolo a.C., come testimoniano i resti delle palafitte che circondavano il lago. Durante il dominio di Roma fu dapprima un presidio militare e poi centro abitato.
Nel Medioevo, attorno al nucleo centrale del borgo, si formarono le cosiddette castellanze, ovvero insediamenti autonomi, con chiese, mulini, cascine e osterie.

Queste non erano indipendenti dal borgo. Con Varese, sul punto di vista civile e religioso, le castellanze formavano un corpo unico.

Varese divenne un libero comune a partire dal 1538 fino al 1765, quando passarono sotto Francesco III d’Este, duca di Modena. Ricevettero poi dall’Imperatore d’Austria il titolo di città nel 1816.

Presso Biumo, una delle castellanze, i garibaldini sconfissero gli austriaci nella famosa Battaglia di Varese del 26 maggio 1859.
Dalla seconda metà del Novecento, le importanti attività industriali di cui la città si era già arricchita tra il Seicento e l’Ottocento diedero impulso alla forte crescita industriale e demografica che ancora oggi la caratterizza la città.

L’Università dell’Insubria prende il nome dell’omonima regione che in epoca antica diede ospitalità agli insubri. Gli insubri sono un popolo che occupava il territorio a nord del Po, alcuni storici dicono di aver trovato un collegamento tra loro e la fondazione di Milano.

La regione storica dell’Insubria, con capoluogo Milano, comprendeva le province di Varese, Como, Lecco e Pavia. Ma anche quelle di Novara e del Verbano-Cusio-Ossola in Piemonte e nell’attuale svizzera il Canton Ticino e quello dei Grigioni.

Cosa vedere a Varese

Cosa vedere a Varese, il lago

La pittoresca città gode di un lago quasi incontaminato e di una flora variopinta, ma anche di alcune attrazioni che meritano assolutamente di essere viste. Ma non è certo l’unica cosa da vedere a Varese.

Basilica di San Vittore

Dedicata al santo patrono della città, fu costruita tra il 16° e il 17° secolo su una struttura trecentesca già esistente.
All’interno della basilica, sono ospitati alcuni dei capolavori più importanti del 17° secolo lombardo. Tra questi citiamo i pregevoli dipinti del Nuvolone, di Francesco Cairo e del Cerano.

Il lato sud del campanile è punteggiato da numerosi segni di palle di cannone.
Queste vennero fatte sparare dal generale austriaco Urban, nel 1859, per ‘punire’ la torre che aveva suonato a festa quando i garibaldini erano entrati a Varese.

Livigno, la valle incastonata fra Italia e Svizzera
Livigno, la valle incastonata fra Italia e Svizzera paradiso dello sci in inverno e ricca di attrattiva in estate.
Continua a leggere

Battistero di San Giovanni

Alle spalle del campanile, lungo il lato destro della Basilica di San Vittore, il battistero di origine altomedievale fu totalmente ricostruito tra il 12° e il 13° secolo.
La facciata a capanna è ornata da alti archi, mentre l’interno è arricchito da un’edicola trecentesca dedicata a San Giovanni Battista e da numerosi affreschi. Nel 1948, durante i lavori di restauro fu rinvenuto un fonte battesimale di forma ottagonale. Secondo gli esperti questo fu scolpito tra il 13esimo e il 14esimo secolo.
Sotto il fonte, si trova ancora l’antica vasca battesimale a immersione.

Palazzo Biumi

Il palazzo Biumi, conosciuto come ‘Broletto’, fu edificato nel 1590 da Giovan Pietro Biumi, patriarca di una fra le più potenti famiglie del borgo di Varese.
La facciata attuale risale invece ad un successivo ampliamento avvenuto nel 1615, sempre su commissione di Giovanni Pietro Biumi.

Questa mantiene ancor oggi i balconi originali in ferro battuto e anche il portone, ispirate al progetto del campanile di San Vittore di Giuseppe Bernascone.

Fu in occasione di questa seconda sistemazione che furono realizzati gli affreschi del piano nobile del palazzo, di cui oggi resta ben poco.
Sono emersi solo alcuni frammenti, fra cui il plausibile ritratto della marchesa Violante Abbiate Forieri.

Per lungo tempo, i portici del palazzo furono adibiti al mercato delle granaglie. Ogni prima domenica del mese vi ha luogo un mercatino dei produttori locali.

Palazzo del Pretorio

Il Palazzo del Pretorio posto a fianco al Palazzo Biumi, è una delle poche testimonianze del passato comunale della città. I lavori per la sua costruzione iniziarono nel 1570. La piccola campana sul tetto fu eretta nel 1589 e aveva lo scopo di richiamare la popolazione o segnalare eventi importanti, quali il coprifuoco.

L’interno del palazzo si mantenuto nei secoli nella sua originale architettura cinquecentesca, mentre la facciata esterna e il porticato sono il risultato di un restauro ottocentesco.
Nella piazza posta di fronte è situata la copia del monumento in bronzo dedicato a Garibaldi e alla Battaglia di Varese, soprannominato dai varesini Garibaldino. L’originale è custodito nella ex caserma Garibaldi.

Palazzo Estense

Il Palazzo Estense è stato definito da Stendhal, uno scrittore francese, amante dell’arte e appassionato dell’Italia, come la ‘Versailles di Milano‘. Questo palazzo nacque come dimora di Francesco III d’Este, che, folgorato dalla bellezza paesaggistica della città, decise di trasferirvici. La ristrutturazione della preesistente villa fu seguita dall’architetto Giuseppe Antonio Bianchi in tipico stile barocchetto. Bianchi progettò anche gli splendidi giardini all’italiana.

Accedendo al palazzo dal portone d’onore si rimane subito affascinati dall’impianto di aiuole, decorate da arbusti a basso fusto, che lasciano correre lo sguardo fino alla grande fontana che chiude il parterre.

Passeggiando lungo il sentiero bordato di carpini, si raggiunge la collina Belvedere, che circonda la villa e ci offre un panorama degno del suo nome.
Il Palazzo Estense oggi è la sede del municipio di Varese.

Scopri di più:

Le vie dello shopping di Milano
Cosa vedere a Castelseprio, Varese

 

Condividi su: