Cosa vedere a Torino, guida turistica alla quarta città italiana

Torino, la prima capitale d’Italia | Cosa vedere a Torino: guida turistica alla quarta città italiana


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Cosa vedere a Torino: guida turistica completa

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Mappa di Torino, il capoluogo del Piemonte
Mappa di Torino, il capoluogo del Piemonte

Icona articoloQuarta città per abitanti nonché prima capitale del Regno d’Italia: Torino è il grande capoluogo del Piemonte, una città dal gusto raffinato e da un ricco passato. Incorniciata dal prestigioso paesaggio delle creste alpine, il centro storico di Torino è considerato come la massima espressione del barocco in Italia, anche se molti la descrivono come una delle capitali europee di questo stile architettonico.

Torino vanta uno dei più ricchi patrimoni culturali del nostro paese, dettati dalla presenza di diversi musei di prestigio internazionale, primo tra tutti il Museo Egizio, che compete però con il Museo Nazionale del Cinema, situato nell’iconica Mole Antonelliana. La città, vista dalla sua periferia, presenta una struttura urbanistica lineare, con edifici di altezza simile e grandi viali dritti, che si diramano verso le principali piazze di Torino. Per certo Torino è una città dai mille volti e sfumature, teatro di grandi eventi storici e culla del Risorgimento, oltre che antica capitale del regno sabaudo dall’aspetto regale.

La città di Torino è uno dei più importanti poli industriali d’Europa, specialmente riguardo il settore automobilistico, che da tempo dà impiego a una grossa fetta di popolazione locale. Per questo motivo spesso la città della FIAT e della Juventus viene eclissata dalle più rinomate città d’arte, come Firenze o Venezia, soprattutto dai turisti stranieri. Tuttavia, Torino è una città ricca di sorprese, perfetta per un weekend fuori porta alla rassegna del relax e dello svago. Scopriamo quindi cosa vedere a Torino, il capoluogo del Piemonte.

Cenni storici

Tram nel centro storico di Torino
Tram nel centro storico di Torino

Per poter conoscere nel dettaglio Torino è prima necessario conoscere, almeno in sintesi, la sua ricca storia. Il sito su cui sorge la città è completamente disseminato di testimonianze antiche, che raffigurano una spessa stratificazione di culture e popoli che nel corso dei secoli popolarono questo territorio.

Occorre portare indietro le lancette del tempo di circa duemila anni, periodo di datazione di alcuni reperti che confermano l’esistenza di un villaggio di nome Taurasia, posto ai piedi delle Alpi. Quello di Taurasia fu un insediamento di piccole dimensioni, popolato dalle tribù “taurine”, che discendono dall’unione di Galli e Celtoliguri. Questo piccolo villaggio ebbe però vita abbastanza breve, venendo completamente raso al suolo nel 218 a.C. da Annibale.

Duomo di Torino Cattedrale cattolica di San Giovanni Battista dove è riposata la Sacra Sindone di Torino con campanile
Duomo di Torino Cattedrale cattolica di San Giovanni Battista dove è riposata la Sacra Sindone di Torino con campanile

È quindi il turno dell’epoca romana, periodo con il quale l’insediamento, già in parte ricostruito, fu reso una cittadella militare, sotto l’esperta guida di Augusto, nel 28 a.C. Il villaggio fortificato prese il nome di Augusta Taurinorum, caratterizzato da una struttura urbanistica con pianta a scacchiera, con vie e strade parallele e perpendicolari.

Questo impianto urbano fu mantenuto nel corso dei secoli e oggi stesso la città presenta questo schema molto lineare e intuitivo di strade, piazze e grandi viali. È anche il più antico esempio di urbanistica di questo genere, praticamente onnipresente nelle ex colonie europee, in particolare in Nord America. Al tramontare del potere romano, Torino divenne dominio di Franchi e Longobardi, quindi sede vescovile e, in seguito, comune cittadino.

Veduta della Mole Antonelliana dalla chiesa della Gran Madre di Dio
Veduta della Mole Antonelliana dalla chiesa della Gran Madre di Dio

I secoli scorrono e ben presto Torino si trasformò da piccolo villaggio prealpino a una vera città potente e prospera. Di particolare rilievo è il 1280, anno in cui i Savoia conquistarono Torino, dettando l’inizio del più prospero dei periodi per la città, che divenne capitale della dinastia, trasferita da Chambéry.

Questo significativo evento provocò un notevole viavai di grandi architetti e artisti che firmarono alcune delle opere più iconiche della città, da Ascanio Vitozzi ad Amedeo e Carlo di Castellamonte, da Guarino Guarini a Filippo Juvarra. Fu proprio grazie al contributo di questi grandi personaggi che Torino divenne una città oltre che ricca, anche elegante e prestigiosa, tanto da venir considerata una delle capitali del barocco.

In contemporanea in città inizia a svilupparsi una ricca economia basata sulla lavorazione del cioccolato, mentre nel XVI secolo Torino assunse un certo rilievo anche in ambito religioso. Il duca Emanuele Filiberto, infatti, trasferì in via definitiva da Chambéry la Sindone, il lenzuolo che secondo la tradizione avvolse il corpo di Gesù Cristo. L’Università di Torino, presente sin dal 1404, ha sin da subito conferito una certa dinamicità, attirando intellettuali da tutte Europa, come per il caso del francese Charles de Brosses che cita Torino: “la città più graziosa d’Italia e, per quel che credo, d’Europa”.

Piazza San Carlo e chiese gemelle di Santa Cristina e San Carlo Borromeo nel centro storico di Torino
Piazza San Carlo e chiese gemelle di Santa Cristina e San Carlo Borromeo nel centro storico di Torino

Gli anni scorrono e la città continua a prosperare, aumentando sia di dimensioni che di popolazione. Il fiorente dominio dei Savoia si interruppe nel 1798, anno significativo per la storia d’Europa, poiché segna l’ascesa di Napoleone nelle grandi città italiane ed europee, segnando la fine del feudalesimo.

Presto, però, la città tornò ai Savoia, come dettato dal Congresso di Vienna del 1814. Da questo momento la città fu coinvolta in una serie di moti politici che portarono alla nascita, nel 1861, del Regno d’Italia, con Torino capitale sede del primo parlamento a Palazzo Carignano.

A seguito del trasferimento della capitale Torino non risentì di perdita di prestigio, che anzi tese quasi ad affermarsi ulteriormente nell’industria. Questo lungo processo, composto da un carattere industriale sempre più nitido, culminò con la fondazione della Fabbrica Italiana Automobili Torino, la FIAT, nel 1899. Parallelo all’ascesa dell’arte e della cultura, Torino è ricordata anche per essere la città natia del cinema italiano. Nel 1914, il regista Giovanni Pastrone diresse Cabiria, il primo lungometraggio a distribuzione mondiale.

Cosa vedere a Torino – I luoghi d’interesse della città

Il Borgo Medievale di Torino
Il Borgo Medievale di Torino

Il passato ci ha permesso di comprendere il motivo per cui Torino è da tempo considerata una vera superpotenza culturale d’Europa. L’immenso patrimonio che vanta Torino, tra arte, architettura e importanti correnti di dinamismo sempre molto giovanile, ha reso possibile rendere la città un’ottima meta turistica. Le vicine Alpi, con le tante stazioni sciistiche, certamente contribuiscono all’affermarsi nell’industria del turismo di Torino, che tuttavia ha però molto da offrire anche all’interno dei confini cittadini.

Come ripetuto già più volte, il patrimonio artistico è la punta di diamante del capoluogo piemontese, che vanta nel complesso oltre 40 tra musei e gallerie d’arte, a cui si aggiungono prestigiosi eventi annuali, quali per esempio il Salone del Libro, quello del Gusto e il Torino Film Festival. Le cose da vedere a Torino sono sempreverdi, quindi non serve necessariamente attendere la stagione mite per cimentarsi alla scoperta della quarta città italiana. Di seguito troverete l’itinerario alle principali attrazioni cittadine: ecco cosa vedere a Torino.

Piazza Castello

Panorama aereo su Piazza Castello di Torino
Panorama aereo su Piazza Castello di Torino

Abbiamo deciso di proporre come prima tappa del nostro viaggio a Torino la centralissima Piazza Castello, il cuore pulsante della città, nonché fulcro della movida e della vita cittadina. È da qui che la città si è sviluppata, dall’epoca romana sino al Risorgimento, apparendo nel suo odierno aspetto nel 1584, quando l’architetto Ascanio Vitozzi fu commissionato dal duca Carlo Emanuele I per la progettazione del centro storico torinese. La piazza è contornata per tre lati da lunghi ed eleganti porticati, costruiti in epoche differenti, e custodisce alcuni dei più simbolici luoghi cittadini, tra cui il Palazzo Reale, residenza del re di Sardegna fino al 1659, e poi di Vittorio Emanuele II Re d’Italia, fino al 1865.

Si aggiungono poi il Teatro Regio, il Palazzo della Giunta Regionale, il Palazzo del Governo, oggi sede della Prefettura, il Palazzo delle Segreterie, l’Armeria e la Biblioteca Reale, quest’ultima custode del famoso autoritratto a sanguigna di Leonardo da Vinci. Nulla è però paragonabile all’imponente Palazzo Madama, circondato da tre monumenti di rilievo storico: il monumento all’Alfiere dell’Esercito Sardo, la scultura equestre celebrativa dei Cavalieri d’Italia e la statua raffigurante Emanuele Filiberto duca di Savoia. La Piazza Castello di Torino è inoltre il punto di congiura di quattro importanti arterie del centro città: Via Roma, Via Pietro Micca, Via Po e Via Garibaldi, una delle vie pedonali più lunghe d’Europa.

Palazzo Madama e il Museo di Arte Antica di Torino

Palazzo Madama di Torino
Palazzo Madama di Torino

Il Palazzo Madama è una delle massime opere barocche della città di Torino, situato giusto al centro di Piazza Castello. Oggi sede del Museo Civico di Arte Antica, il Palazzo Madama di Torino fu costruito sulle rovine di un’antica porta romana, venendo utilizzato nel corso del tempo come fortezza e come residenza di due Madame Reali: Maria Cristina di Francia e Giovanna di Savoia-Nemours, sotto la cui reggenza l’edificio fu ampliato e abbellito.

L’architetto Filippo Juvarra, architetto di casa Savoia, nel 1718, seguì personalmente la progettazione dell’ampia facciata occidentale, oltre che dell’imponente scalone d’onore, considerato uno dei più pregevoli monumenti della scuola barocca. All’interno del Palazzo Madama di Torino sono esposte migliaia opere d’arte che ripercorrono la storia dell’arte italiana ed europea in un arco temporale di circa dieci secoli.

Mole Antonelliana

Visuale sulla Mole Antonelliana di Torino
Visuale sulla Mole Antonelliana di Torino

Se Piazza Castello rappresenta il cuore della città, la Mole Antonelliana ne è l’icona assoluta. Il più alto monumento architettonico di Torino è considerato tappa fondamentale durante la propria permanenza in città. La costruzione del monumento cominciò nel 1863, su progetto di Alessandro Antonelli per svolgere la funzione di tempio israelitico. Tuttavia, pochi anni più tardi – nel 1878 – questa fu ceduta al Comune di Torino, che decise di renderla un monumento dedicato al re d’Italia Vittorio Emanuele II. Inaugurata ufficialmente nel 1889, la Mole Antonelliana posa a terra con un’ampia base quadrata, sormontata dalla grande celebre cupola cuspidata.

Attualmente la Mole Antonelliana è adibita a sede del Museo Nazionale del Cinema, l’unico in Italia nel suo genere nonché uno dei più importanti in Europa. Il percorso del Museo del Cinema di Torino si articola in cinque differenti livelli, quali l’Archeologia del Cinema, la Macchina del Cinema, la Collezione dei Manifesti, le Video Installazioni e la Aula del Tempio, circondata da 13 cappelle in cui sono raccontati alcune tematiche sull’arte cinematografica.

Duomo di San Giovanni e Cappella della Sacra Sindone

Duomo di San Giovanni e Cappella della Sacra Sindone
Duomo di San Giovanni e Cappella della Sacra Sindone

La terza tappa che bisogna assolutamente segnarsi di visitare a Torino è quella presso il suo Duomo, intitolato a San Giovanni Battista, il Santo Patrono della città. Il Duomo di Torino fu costruito tra il 1491 e il 1498 per volere del cardinale della Rovere e si presenta in pregevole stile rinascimentale, con una facciata in marmo bianco su cui si aprono tre portali decorati da pregevoli rilievi.

Ad affiancare il Duomo di Torino c’è la grande torre campanaria in mattoni rossi con coronamento dello Juvarra, mentre accedendo all’ambiente interno si può osservare la croce latina a tre navate, caratterizzate da elementi gotici. L’opera, già di suo molto prestigiosa, fu resa ancor più preziosa dal XVII secolo, quando venne rimaneggiata affinché si potesse aggiungere la Cappella della Sacra Sindone, capolavoro barocco firmato da Guarino Guarini.

Il monumento, che costudisce il sudario in cui sarebbe stato avvolto il corpo di Gesù nel sepolcro, subì contingenti danni nel 1997, a seguito di un grave incendio. In occasione delle ostensioni (esposizioni pubbliche) la Sindone viene invece, esposta in un’apposita teca, differente da quella ordinaria a tenuta stagna, completamente priva di aria e gas.

La Sacra Sindone

La Sacra Sindone di Torino
La Sacra Sindone di Torino

La Sacra Sindone è tra i più preziosi artefatti cristiani giunti ai giorni nostri. Sebbene l’affascinante storia che la vede strettamente legata alla figura di Gesù, è ancora oggi difficile costruire una traccia affidabile e plausibile sulla propria storia anteriormente al XIV secolo. La storia che si conosce con certezza comincia verso la metà del Trecento, quando fu collocata all’interno della Collegiata di Lirey, evento che sancisce l’inizio della documentazione del preziosissimo artefatto.

Prima di questo momento non si hanno tracce certe sull’origine e sulla sua provenienza. Alcuni studi la datano al 1300, mentre altri affermano che fosse custodita nel mondo orientale. Tuttavia, lo studio scientifico sull’esame del radiocarbonio non soddisfa alcuni importanti elementi della Sindone, impedendo quindi di escludere con certezza la sua origine tanto discussa legata al sepolcro di Gesù. Secondo studi più recenti, pare essere emersa una storia nascosta della Sacra Sindone, che la vide trasferirsi sulle tappe di Gerusalemme – Edessa – Costantinopoli – Atene, per passare il testimone alla cronostoria documentata, quella di Lirey – Chambéry – Torino.

Museo della Sindone

Per approfondire l’esperienza consigliamo di fare tappa presso il Museo della Sindone. Sebbene l’esposizione sia relativamente di piccole dimensioni riesce a intrigare i propri visitatori, rendendo ancor più affascinante il fitto mistero che avvolge il sacro sudario. L’esposizione si compone per diversi reperti e documenti che ripercorrono la storia del plausibile viaggio della Sindone dalla Terra Santa a Chambery e infine a Torino. A questi si aggiungono anche una serie di documenti relativi ai risultati delle ricerche sperimentali effettuate sul lenzuolo. Annesso al Museo della Sindone è presente il Centro Internazionale per lo Studio della Sindone, con la collaborazione di specialisti in vari campi.

Museo Egizio di Torino

Mostra di mummie, manufatti e reperti egizi al Museo Egizio di Torino
Mostra di mummie, manufatti e reperti egizi al Museo Egizio di Torino

Impensabile non citare il Museo Egizio di Torino, il più famoso museo cittadino e il secondo più importante del genere al mondo, seguito per importanza solo da quello del Cairo. Il Museo Egizio di Torino, il più antico nel suo genere al mondo, rappresenta un’importante attrazione per la città piemontese, fondato nel lontano 1824. Il museo è in continua espansione e aggiornamento, caratterizzato da interessanti allestimenti archeologici che raccontano la ricca e affascinante storia degli antichi egizi. L’esposizione si sviluppa per ben 10 mila metri quadrati, con un totale di 3300 reperti esposti e più di 30 mila comprendendo quelli conservati e non osservabili dal pubblico.

Il Museo GAM di Torino

Galleria d'Arte Moderna e Contemporanea di Torino
Galleria d’Arte Moderna e Contemporanea di Torino

Torino è stata la prima città italiana a promuovere una raccolta pubblica di arte moderna. Oggi la quarta città italiana è considerata una delle principali capitali europee dell’arte contemporanea, grazie anche al GAM, la Galleria d’Arte Moderna e Contemporanea di Torino, fondata nel 1863. La a Galleria Civica d’Arte Moderna e Contemporanea (GAM) vanta una collezione di oltre 45 mila opere tra dipinti, sculture, disegni, fotografie, installazioni e incisioni datati tra il XVIII al XXI secolo, nonché una tra le più importanti collezioni europee di film e video d’artista.

La ben ricca collezione artistica è soprattutto incentrata sull’arte italiana, in specie quella piemontese, ma con alcuni spazi dedicati alle avanguardie storiche internazionali e all’arte straniera. La collezione include opere di grandi maestri come Fontanesi, Balla, Boccioni, De Chirico, Ernst, Klee. Dal 2009, invece, le opere sono esposte secondo quattro percorsi tematici che mutano nel tempo in modo da consentire al visitatore di riscoprire continuamente le collezioni.

Parco del Valentino

Il Castello del Valentino si trova nell'omonimo parco sulle rive del fiume Po, risalente al XVI secoloIl ⇒ Parco del Valentino è tra i principali polmoni verdi di Torino, uno splendido parco fluviale progettato nel XIX secolo dal paesaggista francese Barrillet-Dechamps. Il Parco del Valentino è una delle principali attrazioni di Torino, la cui origine del nome rimane ancora oggi parzialmente avvolta dal mistero, anche se alcune fonti lo fanno risalire al Santo degli innamorati le cui spoglie sono conservate in una chiesetta non lontana. Giusto nel cuore del parco sorge il magnifico Castello del Valentino, inserito tra i Patrimoni dell’Umanità dall’UNESCO, insieme alle altre residenze sabaude del Piemonte. Nato nel XVI secolo come residenza extraurbana, oggi il Castello ospita la sede della Facoltà di Architettura del Politecnico.

Borgo Medievale

Panorama serale sul Borgo Medievale di Torino
Panorama serale sul Borgo Medievale di Torino

Non serve allontanarci per scoprire il prossimo luogo da visitare nella città di Torino. Infatti, il Borgo Medievale è un’affascinante quartiere etnografico posto dentro i confini del Parco del Valentino, che nonostante l’aspetto paia essere ben antico, la sua progettazione risale solo alla fine del XIX secolo. Si tratta infatti di una riproduzione fedele di un tipico borgo fortificato, realizzato in occasione dell’Esposizione Universale tenutesi proprio a Torino al finire del XIX secolo. Oggi il Borgo Medievale rappresenta una delle attrazioni più apprezzate sia dai turisti che dai torinesi, che ne apprezzano l’atmosfera fiabesca e il paesaggio naturalistico d’eccellenza.

Palazzo Reale

Concludiamo il nostro viaggio tra le attrazioni da visitare assolutamente a Torino presso il magnifico Palazzo Reale, il primo palazzo nonché il più importante di quelli utilizzati dai Savoia come residenza. Il palazzo che oggigiorno possiamo ammirare è stato costruito per iniziativa di Maria Cristina di Francia, duchessa di Savoia, nel 1646. Tuttavia, il progetto del XVII secolo rappresenta una profonda riabilitazione di una preesistente struttura più antica di quasi un secolo, risalente al 1559 e commissionata da Emanuele Filiberto, quando trasferì la capitale del Ducato di Savoia da Chambery a Torino.

Il Palazzo Reale di Torino rimase la più importante residenza reale fino al 1865, quando Vittorio Emanuele II trasferì la capitale del Regno d’Italia dapprima a Firenze e poi a Roma. Di particolare pregio è la decorazione interna, che illustra l’interessante evoluzione del gusto artistico dei Savoia dal XV al XIX secolo. A partire dal XVII secolo divenne consuetudine rinfrescare il palazzo in occasione di ogni matrimonio reale. Vari affreschi trompe-l’oeil, dorature realizzate da abili artigiani piemontesi, una collezione di orologi, la sala del trono e un prezioso gabinetto cinese firmato da Filippo Juvarra sono solo alcuni dei capolavori del palazzo. Il tranquillo giardino è stato invece progettato da André Le Nôtre, lo stesso architetto dei giardini di Versailles.


 

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