Sardegna, veduta di Tonara, paese della Barbagia

Tonara: l’antico borgo tra i più alti della Sardegna | Cosa vedere a Tonara (Nuoro)


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Cosa vedere a Tonara (Nuoro): viaggio tra siti d’epoca prenuragica e paesaggi incontaminati

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Mappa di Tonara, in provincia di Nuoro
Mappa di Tonara, in provincia di Nuoro

icona-articoloLa Sardegna, si sa, è uno dei migliori territori al mondo per quanto riguarda la balneazione, grazie alle sue cristalline acque limpide a tal punto da far invia perfino alla isole caraibiche. Tuttavia, il prestigio delle spiagge sarde tende a eclissare quello che è il ricchissimo patrimonio naturalistico e urbanistico dell’entroterra, con vette che – come nel caso di Punta La Marmora – superano anche i 1800 metri di altezza.

Nella Barbagia di Belvì, nascosto tra le alture sarde e ben distante da tutti i principali centri urbanistici, si trova il grazioso borgo di Tonara che, elevandosi tra gli 850 e i 1000 metri circa di altitudine, rappresenta uno dei centri più elevati di tutta l’isola. Il paesaggio circostante a Tonara si presenta quasi interamente rivestito da una fitta macchia boschiva, nella quale si diramano tante fonti d’acqua limpidissima da cui nascono scenografiche cascate.

Ingredienti che, sommati tra loro, rendono Tonara una meta perfetta per l’escursionismo (in particolare per il trekking) prediletta dagli amanti della natura e dell’ecoturismo. Tonara è considerato il paese dei torronai, degli artigiani del legno e di radicate tradizioni, un caratteristico borgo del Gennargentu, nell’ombelico della Sardegna. E qui, tra grandi boschi di boschi di castagni, noccioli, lecci, roverelle, agrifogli e alberi patriarchi, si trova quello che in molti descrivono come un dei più sottovalutati borghi della Sardegna. Il nostro sarà un viaggio emozionante, che ci regalerà tante emozioni indimenticabili: ecco cosa vedere a Tonara, in provincia di Nuoro.

Cenni storici

Scorcio su una fattoria a Tonara, Sardegna
Scorcio su una fattoria a Tonara, Sardegna

È ben noto che la Sardegna sia uno dei territori più importanti in termini di archeologia, grazie ai tanti nuraghi che punteggiano l’intero territorio, testimoniando l’esistenza di una sviluppata civiltà umana all’alba dei tempi. Lo stesso vale per Tonara, le cui origini si perdono nella storia, come testimoniato dai numerosi resti d’epoca perfino prenuragica.

Spicca per rilievo e importanza archeologica la Domus de Janas di Is Forreddos risalente addirittura al 3200 – 3000 a.C., oggi regolarmente visitabile dai turisti nella piccola frazione di Marti. Tale sito archeologico rappresenta un’eccellente esempio di sepolcro dei protosardi della cultura di Ozieri scavato nella roccia, che si caratterizza per due ingressi, elemento che lo accomuna con la grotta funeraria di Pitzu e’ Toni, che però quest’ultima risulta scavata nel calcare, dentro cui sono stati rinvenuti i più antichi reperti archeologici del territorio.

Verosimilmente la località presenta anche altri luoghi che sotto l’aspetto storico-archeologico rappresentano delle perle d’inestimabile valore. Parliamo del villaggio nuragico di cui rimangono le tracce sulla formazione rocciosa di Su Nuratze e dei resti degli antichissimi insediamenti di Idda Intr’Errios, Tracullau, Trocheri e Gonnalè. Tali elementi, tuttavia, rappresentano le prime forme di insediamenti umani nel territorio comunale, ben distanti dall’essere anche solo le eredi della Tonara moderna.

Occorre infatti attendere l’epoca medievale per vedere la nascita di Tonara, che nei secoli a venire sarebbe diventato il borgo che oggi conosciamo e stiamo visitando. L’antico villaggio riconducibile all’odierna Tonara venne citato per la prima volta in un documento scritto nel 1388. Il suo toponimo viene infatti menzionato in un’importantissimo documento ufficiale: nell’atto di pace fra il re aragonese ed Eleonora d’Arborea, entrando così ufficialmente nella storia.

La località seguì bene o male le sorti della Sardegna, senza mai purtroppo eccellere o affermarsi in settori che riguardavano tutto il territorio. L’economia locale ruotò sull’artigianato e sullo sfruttamento del territorio, permettendo comunque alla popolazione locale di poter vivere discretamente bene. Dal secondo dopoguerra la località ha iniziato piano piano a essere conosciuta in ambito turistico, venendo però sempre messa in secondo piano a causa della sua remota posizione nel centro della Sardegna. Solamente negli ultimi 20 anni, con lo svilupparsi delle tecnologie e di internet, Tonara si è trasformata in meta turistica, adattandosi a quelle che sono le esigenze dei visitatori.

 

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Cosa vedere a Tonara | Luoghi e siti d’interesse

Vasto panorama sui dintorni di Tonara, in provincia di Nuoro
Vasto panorama sui dintorni di Tonara, in provincia di Nuoro

Tonara si distende nel Mandrolisai ai piedi del monte Mungianeddu, che quasi sembra abbracciare il borgo, elemento che anticamente permise di proteggere bene la località dalle incursioni nemiche. Ci troviamo nell’area sud-occidentale del parco del Gennargentu, tra i più alti dell’Isola, compreso tra 800 e 900 metri. Il toponimo di Tonara deriva da toni toneri, rupi calcaree su cui poggia, e il comune odierno è nato a seguito della fusione degli antichi rioni di ArasulèTeliseri e Toneri, caratterizzati da viuzze su cui si affacciano i balconi in legno di case costruite in pietraA questi tre antichi rioni se ne è poi aggiunto un quarto, Pranu, che portò la località alla sua odierna popolazione di poco più duemila abitanti.

La località ha il grande vantaggio di poter essere visitata in molteplici modalità, dalle brevi gite pomeridiane sino ai soggiorni lunghi, da valutare in base alla propria esigenza. Gli appassionati di ecoturismo possono scegliere, per esempio, di fermarsi per un fine settimana, dedicando 2-3 giornate interamente alle escursioni e alla scoperta di questo magnifico territorio. Ai bordi del paese si sviluppano tanti itinerari e percorsi escursionistici, che si possono vivere a piedi, in mountain bike o ancora a cavallo. Le foreste circostanti sono rinomate per essere l’habitat naturale di diversi frutti, impiegati nella pregiata produzione artigianale del torrone, che ha reso particolarmente celebre il borgo. A questo vi è anche legato uno dei più caratteristici eventi del borgo, la Sagra del torrone, che si svolge annualmente nel giorno di Pasquetta sin dal 1979, regalando ai visitatori anche un pregevole contorno di spettacoli folcloristici.

Nel nostro itinerario abbiamo scelto di includere i due più importanti siti d’epoca prenuragica, già citati nel paragrafo dedicato alla storia del borgo. Parliamo della grotta funeraria di Pitzu e’ Toni e la domus de Janas di Is Forreddos (3200-3000 a.C.), formata da tre ambienti comunicanti tra loro. Nel territorio comunale sono inoltre presenti diversi insediamenti nuragici, tra cui i resti de su Nuratze, che completa il ricchissimo patrimonio archeologico dell’epoca antica.

Nel centro città troviamo invece alcuni luoghi e monumenti di forte interesse storico, in prevalenza realizzati durante l’epoca medievale e rinascimentale. Cominciamo citando la bella Chiesa di Sant’Antonio, capolavoro del XVI secolo composto da numerosi dipinti murari. Altrettanto meritevole è la Chiesa di Santa Maria, realizzata nel 1607 nel rione di Arasulè. Altra tappa è quella presso la Chiesa di Santa Anastasia, di cui si possono osservare solo i resti, la cui datazione originale risale tra la fine XIII e l’inizio XIV secolo. Diversi elementi originari di questa chiesa sono stati impiegati, nel XIX secolo, per la costruzione della Parrocchiale di San Gabriele. A Tonara mancano notevoli costruzioni civili, fatta eccezione per la Casa Museo Porru, un palazzo signorile in stile rurale di grandi dimensioni e oggi visitabile.


 

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