0
Condividi su:

La Moschea di Et’hem Bey di Tirana

Cosa vedere a Tirana

Icona articolo

Nella piazza principale di Tirana, la Sheshi Skënderbej, troviamo la più antica delle Moschee di Tirana, la Moschea di Et’hem Bey.
Di dimensioni piuttosto piccole, l’antica moschea è il simbolo di Tirana, l’edificio che simboleggia la libertà religiosa ritrovata unicamente dal 1991.
Iniziata a costruire nel 1789, la Moschea di Et’hem Bey si concluse solamente nel 1823.

La Moschea di Et’hem Bey di Tirana è una tappa fondamentale in ogni viaggio nella capitale albanese. Oltre a essere una pregevole opera architettonica, la Moschea è ubicata nel cuore della città, nella stessa piazza dove si trovano il Teatro dell’Opera, il Museo Nazionale e alla Cattedrale Ortodossa. Ricordate, se desiderate visitare la Moschea di Tirana è fondamentale accedervi scalzi.

La Moschea di Tirana richiama, nella sua architettura, i classici tratti della tradizione islamica. La Moschea di Tirana si contrasta con l’architettura degli edifici della circostante piazza, regalando un suggestivo panorama urbano raro da trovare in tutto il mondo. Particolarmente suggestiva durante le serate estive, quando la piazza si anima di turisti e cittadini e gli edifici si illuminano, apparendo ancor più maestosi.

OneMag-logo
Link-uscita icona Albania, guida turistica | Cosa vedere in Albania

Cenni storici

Architettura Moschea di Et’hem Bey di TiranaLa costruzione della più antica moschea cittadina cominciò nel tardo XVIII secolo, sotto l’autorità del governo di Molla Bey. I lavori per la costruzione terminarono 34 anni più tardi, sotto il governo del figlio di Molla Bey, Etëhem Bey Mollaj.

Bisogna sottolineare che all’epoca l’Albania era di dominio ottomano. Dal XIV secolo vi fu un progressivo cambio religioso. La popolazione, precedentemente di prevalenza cattolica, migrò più volte nel Regno di Napoli e in tutta l’Italia Meridionale. Con ben otto flussi migratori avvenuti tra il 1399 e il 1774, l’Albania nel XIX secolo si ritrovò con una popolazione autoctona totalmente musulmana.

All’epoca, gli albanesi erano molto rispettati in tutto l’esteso impero ottomano. Alcune delle più importanti famiglie aristocratiche ottennero anche fondamentali ruoli nella vita politica in tutto il territorio, ottenendo cariche in Iraq o Egitto.

Oggi la Moschea di Et’hem Bey è uno dei monumenti nazionali più visitati a Tirana. La struttura riuscì a superare quasi illesa la Seconda Guerra Mondiale, mentre al tramonto della dittatura comunista, nel Gennaio del 1991, fu teatro di scontri civili contro il regime di estrema sinistra ereditato da Enver Hoxha.

Una delle caratteristiche più distintive del regime comunista albanese fu il totale divieto di pratiche religiose. La stessa costituzione albanese sottolineava come, il paese e la popolazione, dovevano mantenersi del tutto atee, privando cosi ai cittadini del diritto di credo libero.

Questo alimentò molti scontri. Oltre diecimila manifestanti albanesi accedettero alla Moschea di Et’hem Bey di forza, sino ad allora inaccessibile al pubblico. La manifestazione in questione fu fondamentale per il diritto di credo per la popolazione albanese.


 

Condividi su:

Like it? Share with your friends!

0