0
Condividi su:

Cosa vedere a Terni, Umbria

Tutti gli articoli dell’Umbria

icona-articolo Terni è la seconda città dell’Umbria, popolata da poco più di centodiecimila residenti. La cittadina, tranquilla e facilmente visitabile in un weekend, si presenta con un centro urbano relativamente moderno, in quanto pesantemente distrutta a causa dei bombardamenti della Seconda Guerra Mondiale.

Sebbene sia stata quasi completamente ricostruita, e quindi del ricco patrimonio storico ci è stato ereditato purtroppo poco, è un’interessante destinazione turistica. Favorita dall’immediata vicinanza con il Lazio, Terni gode di un notevole traffico turistico sempreverde, grazie ai numerosi eventi che si tengono tra Capodanno e San Valentino.

Terni, infatti, è nota in tutto il mondo per essere la città del Santo Patrono degli Innamorati, appunto San Valentino. Originario della città, San Valentino è stato sepolto presso la Basilica di San Valentino, posta nel cuore del centro storico. Motivo per cui Terni è tra le mete più gettonate dalle coppie in cerca di una fuga romantica in occasione del 14 febbraio.
Scopriamo cosa vedere a Terni

OneMag-logo
Link-uscita icona Perugia: non perdere il simbolico Palazzo dei Priori

Cenni storici

Mappa di Terni
Mappa di Terni

La città di Terni sorge alla confluenza del fiume Nera con il torrente Serra, all’estremità di una piccola vallata contornata dai caratteristici colli umbri. Grazie al territorio particolarmente fertile, il sito di Terni è popolato sin dalla preistoria. Tuttavia, la città vera e propria vide alla luce circa in concomitanza alla fondazione di Roma, diversi secoli prima della nascita di Gesù.

Il suo originale toponimo Interamma rammenta la sua posizione geografica: la traduzione letterale è “tra i due fiumi“. Ben presto Terni venne conquistata dai Romani, che la resero un fiorente municipio, arricchendola con edifici di culto, stabilimenti termali e di numerosi luoghi d’intrattenimento.

Il Medioevo di Terni fu particolarmente turbolente. Dapprima la città subì gravi incursioni per mano dei Longobardi e Federico Barbarossa, poi fu sottomessa all’Impero tedesco e alla Chiesa. Per molti decenni Terni fu in costante lotta con i vicini comuni di Narni e Spoleto, mentre verso la fine della prima metà del secondo millennio fu soggiogata dagli Orsini e dagli Sforza. Nel XV secolo Terni tornò sotto il dominio dello Stato della Chiesa, a cui appartenne fino al 1860, anno in cui entrò a far parte del Regno d’Italia insieme a tutta l’Umbria.

Più recentemente si ricordano i terribili eventi legati alla Seconda Guerra Mondiale. La città fu quasi completamente distrutta e con la sua ricostruzione si tentò di progettare una nuova forma di comune contemporaneo. Fortuna volle che la città riuscì a ottenere un ruolo primario nell’industria siderurgica, di cui ancora oggi è tra le maggiori protagoniste in tutta Europa.

OneMag-logo
Link-uscita icona Torricella, Umbria | Cosa vedere a Torricella

Cosa vedere a Terni: la città di San Valentino

Cosa vedere a Terni, Basilica di San Valentino
Cosa vedere a Terni, Basilica di San Valentino

Distrutta, ma non del tutto. Nel centro storico di Terni si conservano ancora numerosi resti di quella che fu la Terni d’epoca romana. Si possono infatti ammirare le antiche mura cittadine e parte dell’anfiteatro romano, la cui struttura originale poteva ospitare fino a ben diecimila spettatori. Ai tempi dell’Impero Romano, infatti, Terni fu una città di cultura, spesso più attraente di Roma stessa.

Dell’antica Interamna Nahars possiamo ancora ammirare il foro, i dettagli architettonici, vari edifici storici, un collegio e la cisterna dell’acquedotto, tra le più antiche ancora oggi conservate. L’anfiteatro Fausto, realizzato nel 32 a.C., venne rinvenuto durante degli scavi archeologici, da cui si recuperarono anche numerosi oggetti d’epoca romana e pre-romana, oggi allestiti nel Museo Archeologico di Terni.

Tra le cose da vedere a Terni citiamo subito il suo simbolo assoluto: la Basilica di San Valentino. Nell’elegante basilica sono conservate le spoglie del Santo e le sue origini sono antichissime. Durante il mese Valentiniano Terni è in assoluto una delle città italiane più visitate dai credenti e innamorati. Le fondamenta della Basilica di San Valentino sono databili ben al IV secolo e venne costruita al dì sopra della tomba del santo martire. Tuttavia, l’edificio che possiamo ammirare oggi risale al XVII secolo, frutto di un progetto di ricostruzione completa.

Nel centro città citiamo il Palazzo Spada, costruito nel 1555 e caratterizzato da numerosi affreschi. Parte degli affreschi furono danneggiati nel corso dei secoli, ma oggi possiamo ammirarne gran parte egregiamente restaurati. Oggi il Palazzo Spada è adibito a sede del comune di Terni.

Dinnanzi alla stazione ferroviaria di Terni è possibile ammirare la Grande Pressa, una grande opera scultorea in acciaio, che omaggia l’industria siderurgica della città. Sempre dedicata alla ricca industria dell’acciaio è l’obelisco Lancia di Luce, alto ben trentadue metri e simbolo della lavorazione del materiale grezzo al prodotto finito.

D’epoca medievale si sono conservati poi il Duomo di Terni, intitolato alla Sant’Assunta, e alcune antiche torri, tra cui quella di Barbarasa. Altrettanto antiche sono le due porte d’ingresso della città, rispettivamente Porta Sant’Angelo, nella zona nord-occidentale di Terni, e Porta Spoletina, sulla via Flaminia.

Concludiamo, infine, citando i musei di Terni. Il più importante è il Museo Archeologico, situato all’interno dell’ex complesso della fabbrica chimica Siri. Sempre nella stessa struttura è possibile visitare anche il Museo di Arte Moderna, annesso a un teatro, piccolo ma sempre ricco di eventi.

Concluse le cose da vedere a Terni, il nostro viaggio prosegue negli immediati dintorni, caratterizzati da una profonda natura incontaminata. Imperdibile è la Cascata delle Marmore, distante giusto pochi chilometri dal centro città e formata dai fiumi Nera e Velina. La Cascata delle Marmore è artificiale e fu realizzata per volere di Curio Dentato, console romano, che prese la decisione di deviare il Velino facendolo cadere sul sottostante Nera allo scopo di bonificare la Sabina.
La Cascata delle Marmore gode di un salto di ben centosessantacinque metri, che permette di annoverarla tra le più grandi del suo genere in tutto il centro Italia.


Condividi su:

Like it? Share with your friends!

0