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Il Teatro Massimo di Palermo

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Nel pieno centro storico di Palermo, nella Piazza Verdi, troviamo il più grande teatro italiano e terzo d’Europa. Parliamo naturalmente del Teatro Massimo Vittorio Emanuele, l’anfiteatro superato unicamente per dimensioni dall’Opéra di Parigi e dallo Staatsoper di Vienna.
Le sue dimensioni sono il bigliettino da visita principale, ben 7.730 metri quadrati che risaltano indelebili nella piazza intitolata al celebre musicista di Roncole, una piccola frazione del comune di Busseto, Giuseppe Verdi.

Il Teatro Massimo

La storia del Teatro Massimo di Palermo

Il Teatro Massimo di Palermo, mappa
© Google Maps

Nel 1860, dopo che l’Italia era da poco unita, a Palermo esisteva un unico teatro, ben poco per una città che voleva essere proprio tra le protagoniste del Regno d’Italia.
Erano già una decina d’anni che il popolo palermitano insisteva per la realizzazione di una nuova arena per gli spettacoli e l’idea era quella di realizzarlo intitolandolo a Ferdinando II.
Il progetto, più volte valutato e studiato, rimase tuttavia solo sulla carta.

Quattro anni dopo l’allora sindaco Starabba decise che era arrivato il momento di prendere in mano la situazione. Bandì quindi un concorso per la realizzazione di un nuovo edificio che andasse a completare una situazione culturale assai carente per il capoluogo siciliano.
Trascorsero altri quattro anni e venne decretato il vincitore del progetto fu affidato all’architetto palermitano Basile.
L’area scelta per il via dei lavori fu il Bastione di San Vito, dove vennero espropriate chiese e conventi per dare spazio al nuovo progetto. Così, il 12 gennaio 1875, venne dato il via ai lavori.

Nonostante le buone intenzioni, i lavori subirono diversi arresti e riprese, anche a causa di mancanza di fondi, ragione che spinse la municipalità a licenziare il Basile, ritenuto troppo esoso, per affidare l’incarico all’architetto Antonelli, lo stesso della Mole Antonelliana di Torino. I palermitani, tuttavia, insorsero per destituire l’architetto piemontese e riportare il Basile. I lavori vennero completati poi dal figlio Ernesto e inaugurato il 6 maggio del 1897.

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Dall’apertura ai giorni nostri

Teatro Massimo di Palermo, veduta

Dalla sua apertura, il teatro venne gestito da imprese private che non avevano particolare interesse a promuovere la cultura nel capoluogo siciliano. I primi trent’anni hanno infatti visto poche rappresentazioni, risolto poi con la creazione nel 1935 dell’Ente Teatrale Autonomo, dall’anno successivo rinominato Ente Autonomo Teatro Massimo di Palermo.

Più recentemente, nel 1974, il teatro venne chiuso per lavori di ristrutturazione, atte a rendere sicuro l’accesso all’edificio. Previsto di media durata, i lavori proseguirono per ben 23 anni, segnati anche da vari processi penali e amministrativi, riaprendo solo il 12 maggio del 1997.
Il Comune, promotore attivo della sua riapertura, regalò ai palermitani un concerto con la Berliner Philharmoniker diretta da Franco Mannino e, nella seconda parte, da Claudio Abbado.
Dopo la giornata di inaugurazione dovette tuttavia trascorrere un altro anno prima della ripresa in cartellone delle rappresentazioni. Fu l’Aida di Verdi a riprendere l’attività teatrale il 22 aprile del 1988.

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La struttura esterna del Teatro Massimo di Palermo

Teatro Massimo di Palermo, facciata

Appena arrivati in Piazza Verdi non avrete certo difficoltà a individuarlo.
Anticipato da una scalinata monumentale, l’ingresso è caratterizzato da sei colonne corinzie e da una architettura tipica greco-romana. Ai lati due leoni in bronzo vi accompagneranno verso l’accesso.
Nella parte superiore si erge una cupola con una struttura di ferro e alla cui sommità ha invece sede un vaso realizzato in stile corinzio.

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Gli interni del Teatro Massimo

Teatro Massimo di Palermo, interni

Varcata la scalinata, arriveremo all’interno del foyer, caratterizzato dal rosso, una tinta calda che accoglie gli spettatori con anche alcuni rilievi scultorei che rendono ulteriormente elegante la struttura.
Nell’atrio trovano spazio anche due porte laterali, entrambi conducono alla Sala del Caffè mentre proseguendo si accederà alla Sala degli Specchi, il corridoio caratterizzato proprio da grandi specchi. Ai lati delle scale conducono alla galleria mentre proseguendo si entrerà direttamente in platea.

In platea trova spazio la Sala Grande, composta a ferro di cavallo e nota per la sua acustica perfetta. Il soffitto è dotato di una struttura mobile, 11 pannelli che insieme formano un fiore.
Nel secondo ordine di palchi troviamo il Palco Reale, 27 comodi posti con divani e poltrone e valorizzato da un foyer privato chiamato il Salone del Sovrano.
Due strutture rotonde sono invece poste ai lati, la Sala Pompeiana, in passato riservata ai nobili e la sua acustica è tale per cui dall’esterno risulta impossibile sentire ciò che viene discusso all’interno. La seconda sala è invece la Sala ONU, attribuitole dopo la Conferenza Mondiale dell’ONU sulla criminalità organizzata nel 2000.
Conclude il piano la Sala degli Stemmi, quella adibita alle prove del corpo di ballo.


 

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