Cosa vedere a Taranto | Guida turistica di viaggio

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Cosa vedere a Taranto, mappa
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Icona articolo onemagTaranto è una città che riesce sapientemente unire la sua parte storica a quella più moderna, un binomio culturale diviso da un ponte che separa il borgo antico dalla Taranto più recente.  Meta imperdibile in un viaggio in Puglia, Taranto ha uno dei lungomari più belli d’Italia, una passeggiata affacciata sul Golfo delle Sirene, ulteriore testimonianza di come la città sia da sempre legata al mare. Viene infatti definita la città dei due mari, appellativo che ci ricorda come la sua posizione geografica sia nel mezzo del Mar Grande e del Mar Piccolo. Non solo, Taranto è anche nota con il suo secondo soprannome, quella di città spartana, riferibile alle sue origini di colonia spartana, unica costruita al di fuori dei confini della Grecia.

Cenni storici

Cosa vedere a Taranto, il borgo antico

Le origini di Taranto risalgono all’VIII secolo a.C quando venne fondata dagli Spartani che le diedero il nome di Taras. La città divenne capitale della Magna Grecia e con tale riconoscimento le fu semplice acquisire il compito di potenza navale, grazie al suo porto mercantile. Insolitamente non venne annessa all’Impero Romano da subito ma rimase un territorio di riferimento per la Grecia, unica città spartana al di fuori dei confini nazionali.

Nel primo periodo Taras godeva di un patto di non belligeranza con le altre città dell’Impero Romano, tra cui Bari e Brindisi, tra le prime a essere annoverate nei confini imperiali. Tale trattato fu però presto violato e dopo diversi scontri anche Taranto venne annessa a Roma, come ricorda il suo anfiteatro e l’acquedotto. La caduta dell’Impero, nel 476 d.C. coincise con la decadenza della città, al contrario di Brindisi che invece assumeva sempre più un ruolo di primo piano. Nel suo futuro le attendevano numerose incursioni e conquiste iniziando dai Goti per proseguire con i Bizantini, i Longobardi e anche i vari attacchi saraceni.

Nell’anno Mille venne annessa al Regno delle Due Sicilie, venendo quindi governata dai Normanni. Mentre Brindisi proseguiva la sua ascesa, la città dei due mari viveva un periodo di contrasti prima di diventare dominio degli Svevi e infine, dopo la sconfitta di Manfredi, figlio di Federico II, in mano ai francesi. Superato il periodo medievale, Taranto in età moderna si vide annessa al Regno di Napoli dagli Aragonesi, i quali costruirono una piccola fortezza per difendersi dagli attacchi dei Veneziani e dei Turchi. Anche i francesi erano spesso in conflitto con gli Aragonesi, rimanendo tuttavia saldi al governo della città. Nel Seicento, complici i moti di Napoli, a Taranto scoppiò una insurrezione e nel Settecento quando la Spagna fu meno interessata a Taranto, impegnata con le sue conquiste oltre oceano. Napoli divenne nel frattempo austriaca ma gli spagnoli la ripresero velocemente.

Nel successivo periodo napoleonico Taranto divenne potenza militare e dal suo porto salpavano decine di navi militari, riconquistando in parte la sua egemonia che non viveva dai tempi ellenici. Dopo l’annessione al Regno d’Italia, Taranto divenne base strategica navale durante la Prima Guerra Mondiale mentre nel successivo periodo fascista il suo porto venne ulteriormente ammodernato da Mussolini.

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Cosa vedere a Taranto | Itinerario turistico completo

Cosa vedere a Taranto, il ponte girevole

Iniziamo a scoprire cosa vedere a Taranto iniziando dal suo Borgo Antico, un ricco patrimonio artistico che raccoglie i principali momenti storici cittadini.
Ecco cosa vedere a Taranto, tra attrazioni storiche e monumenti prestigiosi.

Duomo di San Cataldo

Cosa vedere a Taranto, il Duomo

L’eccellenza cittadina, l’icona di Taranto nonché uno dei monumenti storici di maggior pregio nella Puglia ionica, il Duomo di Taranto (Basilica Cattedrale di San Cataldo) è senza dubbio uno dei più bei edifici storici del territorio. Dal Duomo si sviluppò tutt’attorno il primo nucleo abitativo storico, che nel corso dei secoli si estese sempre più trasformandosi da piccolo insediamento di secondaria importanza a grande città quale è oggi. La Cattedrale di San Cataldo è una delle opere barocche di maggior pregio della Puglia, custode delle spoglie del santo patrono in una delle cappelle laterali. La stessa facciata è un’opera di fattura settecentesca di altissimo rilievo tra quelle della scuola barocca, mentre la pavimentazione ancora oggi custodisce tratti originali dell’antica decorazione musiva, venendo completata dalle maestose pareti riccamente decorate con marmi e stucchi.

 

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Tempio di Poseidone

Cosa vedere a Taranto, Tempio Poseidone

A due passi dal mare, nei pressi dell’imponente Castello Aragonese di Taranto, si trova una delle più importanti testimonianze del passato della città: il Tempio di Poseidone. Taranto fu la culla della Magna Grecia in Puglia: la città dei Due Mari ha ereditato una ricca collezione di luoghi d’uso pubblico risalenti all’antica epoca greca, in particolar modo le strutture di tipo religioso. Quello che oggi forma il sito archeologico del Tempio di Poseidone è stato riportato alla luce oltre due millenni dopo la sua costruzione, nel 1881 per mano di Luigi Viola, che riportò alla luce il fusto dell’unica colonna visibile nel Borgo Antico. Dopo averne depurato l’aspetto, Luigi Viola riuscì a individuare un secondo capitello, che si trovava completamente incastonato nella struttura soggetta ai lavori. Tuttavia, per quasi un secolo la burocrazia e la mancanza dei fondi bloccarono del tutto i lavori, facendo aspettare al mondo intero gli anni ’70 per dare una vera ripartenza dei lavori di scavi archeologici, che portarono in breve tempo a dar vita al sito che possiamo visitare oggi.

 

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Il Castello Aragonese

Cosa vedere a Taranto, Castello Aragonese

Dopo un assaggio d’epoca antica sono sufficienti poco più di cinque – dieci minuti di passeggiata per raggiungere il più iconico degli edifici d’epoca bassomedievale: il Castello Aragonese. Gli aragonesi, popolo proveniente dall’odierna Spagna, furono una delle più prospere potenze militari nell’Europa quattrocentesca. Nel XV secolo, in particolare, gli aragonesi conquistarono una vastissima area del Sud Italia, comprese anche le maggiori isole. Ai tempi, oltre alla frequenti guerre che devastarono l’intero Vecchio Continente, le regioni dell’Europa Meridionale erano sempre nel mirino degli incursori saraceni, che portarono terrore in tutto il Sud Italia, uno dei territori più ricchi del mondo dell’epoca.

Gli aragonesi, per proteggere i loro possedimenti, costellarono le coste dell’Italia meridionale di torri d’avvistamento, in grado di individuare in qualsiasi punto le possibili avanzate dei saraceni. In parallelo, le maggiori città, come ⇒ Otranto e, ovviamente, Taranto, furono munite di grandi castelli in cui poter difendere l’insediamento e organizzare le strategie militari, sia di difesa che in offesa. In particolare, il Castello di Taranto fu progettato dall’architetto senese Francesco di Giorgio Martini su commissione di Ferdinando d’Aragona verso la fine del XV secolo. Fortemente voluto dal Re di Napoli come roccaforte difensiva, il castello sorse sulle fondamenta di una precedente struttura militare normanna, nel cui nucleo centrale fu presente un’ancor più antica rocca d’epoca bizantina, anch’essa realizzata per la difesa contro i saraceni.

 

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Ponte di San Francesco di Paola (o “Ponte girevole”)

Pedoni che camminano sul Ponte di San Francesco di Paola, comunemente chiamato Ponte Girevole
Pedoni che camminano sul Ponte di San Francesco di Paola, comunemente chiamato Ponte Girevole, a Taranto

Giusto di fianco al Castello Aragonese è situato il ben noto Ponte Girevole di Taranto, ufficialmente intitolato come Ponte di San Francesco di Paola. Di per sé la struttura del Ponte di San Francesco di Paola è molto essenziale, senza particolari elementi architettonici che lo risaltano. È tutta via il lato ingegneristico a essere interessante in questo ponte: difatti l’opera si compone di un meccanismo che permette di “aprire” il passaggio alle imbarcazioni spostando di 90° le due metà del ponte.

Inoltre, l’importante paesaggio urbanistico, dettato dalla Città Vecchia del Borgo Antico di Taranto, che sorge sull’isola tra il Mar Ionio e il “Mare Piccolo”, ha reso Taranto un punto di riferimento per la Marina Italiana. La città, infatti, è tipica a ospitare grandi eventi e celebrazioni legate alla Marina Italiana, con grandi imbarcazioni, che siano velieri o incrociatori, che passando sul canale di Taranto attraversando proprio il Ponte Girevole.

 

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La Chiesa di San Domenico Maggiore

Cosa vedere a Taranto, chiesa di San Domenico Maggiore

Arretrando verso il centro città non può mancare la tappa presso la Chiesa di San Domenico, situata nell’estremità nord della città vecchia e situato sul sito in cui fu realizzato nel lontano VI secolo a.C. un maestoso tempio greco. Quella di San Domenico è una delle chiese più antiche dell’alto salentino, costruita nel 1302 su ordine del nobile franco-provenzale Giovanni Taurisano. L’opera di fattura trecentesca si raffigura come una delle più importanti di Taranto, il cui aspetto attuale gli fu conferito dopo un susseguirsi di diversi rimaneggiamenti e ristrutturazioni attuati nel corso dei secoli. In particolare furono significative le lavorazioni effettuate tra il XVII e il XVIII secolo, che modellarono ampiamente sia gli ambienti interni che l’aspetto esteriore. Tuttavia la facciata conserva ancora diversi elementi d’epoca trecentesca, come il portale a sesto acuto sormontato da un protiro pensile e da uno splendido rosone con colonnine pensili laterali.

 

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Museo Nazionale Archeologico, il MarTa

Cosa vedere a Taranto, Museo Archeologico

Un viaggio a Taranto non può dirsi assolutamente completo senza aver visitato il Museo Nazionale Archeologico della città. Istituito nel 1887, questo è uno dei più importanti centri espositivi di carattere archeologico d’Italia, nonché tra i primi in Puglia. Il Museo occupa sin dalla sua fondazione gli spazi interni dell’ex Convento dei Frati Alcantarini, costruito a metà del XVIII secolo e, in seguito ad interventi di ingrandimento a metà del XX secolo, anche l’adiacente corpo settentrionale dell’Ala Ceschi. La struttura e l’esposizione sono state recentemente restaurate completamente, con lavori che si sono protratti tra il 1998 e il 2007, riaprendo ufficialmente lo stesso anno nel mese di dicembre. La collezione, ulteriormente estesa nel 2013, comprende importanti reperti risalenti all’epoca romana, passando per l’epoca tardoantica e altomediovale, fino alla rifondazione bizantina dell’XI secolo.

 

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Santuario di Monte Oliveto

Cosa vedere a Taranto, Santuario di Monte Oliveto

Quello che con tutta probabilità è uno dei siti religiosi più interessanti di Taranto è il Santuario di Monte Oliveto, situato nell’omonima Piazza Monte Oliveto, già Largo di Gesù. Elevata alla dignità di santuario mariano nel 1936, questo santuario è un suggestivo edificio adibito a ospitare le celebrazioni del culto alla Madonna della Salute, con un ambiente interno a unica navata articolato a croce greca. Esternamente risulta particolarmente pregevole la facciata, di chiara impronta controriformistica, che si caratterizza per due ordini sovrapposti, cadenzati da lesene con capitelli ionici nel registro inferiore e compositi in quello superiore. Sul portale è raffigurato lo stemma dell’Ordine domenicano posto nel XIX secolo, accedendo invece si può ammirare il curato gioco di luce e messa, impreziosito da un’ariosa cupola che corona l’edificio.