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Cosa vedere a Talamello | Guida di viaggio

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Mappa di Talamello, Rimini

Icona articolo onemagIncastonato nel territorio dell’Alta Valmarecchia, Talamello è una delle più importanti località d’epoca medievale nell’entroterra romagnolo. La località, di piccole dimensioni, sorge lungo le pendici del Monte Pincio, da cui si gode una visuale diretta su Novafeltria e sulla vallata circostante. Ad aver reso noto questo borgo, oltre alla sua indiscutibile bellezza, è il formaggio di fossa, stagionato in fosse sotterranee nel mese di agosto e tirato fuori in quello di settembre, in occasione della Fiera del Formaggio di Fossa.

Sebbene la stagione estiva sia certamente la più indicata per visitare Talamello, dato il clima piacevole per le gite, le mezze stagioni sono altrettanto sorprendenti. Specialmente in autunno, Talamello invita i visitatori a scoprire sia il centro storico che l’immediato contorno naturalistico, ricco di castagneti, che costellano l’intera area. Inoltre, molti riconoscono Talamello come località marchigiana, dato che fino al 2006 apparteneva alla provincia di Pesaro-Urbino, oggi trasferita in quella di Rimini. I poco più 1200 residenti popolano quello che è uno dei più antichi centri abitati della Valmarecchia, con la propria esistenza confermata sin dal medioevo, quando fu governata sotto la struttura del feudalesimo.

Cenni storici

Le origini di Talamello si perdono nel tempo, vedendo la sua nascita in un periodo non esattamente determinato del medioevo. Nel XII secolo la località era un possedimento della chiesa feretrana, finché non fu conquistata dal ghibellino Maghinardo Pagani, con il supporto dei riminesi e dei montefeltrani. Passò poco tempo che la proprietà passò alla Chiesa, che diede sotto la volontà del pontefice il feudo a Uguccione della Faggiola.

Dopo essere passato sotto il controllo del cardinale Egidio Albornoz, nel 1355, il castello fu venduto a Galeotto Malatesta, nel 1390, passando pochi anni più tardi a Carlo Malatesta.
Papa Pio II diede in feudo, assieme ad alcuni borghi limitrofi, Talamello a Sigismondo Pandolfo Malatesta, che riconferma l’autorità malatestiana nell’Alta Valmarecchia.

Parallelamente al dominio dei Malatesta, il borgo vede sviluppare una forte economia attorno alla produzione di polvere da sparo, tradizione ereditata sino al secondo dopoguerra. Senza particolari avvenimenti nel corso dei secoli, il borgo segue le vicende territoriali, venendo inserito come l’intero territorio nel Regno d’Italia, nella regione delle Marche. Solamente nel 2006 Talamello vede passare la propria amministrazione all’Emilia-Romagna e alla provincia di Rimini.

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Cosa vedere a Talamello | Luoghi da visitare nel borgo

Cosa vedere a Talamello, il centro storico
Talamello, il centro storico | @Riviera di Rimini / Flickr

Il momento perfetto per scoprire Talamello è in occasione dell’appuntamento annuale del mese di ottobre della Fiera delle Castagne della Valmarecchia. La località, circondata dai tipici colori dell’autunno, si trasforma in uno scenario variopinto e ricoperto da fresca aria per la Fiera del Formaggio di Fossa, in occasione del prodotto più tipico della zona, realizzato mediante metodi antichi e tradizionalisti. Il formaggio viene infossato all’interno di ambienti ipogei, grotte e incavi, permettendo una stagionatura che nei tre mesi che separano agosto e novembre dà la consistenza e il sapore ricercato e unico. Altrettanto imperdibile è infine l’appuntamento con la Sagra della Rana e la simpatica gara di pesca all’Alborella.

Se da una parte si trova l’obbligata transizione alla contemporaneità, tra industrie e attività commerciali, dall’altra Talamello custodisce tradizioni, arte e cultura, conservando quel suo fascino da borgo antico. A rendere attraente questa località è proprio la sua eredità storica, trasmessa in luoghi che non propriamente si direbbero turistici. Il cimitero di Talamello, infatti, presenta, nella sua atmosfera non certamente allegra, un lato sorprendentemente bello, quello de La Cella, ovvero la Cappella votiva, dove sono custoditi tanti, inestimabili, affreschi antichi, realizzati nel lontano 1437.

Antonio Alberti da Ferrara fu l’autore di queste magnifiche opere pittoriche. Ad allora, solo il pittore in questione riuscì a soddisfare le esigenti volontà architettoniche del vescovo Giovanni Seclani, al quale si deve l’erezione della cappella. Sulla parete del fondo si trova la preziosa raffigurazione affrescata dell’Annunciazione e della Madonna in Trono, a cui sono contornate altre immagini sacre, quali la Presentazione al tempio e l’Adorazione dei Magi, a cui si aggiungono diversi santi. Sulla volta a crociera invece si trovano le opere de i Quattro Evangelisti e i Dottori della Chiesa, a cui si definisce così un prezioso tesoro che riassume i più significativi dei secoli di storia cattolica, racchiusi in unico monumento unico nel suo genere.

L’arte è racchiusa in altri luoghi di spicco, tra esposizioni ed edifici di culto, che intrattengono il visitatore lungo la propria gita nelle cose da vedere a Talamello. La seconda, imperdibile tappa, da visitare a Talamello è il Museo Pinacoteca Gualtieri Lo Splendore del Reale, posto in uno spazio dell’ex Teatro Amintore Galli, musicologo, giornalista e compositore riminese, che contribuì a comporre l’Inno dei Lavoratori, utilizzato per le sue manifestazioni pubbliche dell Movimento Operaio Italiano. L’esposizione, sebbene di ristrette dimensioni, è di alto valore, composta da 40 opere donate al comune realizzate da Fernando Gualtieri, importante artista di fama mondiale. Le opere pittoriche raffigurano alcune delle immagini più caratteristiche del personaggio, astratte e concrete, che spaziano dai ritratti alla natura morta, seguendo un percorso di stile artistico introspettivo.

Cambiando completamente genere, si scopre in città un’altra importante cosa da vedere, la Chiesa di San Lorenzo, caratterizzata dal Crocifisso dipinto di Giovanni da Rimini, allievo di Giotto. Si aggiungono un statua lignea policroma del XV secolo della Madonna col Bambino e un crocifisso in legno databile al XVI secolo, che completano il corredo artistico. Da qua possiamo recarci alla centrale Piazza Garibaldi sede di una delle residenze più suggestive, e iconiche, dell’Alta Valmarecchia, il Palazzo Rusticucci, da ammirare in tutta la sua eleganza esteriore.

Prima di lasciare il borgo è assolutamente ottima l’idea di vivere un’escursione sul Monte Pincio (sito d’interesse comunitario nonché zona di protezione speciale per la salubrità dei sentieri, della pineta e della vegetazione in genere ove trionfano ornielli, roverelle, ginestre e biancospini) passando attraverso i boschi piacevolmente accalcati nell’hinterland, idilliaci con i loro pini, le infiorescenze del sottobosco e i castagni.


 

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