Susa, Torino | Cosa vedere a Susa

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Cosa vedere a Susa

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Cosa vedere a Susa, mappa
© Apple Maps

Icona articolo onemagSusa è posta in centro dell’omonima Val di Susa, meta turistica sia in inverno che in estate. Sono circa 6.500 i suoi abitanti, posti in quella che è nota come città metropolitana di Torino. La città nasce alla confluenza del fiume Dora Riparia con il torrente Cenischia, lungo le strade che portano ai passi del Monginevro e del Moncenisio. Proprio la sua strategica posizione le è stata favorevole nella sua lunga storia e ancora oggi, grazie al turismo, gode dei benefici dei suoi tanti itinerari che possono essere percorsi. Susa è una cittadina di piccole dimensioni, facilmente visitabile a piedi in qualche ora.

Cenni storici

Cosa vedere a Susa, centro storico

Le prime notizie di insediamenti nella Valle di Susa risalgono a tempi antichi, quando la cittadina svolgeva il ruolo di capoluogo per una serie di territori. I primi abitanti stabili furono i Liguri, seguiti dai Celti, fino all’arrivo dei soldati dell’Impero Romano, guidati da Giulio Cesare che si insediarono per godere del passaggio verso la Gallia, mediante passaggio dal Colle Clapier. I romani diedero come solito una loro particolare impronta alla città, oggi riconoscibile dall’Arco Cesare Ottaviano, uno dei quattro a lui dedicati, e dell’acquedotto, oggi visibili unicamente dai due grandi archi. Da qui risulta veloce raggiungere l’Arena, risalente al II secolo d.C.

La città venne dotata di mura nel III secolo ma nulla valse contro le truppe di Costantino, che la bruciarono nel 312. La caduta dell’Impero romano diede inizio a un periodo di decadenza per Susa, prima di entrare nel regno ostrogoto di Teodorico e quindi nella Prefettura del Pretorio d’Italia e infine essere annessa al Regno Longobardo. In epoca recente Napoleone le diede il titolo di città e il successivo arrivo della ferrovia, nel 1854, permise la sua nuova crescita. Nel 1861 venne annessa all’Unità d’Italia.

Oggi Susa beneficia nuovamente della sua posizione come città di transito, trasformandosi da città agricola a città commerciale. Fu nel XIX secolo, al completamento della strada napoleonica, che Susa divenne meta obbligata per la vicina Francia. Fu l’inizio di un forte periodo di sviluppo con la nascita di alberghi e l’apertura dei primi stabilimenti industriale, che nei decenni successivi ha garantito decine di posti di lavoro. L’arrivo del periodo post industriale ha modificato l’assetto cittadino, con i suoi abitanti quasi totalmente pendolari vesto Torino e gli altri dediti anche al turismo, sviluppato grazie anche a diverse manifestazioni di richiamo.

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Cosa vedere a Susa

Raggiungibile sia in treno che in auto, Susa può facilmente essere visitata senza l’utilizzo di alcun mezzo di trasporto.

Cosa vedere a Susa, acquedotto romano
Susa, resti dell’acquedotto romano

Iniziamo a scoprire cosa vedere a Susa dal suo Anfiteatro Romano, il luogo dove venivano organizzati i combattimenti tra i gladiatori. Aperto al pubblico, l’Anfiteatro è il primo dei vari momenti che ci ricordano la sua storia come città romana. A breve distanza troviamo, percorrendo la Via degli Archi, l’Acquedotto romano. I pilastri che oggi rimangono ci ricordano come da qui transitava l’acqua, proveniente da Gravere, che riforniva con probabilità le antiche terme Graziane, realizzate nel 378 su richiesta degli imperatori Valente, Valentiniano e Graziano.

 

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Percorriamo pochi passi e avviciniamoci al terzo importante monumento di epoca romana, l’Arco di Agusto.

Cosa vedere a Susa, l'Arco di Agusto
Susa, l’Arco di Augusto

La sua costruzione risale al 9 a.C. e realizzato da Cozio, il prefetto delle popolazioni che racchiudevano il regno dei Cozii sui due versanti delle Alpi. Lo scopo di tale arco era quello di suggellare un patto di alleanza con Roma durante il loro arrivo in terra piemontese. Siamo lungo l’antica strada delle Gallia, posta nel Rocciamelone, una montagna di 3550 metri di altitudine considerata sacra.

L’arco risulta ben conservato e realizzato con il marmo delle cave di Foresto, attive proprio dall’epoca romana. Questo di Susa è uno dei quattro archi dedicati al primo imperatore romano. Gli altri tre sono a Rimini, Fano e Aosta. Una volta superato l’arco ci si potrà rilassare nell’omonimo parco Augusto, dalla cui altezza è possibile ammirare l’intera città in assoluto relax.

 

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Panorama sul centro storico di Susa
Panorama sul centro storico di Susa

Tornando indietro per la stessa strada, prima di arrivare al parcheggio, ti consigliamo di prendere Via degli Archi, dopo alcuni gradini ti troverai di fronte all’Acquedotto romano.

Per diversi anni ci si è interrogati sull’origine di questi archi finché all’interno del recinto del castello furono rinvenuti sistemi di canalizzazione e conservazione dell’acqua che lasciarono intendere che questa struttura servisse per trasportare l’acqua pescata probabilmente dalle terre di Gravere fino a Segusium (oggi Susa) dove veniva poi spartita tra bagni pubblici e terme.

Superato l’arco, potrai rilassarti nell’area del parco ammirando i tetti di Susa da una delle panchine ascoltando il cinguettio degli uccellini e respirando a pieni poloni il profumo dei fiori appena sbocciati. Anche noi ci prendiamo del tempo per fotografare e nel mentre fantasticare su come doveva essere Susa ai tempi dell’Antica Roma. Sicuramente una città così è tutta da scoprire, senza fretta e con macchina fotografica alla mano.


 

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