Storia di Ginevra

Storia di Ginevra, cenni storici della città svizzera


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Cenni storici di Ginevra

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Icona articoloGinevra è una città cosmopolita con un passato tra i più ricchi di tutta la Confederazione. Fondata dai romani con il nome di Genua, che presto mutò in Genava, fu la sua posizione a renderla strategicamente importante. Il suo sviluppo avvenne dopo la caduta dell'Impero Romano e nei primi anni dello scorso millennio Ginevra vide una crescita demografica ed economica. Tra il XII e il XIII secolo venne governata dal principe vescovo di Ginevra, periodo in cui la città visse momenti turbolenti e instabili. Fu questa la ragione per cui, grazie al volere del popolo, la guida venne trasferita a Pietro II di Savoia.

Un secolo più tardi Ginevra divenne vassallo del ducato di Savoia. Nel 1387 il vescovo di Ginevra Adhémar Fabri diede piena autonomia ai suoi cittadini di amministrare i commerci in autonomia, concedendo anche il prestito con interessi, in precedenza bandito dalla chiesa. Questo le permise di assumere, dal XVI secolo, la fama di importante centro commerciale d'Europa. Anche le fiere qua organizzate erano accreditate tra le più importanti sia a livello qualitativo che espositivo. Questo coincise anche con lo sviluppo dell'attività bancaria, segnando il passo di quello che sarebbe poi diventata una delle attività economiche principali del paese.

 

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Ginevra e Italo Calvino

Nel 1536 Ginevra si unì a Berna e Friburgo nella Federazione Svizzera, ottenendo il titolo di città confederata. I vescovi cattolici, insieme al dominio sabaudo, proseguì l'amministrazione cittadina, generando continui malumori. Due anni dopo venne convocato in città Giovanni Calvino che diede inizio alla diffusione del Calvinismo.

Vennero abolite le messe religiose ed espulsi i riformatori cittadini. Fu proprio Calvino fino all'anno della sua morte, nel 1564, a raffigurare la più importante guida spirituale per Ginevra. Fu lui, nel 1559, a fondare l'Università di Ginevra, oggi tra le più importanti della Svizzera.

Nella seconda metà del XVI secolo la città divenne un rifugio dei protestanti europei, perlopiù italiani e francesi, vittime di persecuzioni religiose. Furono loro a contribuire al benessere socio-economico di Ginevra divenendo, sempre grazie al Calvinismo, fulcro mondiale della tipografia, con una ampia produzione di libri.

Nei due secoli successivi Ginevra conobbe la violenza dei Savoia, da cui uscì vincitrice. La città riuscì a far accettare il proprio pensiero progressista e tollerante, sia in ambito civile che religioso. Qui nacque, tra gli altri, Jean-Jacques Rousseau, filosofo a cui si devono romanzi dal forte impatto illuminista, influenzando sia la Francia che l'Europa intera. Fu il via della Rivoluzione Francese.

 

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La Rivoluzione francese

Con l'ascesa in Europa delle truppe napoleoniche, alla fine del XVIII secolo, Ginevra fu proclamata capitale del Dipartimento del Lemano. Tuttavia, il neo proclamato territorio ebbe vita breve, portando Ginevra e il territorio limitrofo a ritornare sotto la Confederazione Svizzera già nel 1814.

L'epoca moderna, quella del XIX e XX secolo, rappresentò il periodo di massima prosperità finanziaria. Molti credono che le dottrine protestanti di Calvino abbiano influenzato nei secoli successivi il dinamismo bancario di Ginevra. Nel 1862 venne fondato il Comitato della Croce Rossa, da parte di alcuni dei più illustri cittadini ginevrini del momento, come Henry Dufour o Jean Henri Dunant, oltre a Gustave Moynier e Louis Appia. Il Comitato della Croce Rossa poneva come obiettivo primario il soccorso dei cittadini, divenuto ancor più necessario all'indomani delle Guerre d'Indipendenza Italiana.

 

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L'epoca moderna

Non passò molto tempo affinché Ginevra divenne sede di diverse organizzazioni internazionali. Qua si gettarono quelle che divennero le basi del diritto internazionale umanitario, ramificato in quel che rappresenta la Convenzione di Ginevra. Il 1946 invece fu l'anno della Società delle Nazioni, primo precursore dell'ONU, sito nel Parc de l'Ariana, nel Palazzo delle Nazioni. Dal secondo dopoguerra Ginevra si affermò costantemente come una delle città più ricche, e costose, d'Europa e del mondo, nonché una splendida destinazione turistica e metropoli cosmopolita progressista, dedicata anche alla ricerca scientifica.


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