Squinzano, Puglia | Cosa vedere a Squinzano- l'entroterra salentino

Squinzano, architettura e tradizioni secolari nel centro del Salento | Cosa vedere a Squinzano (Lecce)


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Cosa vedere a Squinzano, nel Salento

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Mappa di Squinzano, Lecce
Mappa di Squinzano, Lecce

Icona articolo onemagA nord di ⇒ Lecce, affacciata sulla stessa strada che dal capoluogo porta a Surbo e Trepuzzi, si trova Squinzano, grazioso comune di medie dimensioni popolato da poco più 13 mila abitanti. Squinzano è una delle località più iconiche dell’entroterra salentino, un comune dalle tradizioni plurisecolari e dal suggestivo centro storico, dove perdersi con una passeggiata senza meta alla scoperta dei tesori più nascosti. Geograficamente il borgo sorge ai limiti più settentrionali della provincia di Lecce: uscendo dal comune, in direzione nord, si accede alla provincia di Brindisi, abbandonando quindi la terra salentina.

A tutti gli effetti, Squinzano si fregia del titolo di città, conferitogli nel gennaio del 1999. I grandi campi di macchia mediterranea contornano su tutti i lati la cittadina di Squinzano, che sorge nella Valle della Cupa, una delle vallati più suggestive del Salento, una porzione di pianura leccese che si caratterizza per una grande depressione carsica. È giunto finalmente il momento di scoprire le cose da vedere a Squinzano: ecco il nostro itinerario turistico.

Cenni storici

Panorama sul Salento e su Squinzano, Puglia
Panorama sul Salento e su Squinzano, Puglia

Quelle di Squinzano sono origini molto antiche, che ci riportano indietro nel tempo sin dall’epoca preromanica. Con buona probabilità, la strategica posizione su cui sorge la cittadina attirò popoli neolitici a stanziarsi, formando insediamenti di piccole dimensioni, dei quali oggi è pervenuto quasi nulla, motivo per cui è difficile dare una datazione esatta alle prime presenze umane in questo sito.

Sappiamo, però, che Squinzano è l’erede moderna di un’insediamento della Magna Grecia, che svolse un ruolo centrale nel controllo greco del Salento. L’insediamento progredisce a partire da una condizione di casale noto in epoca romana come Quintianum. La località ebbe uno sviluppo inversamente proporzionato all’antica città di Valesio, i cui residenti fuggirono dalla distruzione totale rifugiandosi nella vicina urbis.

Caduto l’Impero Romano, quel poco che riuscì a salvarsi dell’insediamento era destinato a trascorrere i secoli successivi, per circa un millennio, senza grandi avvenimenti o eventi di rilievo storico. Infatti occorre attendere il XVI secolo per avere testimonianza scritta di Squinzano, quando nel 1560 ottenne lo status di Libero Comune, sfregiandolo però per pochi anni. Già nel 1623 la località tornò a essere controllata dalla nobiltà: Squinzano venne infeudata dal nobile spagnolo Don Giovanni Enriquez e in seguito dal figlio Gabriele Agostino.

Gli ultimi signori a stabilire il proprio potere sulla cittadina furono i Filomarino di Cutrofiano, che lo controllarono sino alla caduta del regime feudale. Tra la fine del XVIII e l’inizio del XIX secolo l’avanzata militare di Napoleone segnò uno dei più grandi punti di svolta nella storia umana, che oltre a mettere fine al feudalesimo, diede i primi impulsi che portarono, nella seconda metà del secolo, all’Unità d’Italia.

Questo periodo storico, con gli eventi che accaddero in tutta la penisola, portarono a un fortissimo boom economico e, conseguentemente, a una repentina crescita demografica. Fu la stazione ferroviaria inaugurata sul finire del XIX secolo che portò a Squinzano a vivere un momento di grande centralità commerciale. A cavallo tra le due guerre mondiali la località arrivò a toccare quota 10 mila residenti, ponendo già alcune solide basi che avrebbero portato, alla fine del fascismo, un’economia centrata sull’industriale.

Tuttavia, l’industrializzazione snaturante, forzata e poco conviviale, portò alla comunità di Squinzano di prediligere la conservazione della cultura locale e mantenendo un’economia di genere rurale. Parallelamente, a partire dagli anni ’70, il Salento si affermò come una delle mete turistiche più importanti d’Europa e Squinzano, ovviamente, ne beneficiò.

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Cosa vedere a Squinzano | Architettura religiosa di primo livello

Visita della vecchia caserma della guardia di finanza appena ristrutturata dall'amministrazione comunale di SquinzanoLa località di Squinzano presenta un centro abitato particolarmente ricco di chiese ed edifici di culto. Sebbene il centro storico presenti alcuni palazzi storici di utilizzo civile, sono gli edifici religiosi gli assoluti protagonisti durante la propria scoperta di Squinzano. Possiamo dire che prima fra tutte il luogo di culto che dev’essere visitato è la Chiesa dell’Annunciazione, nata in seguito all’apparizione della Madonna alla pia Maria Manca nel 1618. La chiesa divenne sin da subito simbolo di una credenza popolare talmente influente da giustificare l’erezione di un luogo sacro attraente pellegrini da ogni dove del mondo. In tal merito, ogni anno nel mese di marzo si celebra la Festa dell’Annunziata, con la sua grande Fiera Mercato, che vuole rievocare la sacra apparizioni di oltre quattro secoli fa.

Se l’impatto storico della Chiesa dell’Annunciazione è forse il più forte tra gli edifici di Squinzano, non si può mettere in paragone la ricchezza artistica della Chiesa Matrice, intitolata al santo patrono San Nicola. La Chiesa di Nicola custodisce una vasta collezione di opere d’arte, come per il coro ligneo dell’ebanista Giuseppe Fella di Oria, le tele e gli affreschi. L’icona dell’edificio, tuttavia, è il suo campanile, una delle massime espressioni della scuola barocca di Squinzano, che si eleva per oltre 32 metri. Incantevole è la Chiesa Mater Domini, dedita al culto mariano, caratterizzata da una struttura dalle linee semplici ed eleganti che ricordano l’assoluta essenza del culto cattolico. Costruita come cappella e oggi relegata a sacrestia, la Chiesa Mater Domini ottenne il titolo di parrocchia nel 1921 e possiede all’interno due begli altari dedicati rispettivamente alla Beata Vergine di Sanarica e alla Madonna del Buonconsiglio.

Cambiando tipologia di edificio consigliamo di fare tappa al Convento di Santa Maria delle Grazie, con annessa l’omonima chiesa eretta nel periodo di massima potenza del feudalesimo: il XVII secolo. Giovanni Enriquez prese in proprio carico la sua manutenzione, dedicando la propria vita all’abbellimento e alla cura del complesso religioso. Questa attenzione e cura per la struttura divenne una tradizione e un’abitudine per i frati dei vari ordini, che susseguendosi portarono alla chiesa un costante abbellimento con notevoli interventi di pittura parteale fino a circa gli anni ’50.

Di fattura seicentesca è Cappella della Madonna del Carmine, custode di un altare marmoreo intarsiato e ornato dalla tela raffigurante appunto la Madonna del Carmine, a cui si susseguono le Cappelle di San Giovanni Battista (con la sua intima grotta entro la quale s’annicchia la statua della Vergine di Lourdes), Madonna di LoretoMaria Regina dei MartiriSan Giuseppe PatriarcaSanta ElisabettaSan Salvatore e Calvario, senza scordare la Cappella Perlangeli.

L’apporto civico è il frutto di una raffinatezza che nobiltà e borghesia dei tempi meno recenti hanno voluto esprimere in contrasto con il carattere rurale del paese, come se intendessero affermare un’anima nascosta della Squinzano meno timida e più spregiudicata. Ne sono un esempio Palazzo De CastroVilla Cleopazzo – dove hanno luogo manifestazioni importanti come il Settembre Squinzanese e le Notti di San Giovanni – e altri sontuosi re dell’architettura autoctona.

Alieno a questo stile le costruzioni sul poggio di Sant’Elia, ovvero un convento ora a fruizione pubblica e la Chiesa della Madonna dall’Alto, purtroppo abbandonata.

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Link-uscita iconaSalento, ecco le spiagge da non perdere assolutamente

Le spiagge nei dintorni di Squinzano

Le spiagge nei dintorni di Squinzano
Le spiagge nei dintorni di Squinzano

Squinzano si pronuncia anche in tema vacanziero ergendosi a valido compromesso fra mare e campagna in quanto dispone di prolungamenti verso la costa adriatica, dove le sue frazioni hanno spiagge e lidi in abbondanza, concentrati specialmente a Casalabate, centro in cui il turismo è focale durante la bella stagione.


 

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