Santa Teresa di Gallura, vacanza a nord della Sardegna

Santa Teresa di Gallura, una cittadina elegante e distinta nell'estremo nord della Sardegna, è una località tra le preferite per una vacanza di mare. Passeggiare per Santa Teresa di Gallura significa ammirare gli eleganti palazzi che conducono al centro cittadino con la sua piazza, il principale fulcro del paese, dove troviamo la Chiesa di San Vittorio e i tanti piccoli negozi e locali. Ecco cosa vedere a Santa Teresa di Gallura, vacanza a nord della Sardegna. 4 min


1
Guida a Santa Teresa di Gallura
Condividi su:

Guida di Santa Teresa di Gallura, Olbia

icona-articolo

Santa Teresa di Gallura è posta nell’estremo nord della ⇒ Sardegna, proprio di fronte alle Bocche di Bonifacio.
Con i suoi poco più di 5.300 abitanti il comune affaccia sul promontorio dove a nord troviamo la costa della Corsica, a nord dall’arcipelago de La Maddalena mentre a ovest dal mare.
Tra paesaggi unici, natura quasi incontaminata e una posizione privilegiata, Santa Teresa di Gallura è una cittadina elegante e distinta, anche durante la forte affluenza estiva.

Cenni storici

Cosa vedere a Santa Teresa di Gallura

Il primo nome con cui veniva chiamata, Longosardo, ci riporta al periodo dei romani, quando Santa Teresa era un importante porto commerciale. Le miniere di granito, esportato poi a Roma, furono il primo grande impulso per la crescita della città. Le sue cave, tra l’altro, sono state utilizzate per realizzare numerose opere, ancora oggi di fondamentale importanza, come il Pantheon o il Duomo di Pisa.

Furono prima i Saraceni poi i sovrani locali della Sardegna, i giudici di Arborea, a conquistarla. Durante questo periodo venne realizzata una fortezza, oggi purtroppo ridotta solo a pochi resti, distrutta dai genovesi.
La distruzione del castello coincise con il primo grande esodo degli abitanti, sostituiti presto da pirati e contrabbandieri.

Nel 1207, dopo che l’intera isola passò sotto il dominio dei Savoia, venne ulteriormente creato un luogo abitato nei pressi del castello.

La sua storia ci riporta poi agli inizi del 1800 quando l’allora re Vittorio Emanuele I volle fondarla dedicandola alla moglie, Maria Teresa d’Austria. Furono infatti i sovrani sabaudi ad abitare per primi questa piccola località allo scopo di delimitare il contrabbando, all’epoca una delle principali piaghe sociali.
Ma nei secoli qui molti corsi hanno abitato e ancora oggi il dialetto locale ricorda molto quello della poco distante Corsica.

OneMag-logo
Le più belle spiagge della Sardegna

Cosa vedere a Santa Teresa di Gallura

Cosa vedere a Santa Teresa di Gallura

Passeggiare per Santa Teresa consente di ammirare i graziosi ed eleganti palazzi, tutti con tenui colori pastello, per raggiungere il centro cittadino, la principale piazza che è anche il vero fulcro della vita quotidiana.

Da qui si può ammirare la principale chiesa del paese, quella dedicata a San Vittorio, ma anche i tanti piccoli negozi che si alternano a ristoranti e locali, pronti ad accogliervi nel migliore dei modi.
Il punto principale, dove si concentra in estate il maggior traffico, è quello del porto turistico, in grado di assicurare i collegamenti proprio con la già citata Corsica, nel percorso tra Santa Teresa e Bonifacio.

Per conoscere Santa Teresa si può prendere in considerazione l’idea di visitare il Faro di Capo Testa, quello che in parte è simbolo cittadino e in parte emblema del territorio.
Da osservare durante il tramonto, quando il faro punta proprio in direzione Corsica e regala emozioni quasi da altri tempi.

Siamo a quattro km in direzione ovest e questo promontorio è contornato da massi enormi dalla forme più insolite, grazie all’azione erosiva del vento. Questa era anche la zona dove romani e pisani hanno per lungo tempo estratto il granito.

Nel nucleo urbano ammiriamo invece la Torre di Longosardo, costruita nel XVI Secolo dagli spagnoli, anch’essa idealmente protesa verso la Corsica e fino all’Arcipelago di La Maddalena.

Cosa vedere a Santa Teresa di Gallura
Santa Teresa, Torre Longosardo

Tornando nuovamente nei dintorni di Santa Teresa, dirigiamoci verso la nota Valle della Luna, chiamata in questo modo per la presenza di massi granitici bianchi che regalano un paesaggio unico, simile a quello lunare.
Ma tornando a paesaggi più familiari, Lu Brandali è una delle meraviglie imperdibili di Santa Teresa.
Un sito archeologico dove ammirare i tanti resti delle precedenti civiltà nuragiche e tra i principali e meglio conservati di tutta la Gallura.

OneMag-logo
10 cose da vedere a Cagliari

Le spiagge di Santa Teresa di Gallura

Cosa vedere a Santa Teresa di Gallura

I dintorni di Santa Teresa regalano anche una serie di bellissime spiagge, una più invitante dell’altra.

Sabbia dorata per circa 2 km è quello che potrete aspettarvi dalla Spiaggia La Liscia, la prima che incontrete dirigendovi a Santa Teresa da Palau.
In direzione est troverete invece la Cala Sambuco, una piccola spiaggia che vagamente ricorda la forma di mezzaluna con un fondale di ciottoli e riccamente circondata dalla vegetazione. E’ una spiaggia del tutto libera, priva quindi di ogni servizio, ma attrezzata per praticare snorkeling.

Più nascosta, ma sempre libera, è la Cala Spinosa, un proprio eden se siete alla ricerca di privacy e di relax assoluto. E’ poco distante dal faro di Capo Testa e raggiungibile solo da un sentiero piuttosto ripido. Fatica ripagata per arrivare in una meravigliosa spiaggia di sabbia chiara con diverse rocce granitiche a suddividerla.

Tra le spiaggie più belle di tutto il settentrione della regione, troviamo la spiaggia de la Marmorata, un basso fondale di sabbia chiara e sullo sfondo il meraviglioso mare colore verde turchese. Da qui l’attività preferita dai bagnanti è quella di raggiungere a nuoto l’isolotto poco distante da dove si possono ammirare i resti di una cava romana. E’ una spiaggia attrezzata con tutti i servizi ed è possibile noleggiare sdraio e ombrelloni.

La gastronomia di Santa Teresa di Gallura

Cosa vedere a Santa Teresa di Gallura

Prima di lasciare Santa Teresa non dimenticatevi di fare una pausa ristoratrice in uno dei tanti ristoranti della zona.

Qua dovrete sicuramente provare la nota Zuppa Gallurese, chiamata anche suppa cuata, ovvero fette di pane e pecorino immerse in un brodo di pecora. Pur considerato un piatto della cucina povera, un tempo era il piatto per eccellenza delle festività.
Altro piatto interessante della zona sono invece i Ravioli Galluresi, chiamati anche Pulilgioni o altre ulteriori varianti. Sono preparati a mano con un ripieno particolare, ricotta e limone.

Qualsiasi piatto avrete scelto (suggeriamo di provare il pesce, davvero ottimo da queste parti), abbinatelo con il pane coccò, un pane tipico in passato preparato per le festività di Pasqua, un pane pregiato poichè preparato con la sola semola di grano duro.
Da provare, in tema di vini, il celebre Vermentino di Gallura, un DOCG preparato sia nelle province di Sassari che in quella di Olbia-Tempio.


 

Condividi su:

Like it? Share with your friends!

1