Cosa vedere a Rivergaro, Piacenza

Rivergaro, Piacenza | Cosa vedere a Rivergaro


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Cosa vedere a Rivergaro, il caratteristico borgo piacentino nel cuore della Val Trebbia

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Mappa di Rivergaro, in provincia di Piacenza
Mappa di Rivergaro, in provincia di Piacenza | © Mappe di Apple

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Immersa tra le colline preappenniniche del territorio piacentino, la località di Rivergaro è una meta turistica di forte interesse storico e culturale. Il rigoglioso paesaggio naturalistico che abbraccia Rivergaro è anch’esso meta interessante, in quanto offre innumerevoli possibilità di svago e divertimento.
Tante sono le idee escursionistiche che questo territorio ha da offrire: un’estesa rete di percorsi per trekking e ciclismo, fitte macchie boschive in cui immergersi nella natura e, ancora, numerose creste collinose adatte a chi ricerca un’esperienza più sportiva.

Rivergaro si trova nella bassa Val Trebbia, affacciato sulla riva destra dell’omonimo fiume Trebbia. Il borgo, che cela un lungo e appassionante passato, è oggi casa di circa 7.000 cittadini. L’etimologia del nome stesso del borgo è un chiaro richiamo al territorio in cui sorge: il toponimo Rivergaro deriva infatti dal piccolo torrente del rio Vergaro, affluente del Trebbia oggi quasi interamente tombato. Scopriamo cosa vedere a Rivergaro, il caratteristico borgo nella provincia di Piacenza.

Cenni storici

L'interno della Chiesa Parrocchiale di Sant'Agata a Rivergaro, in provincia di Piacenza
L’interno della Chiesa Parrocchiale di Sant’Agata a Rivergaro, in provincia di Piacenza

Testimonianze rinvenute nel territorio confermano l’esistenza di un insediamento abitativo risalente all’epoca romana. Solo secoli dopo la caduta dell’Impero Romano, in epoca longobarda questa zona cominciò ad assumere una certa importanza: l’Abbazia di San Colombano di Bobbio ebbe il controllo sul territorio che si estendeva su Rivergaro e sui confinanti comuni di Gossolengo e Travo, nel cosiddetto feudo reale ed imperiale monastico bobbiese.

Rivergaro venne coinvolto nel XI secolo nelle lotte tra ghibellini e guelfi. Il borgo, assieme ad altri castelli di questa zona – tra cui Ancarano e Montechiaro -, era utilizzato dalla fazione ghibellina, in contrasto con la fazione guelfa che prevaleva invece su Piacenza. Nel XIII secolo Rivergaro, così come per tutto il territorio piacentino, entrò a far parte del Ducato di Milano, guidato dai Visconti. Nel 1495, su ordine del re di Francia Carlo VIII, il castello di Rivergaro fu distrutto, portando come immediata conseguenza una serie di lotte interne tra le varie famiglie nobili che dominavano il territorio della Val Trebbia.

Nel 1548 il territorio entrò a far parte dei possedimenti della famiglia Anguissola-Scotti. Seguendo le sorti del territorio piacentino, nei secoli a venire Rivergaro basò la propria economia sullo sfruttamento del territorio, particolarmente favorevole per la lavorazione della legna, e sull’artigianato in generale. Un’importante impulso lo si ebbe a seguito dell’Unità d’Italia: Rivergaro fu soggetta a un incremento demografico, dovuto soprattutto alla nascita di nuove industrie e di nuovi settori artigianali.

Un evento significativo per le sorti della cittadina si verificò nel 1908: nel mese di luglio un violento nubifragio, nato da una piena straordinaria del Fiume Trebbia, causò ingenti danni alle aree agricole circostanti e agli edifici del centro abitato. Una seconda alluvione, anch’essa originata da una piena del Fiume Trebbia, avvenne nel settembre del 1953, portando ulteriori danni alle abitazioni. L’ultima delle importanti alluvioni d’epoca contemporanea avvenne nel 2015, tra il 14 e il 15 settembre, colpendo una vasta zona della provincia di Piacenza, generatesi da un forte maltempo che provocò l’allagamento del lungofiume e della centrale Piazza Paolo.

Cosa vedere a Rivergaro

Villa Anguissola-Scotti a Rivergaro
Villa Anguissola-Scotti a Rivergaro

La cittadina di Rivergaro, assieme al territorio circostante della Val Trebbia, è una meta particolarmente interessante in termini turistici. Facilmente visitabile in una mezza giornata, Rivergaro custodisce un patrimonio architettonico eccellente, che sommandolo alle numerose possibilità escursionistiche e ai tanti luoghi di culto, rende questo un borgo una piacevole idea di viaggio per una gita fuori porta. Il periodo più indicato per visitare Rivergaro coincide con la stagione estiva. Difatti, grazie alla sua favorevole posizione geografica, Rivergaro si caratterizza da un clima ben più mite rispetto alle città in pianura, offrendo ai propri visitatori riparo dalla calura estiva. Non meno interessante è anche la ricchissima rassegna di manifestazioni, eventi e sagre che ogni estate si tengono nel borgo.

Cosa vedere a Rivergaro, Chiesa Parrocchiale di Sant'Agata
Chiesa Parrocchiale di Sant’Agata, Rivergaro

Uno dei luoghi più significativi per il turismo a Rivergaro è la Piazza Sant’Agata, su cui si affaccia l’omonima Chiesa Parrocchiale di Sant’Agata. Adiacente alla Villa Anguissola Scotti, la Chiesa di Sant’Agata è risalente ai primi dell’Ottocento e si raffigura come un’eccellente esempio di architettura medievale. L’edificio custodisce diverse opere d’arte di inestimabile valore: sulla facciata, per esempio, si mostra in tutta la sua bellezza il quattrocentesco busto di Sant’Agata, a cui si aggiungono tre dipinti raffiguranti la Santa e il pulpito, provenienti dalla chiesa di Sant’Agostino di Piacenza.

La stessa Villa Anguissola Scotti di Rivergaro che abbiamo citato poc’anzi è un’attrazione molto importante. Seppur inaccessibile e priva di manutenzione idonea, questa dimora signorile è una grande testimonianza del passato rinascimentale del borgo. Venne realizzata su commissione famiglia Anguissola, signori del luogo, seguendo il progetto dell’architetto Lotario Tomba e costruita su una precedente fortezza dell’XI secolo, rappresentante uno dei due antichi fortilizi di Rivergaro.

Storicamente il borgo di Rivergaro era un noto centro commerciale e signorile, sede per l’appunto di ben due castelli, oggi scomparsi. Laddove nel medioevo vi si trovava la Cappella di San Giacomo, elemento architettonico annesso al principale castello di Rivergaro, oggi ha sede il Santuario della Beata Vergine delle Grazie. L’antica chiesetta d’impianto romanico è stata inglobata nella costruzione del Santuario attualmente osservabile. Ristrutturata nel 1836 per volere del parrocco della parrocchia di Bassano, la chiesa ottenne il suo odierno titolo di Santuario della Madonna delle Grazie del Castello nel 1902, conferitogli dal vescovo Giovanni Battista Scalabrini.

L’ultima interessante attrazione presente nel borgo di Rivergaro è l’Oratorio di San Rocco. Costruito nel 1613 sul sito di un preesistente edificio religioso, la sezione più antica dell’edificio, tra quelle ancora oggi osservabili, risale al 1579. Ampiamente restaurato nel 1825, l’Oratorio di San Rocco sorge all’interno dell’abitato centrale di Rivergaro, preceduto da un piccolo sagrato in ciottoli di fiume policromi. L’edificio, ben ricco di adornamenti ed elementi architettonici, è considerato uno dei più pregevoli monumenti architettonici del borgo.


 

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