Quello che non sapevate sull’Hajj, il pellegrinaggio alla Mecca

Quello che non sapevate sull'Hajj, il pellegrinaggio alla Mecca da parte dei pellegrini residenti all'estero, dal loro arrivo in aeroporto al viaggio verso la Mecca.

Scopriamo l’hajj, la preghiera alla Mecca

L’hajj, il pellegrinaggio alla Mecca, è uno dei Cinque Pilastri dell’islam e un’esperienza dal profondo significato spirituale.
Questo è il viaggio di una vita al quale aspirano molti musulmani.
 
Tutti i musulmani che posseggono salute e mezzi sufficienti sono tenuti a prendere parte all’hajj almeno una volta nella vita. Secondo la religione musulmana, l’hajj garantisce l’accesso al paradiso una volta terminata la propria vita.
Probabilmente al primo impatto non si riesce a concepire cosa l’hajj sia veramente. Quindi, per comprendere meglio, vi citiamo una frase dell’ex ministro dell’hajj dell’Arabia Saudita.
“Immaginate venti finali di calcio in uno stadio immenso, con due milioni di persone… che in realtà prendono tutte parte al gioco”.

Informazioni generali

La maggior parte dei pellegrini residenti all’estero raggiunge l’Arabia Saudita in aereo, atterrando presso il terminal dell’hajj all’aeroporto di Jeddah. Da questo terminal passeranno oltre due milioni di devoti.
I tempi di attesa degli autobus per La Mecca possono arrivare fino a 12 ore, il tutto nel clima afoso. Gli addetti distribuiranno l’acqua potabile, però qualsiasi cibo dovrà necessariamente essere acquistato in aeroporto.
 
Prima di arrivare alla Mecca, i pellegrini sostano presso i miqat, zone designate dal profeta dell’hajj, per lavarsi e indossare l’ihrarn. Questo è un abito composto da due indumenti senza cuciture. Le donne non possono indossare il burqa e durante i riti non vi è alcuna distinzione in basse per il sesso, durante il rito tutti sono uguali.
 
Quando si raggiunge il miqat, situato vicino alla Mecca, i pellegrini recitano ad alta voce:
“Eccomi, mio Dio, al Tuo comando! Eccomi al Tuo comando! Tu sei Dio senza alcun congenere. Eccomi al Tuo comando! Tue sono le lodi, la grazia e la maestà. Tu sei Dio senza alcun congenere!”

Primo giorno

Giunti alla Grande Moschea della Mecca, i fedeli eseguono il Tawaf al Qudum girando sette volte intorno alla Kaaba, la famosa costruzione nera posta al centro della Grande Moschea, in senso antiorario. Terminato questo, bisognerà eseguire il sa’ee, ovvero camminare per sette volte tra le colline di Safa e Marwah, situate all’interno del complesso della Grande Moschea. Questo per emulare la disperata ricerca dell’acqua di Hajar, moglie di Ibrahim.
 
Successivamente ci si recherà nella ‘tendopoli’ di Mina, vicino alla Mecca, dove i pellegrini riposano, leggono il Corano e pregano. Le tende ospitano generalmente 12 fedeli.

Secondo giorno

Il ‘giorno di Arafat‘ ha inizio subito dopo l’alba.
I fedeli lasciano Mina per raggiungere la Piana di Arafat, dove stanno in piedi o seduti sul Monte della Misericordia, chiedendo perdono e rivolgendo suppliche.
Dopo il tramonto tutti raggiungono la Piana di Muzdalifah per trascorrervi la notte pregando e raccogliendo ciottoli per il rito delle pietre del giorno seguente.

Terzo/Quarto/Quinto Giorno

Il terzo giorno inizia poco dopo l’alba a Mina, dove i fedeli lanciano sassi contro tre pilastri, questi rappresentano il demonio. Nel 2004, a causa di numerosi incidenti provocati dall’agitazione dei pellegrini, le autorità arabe hanno sostituito i pilastri con lunghi muri e bacili di pietra per raccogliere i ciottoli.
 
Il lancio delle pietre può durare tre giorni e rappresenta il rifiuto di Satana e l’affermazione della fede di Ibrahim in Dio.
Il rito del lancio delle pietre è probabilmente il più pericoloso, poiché per raggiungere i pilastri i fedeli si affollano sul ponte pedonale di Jamarat, dove in passato alcuni sono morti travolti dalla folla.
 
Questo è il primo dei tre giorni dell’Eid al Adha (festa del sacrificio) e i pellegrini trascorrono i giorni successivi compiendo i seguenti tre riti dopo il primo lancio di pietre.
Come prima cosa viene sacrificato un animale, come una mucca, per dimostrare la volontà di offrire a Dio qualcosa di prezioso, e la carne viene distribuita ai poveri. Poi gli uomini si tagliano i capelli e le donne offrono una ciocca per l’Ihram.
Il rito finale dell’hajj è il Tawaf al Ifadah, quando i pellegrini ritornano alla Mecca per girare nuovamente intorno alla Kaaba ed eseguire un altro sa’ee.

Sesto giorno (facoltativo)

La parte ufficiale dell’hajj è terminata, ma molti pellegrini si fermano a Mina fino al tramonto per lanciare ancora sassi e meditare, mentre altri tornano alla Mecca. Prima di lasciare La Mecca e iniziare il viaggio di rientro, tutti i pellegrini compiono il Tawaf al Wada, il giro dell’addio.

Informazioni pratiche

Hajj, la preghiera alla Mecca

Visto il numero elevato di pellegrini, oltre 2,5 milioni, il Ministero saudita dell’hajj ha reso le procedure per il visto e i rituali più semplici. Sebbene sia tuttora un procedimento piuttosto complesso, ai musulmani non può comunque essere negato il diritto di ottemperare al Quinto Pilastro dell’Islam
È previsto che tutti i pellegrini residenti all’estero si rivolgano a un’agenzia di viaggi autorizzata a organizzare l’hajj.
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Requisiti per l’hajj

Il primo passo è stabilire se potete partecipare all’hajj.
I musulmani che hanno fatto il pellegrinaggio non possono parteciparvi nuovamente per i cinque anni successivi, tranne che in funzione di mahram, ovvero un parente maschio, per scortare la moglie o un familiare.
Tutte le donne di età inferiore a 45 anni devono essere accompagnate da un mahram.

Salute e sicurezza

I riti dell’hajj possono risultare faticosi per i più giovani e gli anziani. A seconda del periodo dell’anno, le temperature superano spesso i 40°C e le enormi ondate di folla sono opprimenti. Si dovrà mangiare e dormire il più possibile, come anche bere moltissimo. È consigliato indossare una mascherina per proteggersi dai rischi, pressoché limitati, di MERS, coronavirus, e si dovrà usare spesso un disinfettante per le mani.
 
Uno dei rischi più seri per i pellegrini deriva dalle grandi folle che possono travolgere. Fare sempre attenzione a dove ci si trova e seguire attentamente le istruzioni del personale addetto.

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