Quello che forse non sapevate sul Duomo di Firenze

Il Duomo di Firenze è una tra le attrazioni principali del capoluogo toscano. La cattedrale di Firenze nota anche come la cattedrale Santa Maria del Fiore è stata concepita nel 1293. Ci volerrò oltre 4 milioni di mattoni per un totale di oltre 40.000 tonnellate e 140 anni di costruzzione per completare l'opera. Ecco alcune cose che forse non conoscevate sul Duomo di Firenze.

Il Duomo di Firenze, ecco le cose da sapere

icona-articoloSanta Maria del Fiore, il Duomo di Firenze, è indubbiamente uno dei punti di riferimento di Firenze. Non è noto solo per la sua imponenza o la sua bellezza ma anche per la sua centenaria storia dove la sola cupola è davvero un grande capolavoro architettonico.

Ma conosciamo bene la storia del Duomo fiorentino?
Nel dubbio vediamo rapidamente la sua nascita e la sua crescita.

Il Duomo di Firenze

Una costruzione lunga 140 anni

Il Duomo di Firenze

La cattedrale di Firenze era stata concepita nel 1293, prima del periodo rinascimentale.
Il tetto a cupola era stato infatti disegnato già in quegli anni anche se all’epoca la tecnologia non permetteva tali costruzioni.
La cattedrale comunque prese il via ma per diverso tempo la parte relativa alla cupola non era naturalmente pronta. Ecco il perché dal giorno di inizio alla conclusione sono passati oltre 140 anni.

La più grande cupola in muratura del mondo

Oltre 4 milioni di mattoni per un totale di oltre 40.000 tonnellate la sua altezza supera i 10 piani di un palazzo dei giorni nostri.
Questi sono i numeri che ancora oggi lasciano piuttosto a bocca aperta, ovviamente possiamo immaginare quando all’epoca venne progettata.
La cattedrale inoltre era stata costruita sopra una piccola chiesetta all’epoca chiamata Santa Reparata. La piccola chiesa, costruita tra il IV ed il VI secolo, è oggi un museo sotterraneo che permette di vedere l’importante storia culturale e religiosa.

Le Porte del Paradiso hanno vinto una competizione

Il Duomo di Firenze, le Porte del Paradiso

Le porte del Paradiso sono le porte ad Est del Battistero di Firenze, situata proprio davanti al Duomo.
Già diversi anni prima che la cattedrale fosse costruita, gli ingegnosi fiorentini avevano organizzato un concorso proprio per decorare queste porte.

Ad ogni partecipante veniva fornito materiale di lavoro e bronzo, in parte eguale, per dar modo di presentare le loro idee.
Dopo una selezione e diverse eliminazioni rimasero in corsa solo 2 finalisti. Il primo era tal Filippo Brunelleschi ed il secondo Lorenzo Ghiberti.

Entrambi avevano buone conoscenze di oreficeria ed erano bravi metalmeccanici. Alla fine la vincita andò al Ghiberti grazie ai giudici che preferirono il suo stile classico rispetto a quello avanguardista del Brunelleschi.
Diversi anni dopo, quando il Battistero fu pronto ad ospitare le due porte, Michelangelo commentò le stesse come le Porte del Paradiso, il nome con cui oggi vengono normalmente riconosciute.

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Gli studi di architettura

Brunelleschi non aveva alcun studio di architettura alle spalle. Era un bravo orafo ma non aveva mai affrontato alcun studio specialistico ne tantomeno costruito qualcosa. Eppure l’industria dell’oreficeria ha qualcosa in comune con l’architettura, ovvero l’estetica e la praticità.
Furono proprio questi studi che aiutarono il Brunelleschi a trovare la corretta soluzione per la costruzione della cupola.

Del resto quando nacque Brunelleschi la cattedrale era già da 80 anni in costruzione. Mentre la costruzione della vera e propria cattedrale proseguiva, nulla era ancora stato risolto sulla cupola.
Ma l’orgoglio fiorentino misto anche ad un poco di presunzione faceva intuire che la cattedrale doveva essere completata dando al capoluogo di regione qualcosa di più imponente rispetto alle altre città della regione. E così fu.

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Le ispirazioni

Il Duomo di Firenze, la facciata

Dicevamo che i fiorentini non erano propensi ad accettare alcun compromesso e il tempo non era un grosso problema.
Nel frattempo si cominciava a parlare del Pantheon e anche se non erano ancora stati rivelati i piani architettonici per la sua costruzione, i fiorentini erano assolutamente determinati ad avere qualcosa di simile. Anche se non sapevano proprio come poterlo realizzare.
Lo stile gotico non era del resto molto gradito ai toscani proprio per il fatto che erano tutti piuttosto simili fra loro e quindi lo sguardo alla architettura degli antichi romani sembrava perfetto.

Dopo essere stata in costruzione per oltre 100 anni, la città di Firenze stava rischiando di sembrare l’eterna incompiuta perdendo il prestigio che invece avrebbe dovuto fornire.
La sfida a questo punto venne proposta agli abitanti e a tutti coloro che si sentivano pronti a fare delle proposte. Le proposte ricevute erano sostanzialmente tutte a base di legno.

Quando Brunelleschi è entrato nella competizione, era l’unico con un’idea che non utilizzasse il legno, aspetto che naturalmente rese l’idea estremamente interessante agli occhi dei giudici.
Brunelleschi vinse la competizione senza mai mostrare i suoi piani.
Usando quindi il suo ingegno ed il suo design segreto della cupola, di cui lui stesso non era sicuro, vinse la competizione e fu autorizzato ad iniziare. Insieme al Brunelleschi altri due architetti furono inseriti nel team, tra cui il suo rivale Ghiberti.
L’anno di inizio della costruzione della cupola era l’aprile del 1420.

Santa Maria del Fiore è la terza cattedrale più grande del mondo

Quando la cattedrale fiorentina venne completata, nel 15° Secolo, era la più grande del mondo. Oggi è diventata terza dopo quella di San Pietro e di San Paolo a Roma.
La cupola venne realizzata in soli 16 anni, Brunelleschi fu in grado di riuscire a completare il suo fantastico lavoro in un tempo davvero di record accogliendo applausi fra i fiorentini e non solo.

Oggi la cupola è visitabile
e se fate attenzione durante la salita potete scorgere  l’originale disposizione dei mattoni e vedere il disegno a spina di pesce dei mattoni, proprio come Brunelleschi l’aveva ideata.

Ora non rimane altro che visitarlo. Forse, se non eravate a conoscenza di questa parte della storia del Duomo, con occhi diversi.

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