Prato, la storia antica della Toscana

Prato, cosa vedere e cosa fare nella città toscana


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Cosa vedere a Prato,
la storia antica della Toscana

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Mappa di Prato

icona-articoloCon poco meno di 200.000 abitanti, Prato è la seconda città della regione Toscana, incastonata tra Firenze e Pistoia. Posta ai piedi del Monte della Retaia e attraversata dal Bisenzio, la città è tra le più ricche a livello storico, culturale e artistico. I suoi poco meno di 20 km di distanza dal capoluogo di regione l’hanno in passato relegata a semplice escursione ma oggi viene rivalutata come meta primaria, grazie anche al suo centro storico ben protetto dalle antiche mura. Pronti a scoprire cosa vedere a Prato?

 

Cenni storici

Le origini di Prato risalgono al periodo Neolitico ma è durante il periodo etrusco che la città ha iniziato a farsi conoscere. Conquistata dai Romani, che ampliarono la sua importanza, Prato venne poi occupata dai Bizantini e rasa al suolo nel VI Secolo. La ricostruzione avvenne per opera dei longobardi, periodo in cui il nucleo abitato iniziò nuovamente a ripopolarsi e a diventare un Libero Comune. Durante l’epoca medievale Prato si cinse con due cerchie di mura per proteggersi dall’espansione di Firenze e cedendo il suo territorio al re di Napoli.

Nel 1351 Prato venne venduta a Firenze che le fornì una piccola autonomia ma governandola dal punto di vista economico. Presto la città divenne fiorente grazie all’esperienza nella rifinitura dei tessuti che le permise di diventare dapprima città e in seguito Diocesi. Grazie alla sua vicinanza con il capoluogo toscano, meno di 20 km, Prato assunse un ruolo fondamentale per l’economia del capoluogo di regione. Oggi visitare Prato significa passeggiare in un centro storico medievale ricco di cultura.

 

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Cosa vedere a Prato

Cosa vedere a Prato, dettaglio antica abitazione

Scopriamo Prato programmando una passeggiata nel suo meraviglioso centro storico. Ricco di locali, bar e antiche botteghe, il centro di Prato è il vero protagonista di una giornata trascorsa in questa città. A prescindere da dove avrete deciso di entrare, le vie del fulcro cittadino vi porteranno a conoscere il Duomo, il Teatro Metastasio, il Palazzo Pretorio e le altre attrazioni che meritano essere, una dopo l’altra, visitate. Non ci rimane altro che iniziare la nostra piacevole passeggiata per scoprire cosa vedere a Prato.


Cattedrale di Santo Stefano, il Duomo di Prato

Cosa vedere a Prato, la Cattedrale di Santo Stefano

Intitolato a Santo Stefano, il Duomo è indubbiamente il primo tra gli edifici da inserire nella nostra scoperta delle cose da vedere a Prato.

Costruito con preziosi marmi bianchi e verdi locali, la Cattedrale è un vero capolavoro del romanico toscano che colpisce per la sua bella facciata e per il Pulpito di Michelozzo e successivamente decorato da Donatello. L’attuale facciata risale al 1386 che venne sovrapposta a quella precedente. Tra le due troviamo un piccolo corridoio che permette l’accesso al pulpito esterno. Le prime notizie che riportano la cattedrale risalgono al 994, mentre un primo restauro avvenne nel XII secolo e poi nel XIII, con l’ausilio del maestro Guidetto.

Al suo interno troviamo la cappella che custodisce la Sacra Cintola mentre meritano osservare con cura gli affreschi, recentemente restaurati e riportati agli antichi splendori.

 

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Museo dell’Opera del Duomo

Sempre nella Piazza del Duomo troviamo una delle altre cose da vedere a Prato, il Museo dell’Opera del Duomo. E’ posto alla sinistra rispetto alla cattedrale e ospitato all’interno del Palazzo Vescovile. La sua inaugurazione risale al 1967 e già il decennio successivo vide il suo ampliamento, resosi necessario per ospitare i rilievi del pulpito donatelliano, rimossi nel 1970 dall’esterno per preservarne la conservazione.

Al suo interno troviamo una serie di opere connesse alla cattedrale e religiose in generale.
Il Museo dell’Opera del Duomo richiama pubblico per la Sala della Sacra Cintola, interamente dedicata alla reliquia venerata a Prato dal lontano XII secolo. Si tratta della cintura della Madonna, rappresentata nell’altorilievo in marmo a opera di Niccolò di Cecco del Mercia, scultore senese. Tra le opere imperdibile la grande pala d’altare di Filippo Lippi che raffigura le esequie di San Girolamo.

 

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Palazzo Pretorio

Cosa vedere a Prato, Il Palazzo Pretorio Poco distante dalla Piazza del Duomo ha sede Palazzo Pretorio, posto nella Piazza del Comune. Al suo interno è conservato il Museo Civico, la più antica istituzione culturale di Prato. In precedenza era ospitato, dal 1858, all’interno del Palazzo Comunale.

Il Palazzo Pretorio è nato tra il tra il XIII e il XIV secolo dall’unione di tre differenti palazzi, come facilmente riconoscibile guardando la struttura che sono in parte in pietra bianca e l’altra in mattoni. Nei suoi tre piani di edificio, all’ingresso ha sede la sala conferenze e due grandi sale adibite a ospitare le mostre temporanee. I piani superiori ospitano invece le sale della mostra, che dopo la riapertura nel 2014 dopo quasi vent’anni di chiusura, è tornata a ospitare il patrimonio che simboleggia Prato e la sua nascita.

 

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Palazzo Municipale

Giusto di fronte al Palazzo Pretorio troviamo il Palazzo Comunale. Le sue origini risalgono al Duecento e modificato nel 1791, con importanti interventi di manutenzione. La struttura si presenta sviluppata orizzontalmente, con diversi edifici la cui costruzione risale a diversi periodi, tutti poi rivisti durante il corso dei secoli. Quello che nel Quattrocento era lo spazio adibito per i banchi del mercato, venne rimaneggiato nel Seicento per la realizzazione del Teatro dei Semplici, il primo teatro pubblico della Toscana. Due secoli dopo venne anch’esso demolito per dare modo di costruire gli Uffici della Cancelleria.

Al suo interno ha sede il Grande Salone del Consiglio, il luogo deputato per accogliere le assemblee comunali, rispettando il suo scopo di luogo predisposto alla vita politica cittadina. Nella piazza ha sede la copia della Fontana del Bacchino la cui opera originale è custodita nel cortile interno del Palazzo Comunale.

Proseguendo la nostra passeggiata raggiungeremo quindi la Chiesa di San Francesco, posta nell’omonima piazza a poche centinaia di metri dal Palazzo Pretorio. Riconoscibile per la sua facciata a fasce bianche e verdi alternate, la Chiesa di San Francesco ospita al suo interno la tomba di Francesco Datini, il mercante di Prato. Se volete conoscere la vita dell’imprenditore e benefattore di Prato visitate il Palazzo Datini, in via Ser Lapo Mazzei 43. La sua notorietà è attribuita al ricco archivio di registri ritrovato solo nel XIX secolo e che ha permesso di comprendere quali fossero gli affari di un mercante del XIV secolo.

 

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Basilica di Santa Maria delle Carceri

Cosa vedere a Prato, Basilica di Santa Maria delle Carceri

In passato sede delle carceri cittadine, la Basilica di Santa Maria delle Carceri venne costruita proprio dove in passato venivano messi in custodia i malandrini della città. La sua conversione avvenne a seguito di un’apparizione della Madonna che convinse alla chiusura del carcere per la realizzazione della nuova chiesa. E’ uno tra gli edifici di maggiore importanza a livello di architettura rinascimentale e la sua costruzione avvenne per opera di Giuliano da Sangallo, uno degli architetti più importanti del Rinascimento.

Gli interni vennero costruiti tra il 1486 e il 1495 mentre l’esterno venne iniziato diversi anni dopo, senza venire però mai effettivamente concluso. Il risultato è un’edificio con pianta a croce greca, completamente simmetrico. Al suo interno sono custodite varie opere d’arte.

 

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Castello dell’Imperatore

Cosa vedere a Prato, Castello dell'Imperatore

Giusto accanto alla Basilica di Santa Maria delle Carceri troviamo quello che è probabilmente il punto attrattivo principale della città, il Castello dell’Imperatore. Costruito in stile tipico dell’architettura sveva, il castello ha le sue origini nel 1240 per volontà proprio dell’Imperatore Federico II di Svevia. Qui in precedenza aveva sede il Castello degli Alberti, costruito per diventare il quartiere generale del vicario dell’Imperatore ed essere il fulcro per la conquista di Firenze.

Di pianta quadrata, il castello ha una dimensione di circa 40 metri per ogni lato in cui in ogni angolo hanno sede torrioni, altrettanto di pianta quadrata. La cinta muraria ha invece uno spessore di due metri e mezzo, a protezione di eventuali attacchi. Attualmente è utilizzata come sede estiva di eventi e concerti, grazie anche a un panorama unico che è possibile ammirare e che rendono i vari concerti davvero imperdibili.

 

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Museo del Tessuto

Tra le cose da vedere a Prato impensabile non fare una sosta al Museo del Tessuto, l’edificio che celebra l’importante tradizione tessile della città. In questo percorso avrete modo di trovare racchiuse le varie epoche, le tante tecniche di realizzazione avvenute durante i secoli e i tanti tessuti preparati.

Inaugurato nel 1975 nei locali dell’’Istituto Tecnico Industriale Tessile Tullio Buzzi, dal 2003 trova definitiva sede nei locali della Ex Fabbrica Campolmi.
L’antica fabbrica era la più grande fabbrica all’interno delle mura del centro storico di Prato e la sua specializzazione era la cimatoria. Parliamo dell’arte della lavorazione del tessuto che prevede la regolarizzazione dei peli del tessuto stesso.

 

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Cosa mangiare a Prato

Cosa vedere a Prato, piatto di cantucci

Tra i vanti di Prato trova spazio anche la gastronomia, la cui tradizione qua è davvero storica. Sono tantissime le preparazioni tipiche della città e del territorio, quasi sempre caratterizzate da  ingredienti poveri e semplici.

Dalla gastronomia di Prato trae origine l’essenza pura della cucina povera italiana con la Pappa al pomodoro, ancora oggi molto popolare nonostante le sue origini vadano ricercate nella cucina contadina. La Bozza Pratese è invece il tipico pane della città, preparato senza sale come praticamente tutto il pane realizzato in Toscana.Tra gli alimenti più classici troviamo diversi piatti realizzati con i fichi di Carignano e molti anche con la nota mortadella di Prato. Preparazione secolare di questi territori è inoltre la Farina di Castagne.

Vista la posizione geografica, la carne è tra gli alimenti più consumati grazie al bestiame allevato nel Mugello. Tra i dolci vanno ricordati i Cenci, preparati per carnevale e l’immancabile Castagnaccio. Imperdibili i biscotti di Prato, meglio noti come Cantucci, tradizionalmente accompagnamento del vin santo ma anche le Pesche di Prato, soffici paste bagnate con l’alchermes e al loro interno un cuore di crema.

La produzione vinicola del territorio è presente con il Carmignano, il celebre rosso DOCG le cui origini risalgono addirittura al Medioevo e vino apprezzato dall’allora Famiglia Medici. Il già citato Vin Santo è invece il vino dolce per eccellenza di tutta la regione, preparato con le uve migliori della vendemmia e lasciate appassire in cassette di legno per quattro mesi in stanza ventilate.

Ultimo aggiornamento: 8 Novembre 2021


 

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