Visuale aerea su Poschiavo, Svizzera
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Cosa vedere a Poschiavo

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Icona articolo onemagNella punta meridionale dei ⇒ Grigioni troviamo il delizioso borgo di Poschiavo, località attraversata dal fiume Poschiavino. Siamo anche a pochi km dal Passo del Bernina, il valico alpino che mette in comunicazione la val Poschiavo con la Valtellina. Poschiavo è infatti una cittadina di transito, caratteristica che le ha permesso un fiorente sviluppo grazie alle tante carovane che si dirigevano aCoira o in Valtellina.

I trafori alpini hanno poi compromesso l'economia, ritornata fiorente con il passaggio del → Bernina Express, il famoso “Trenino Rosso” eletto Patrimonio dell’Umanità UNESCO per l’eccellente servizio panoramico che offre ai turisti.

L'inaugurazione della Ferrovia del Bernina è avvenuta nel 1910 e da quell'anno l'intero territorio del borgo montano ha saputo attrarre turisti e visitatori, ispirati dal fascino di una località storica. Passeggiando tra le sue stradine acciottolate si potranno ammirare le antiche abitazioni, quelle che ancora oggi conservano il tetto in pietra, come si usava tra il XVI e XIX secolo.

Se ne avete la possibilità, scegliete di visitare Poschiavo il 1 Marzo, il giorno in cui si celebra la storica Chalandamarz, la giornata che segna l'arrivo della primavera e a suon di campanacci si allontana l'inverno. Sono diversi i villaggi della val Poschiavo e della Val Mesolcina dove viene celebrata, ognuna con caratteristiche diverse e per questo imperdibili. Viene anche festeggiata in Engadina, il Val Sursette, in Val Bregaglia e in Valposchiavo, tutte mete che potranno essere visitate una dopo l'altra. Pronti ora a scoprire cosa vedere a Poschiavo?

 

Cenni storici

Splendida vista panoramica della città di Poschiavo nella valle con le Alpi svizzere sullo sfondoLe prime notizie della Val Poschiavo risalgono all'età del bronzo e del ferro, come confermato da alcuni ritrovamenti. Durante il periodo romano, la valle venne inglobata nel Municipio romano di Como, ragione per cui oggi la lingua principalmente parlata è l'italiano anche se ancor di più viene utilizzato il pos'ciavin, dialetto simile al lombardo con influenze del romancio. Nel 602 la valle venne occupata dai Longobardi prima e dai Franchi dopo.

I borghi di Poschiavo, Bormio e Mazzo vennero in seguito donati dai re carolingi all'Abbazia di St.Denis a Parigi, offerta contestata dal vescovo di Como ma anche dal vescovo di Coira, allora pretendente di dominio del territorio. Furono i feudatari di Matsch Venosta a subentrare sui diritti allora posseduti dall'abbazia diventando poi vassalli del vescovo di Coira, vedendosi riconoscere i diritti di giurisdizione.

Nel 1335 Como e la Valtellina divennero dominati da Milano, ossia dai Visconti. Il secolo successivo i poschiavini si ribellarono chiedendo protezione al vescovo di Coira, entrando quindi nella Lega Caddea. Nel 1471 venne creata la Repubblica delle Tre Leghe, il risultato di un accordo tra la Lega Caddea, Lega Grigia e Lega delle Dieci Giurisdizioni.

 

La Valtellina e i Grigioni

L'occupazione della Valtellina da parte dei Grigioni, nel 1512, diede una nuova prospettiva a Poschiavo. Da importante via di collegamento, il borgo riuscì a trarre importanti benefici economici.

Nel 1797 fu Napoleone Bonaparte ad annettere la Valtellina alla Repubblica Cisalpina ma la Val Poschiavo scelse di rimanere fedele ai Grigioni, creando una divisione netta che creò seri problemi economici e non solo a Poschiavo. Nel 1801 la Repubblica delle Tre Leghe entrò nella Repubblica Elvetica ma ancora una volta i poschiavini scelsero di ribellarsi.

Due anni dopo anche la Val Poschiavo, con tutto il Canton Grigioni, entrò nella Confederazione Svizzera. Nel 1869 un decreto federale portò la Val Poschiavo dalla diocesi di Como a quella di Coira e qualche anno dopo venne realizzata una nuova costituzione comunale.

Poschiavo in epoca recente

Il XVII secolo fu periodo di migrazione, prima verso la Serenissima Repubblica di Venezia e, il secolo successivo, verso Spagna, Francia e Inghilterra.

L'economia agricola di Poschiavo e della sua valle non permetteva una crescita economica e solo l'arrivo della Ferrovia del Bernina, nel 1910, diede un nuovo impulso. Oggi l'attività turistica è altrettanto importante ma nonostante un periodo indubbiamente più florido, ancora oggi molti sono i giovani che scelgono di emigrare verso altri cantoni per trovare un lavoro.

Dal 2016 Poschiavo è annoverata nel circuito de I borghi più belli della Svizzera.

 

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Cosa vedere a Poschiavo

Cosa vedere a Poschiavo, circolare viadotto ferroviarioPoschiavo è una cittadina prestigiosa e ricca di luoghi di interessi.

Il nostro itinerario parte dalla Piazza da Cumün, su cui si affaccia la pregevole Collegiata di San Vittore Mauro, incredibile opera architettonica che unisce lo stile tardo gotico con il romanico che caratterizza l'alto campanile adiacente. Accedendo nell'edificio si possono ammirare una serie di dipinti murali davvero eccellenti, raffiguranti la Madonna, il Cristo Benedicente e San Vittore.

Affacciato a sud si trova l’Oratorio di Sant’Anna, struttura facilmente riconoscibile per le sue tre cupole ad altezza graduale e la navata quadrata. Anche questo pregevole edificio conta numerosi affreschi e statue di alto livello: Maria Vergine, Santa Caterina da Siena e San Domenico di Guzman. Dal 1903 la loggia dell'Oratorio Sant'Anna è stata convertita in ossario, accessibile al pubblico unicamente durante la visita guidata.

Altro luogo di grande interesse nel centro di Poschiavo è la Chiesa di Santa Maria Assunta che si eleva su un terrazzo artificiale, con un elegante campanile, due cappelle laterali e un'ambiente interno a unica navata.

Prossima tappa nel nostro itinerario è presso il Palazzo Comunale caratterizzato dalla torre difensiva dotata di campana. Questo palazzo signorile fu, in passato, sede degli Olgiati e dei Von Matsch, e teatro di processi alle presunte eretiche. Risalente al Seicento è il Palazzo Mengotti, intitolato al Podestà che se ne appropriò dopo la famiglia Bassi, questi proprietari per tre cenni.

 

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Palazzi civili e musei di Poschiavo

Altra importante attrazione turistica è il Palazzo Mengotti, costruito al 1655 da Tommaso de Bassus, allora Podestà di Poschiavo.

Si tratta di un pregevole monumento architettonico intitolato a Lorenzo Mengotti, membro di una nobile famiglia locale, che lo acquistò nel 1701 dal figlio di Tommaso de Bassus. Il palazzo è soprattutto noto per essere la sede del Museo Poschiavino e della sua ricca esposizione. Il museo, uno dei più importanti nei Grigioni tra quelli legati alla cultura e alla storia locale, permette di scoprire le origini e il passato di Poschiavo. Di grande rilievo i reperti relativi alla civiltà contadina e all'economia agricola del territorio.

Completano la ricca offerta turistica il Palazzo Matossi, il Palazzo Dorizzi e il cosiddetto Albergo della Posta, arricchito dalla bella Sala delle Sibille.

Per la prossima tappa abbiamo selezionato uno dei luoghi migliori di tutto il Canton Grigioni in cui poter scoprire lo stile di vita dei poschiavini contadini: la Casa Tomè. Visitando questa piccola casa-museo si scoprono i tipici ambienti casalinghi che accomunavano le abitazioni rurali della comunità contadina locale. Dalle umili camere da letto alle stalle, come ai bagni, al cortile e al forno.

 

Il Quartiere Spagnolo

Da non perdere il pittoresco Quartiere Spagnolo. Il quartiere è intitolato in onore agli autori degli edifici: un gruppo di poschiavini successivamente tutti emigrati in Spagna, e in minor parte Polonia, che trovarono successo in qualità di pasticceri.

Nel quartiere si possono ammirare una serie di lussuose dimore ottocentesche. Tra queste spicca la Casa Console, appartenuta al maestro pasticcere Antonio Semadeni, divenuto perfino console onorario in Polonia. Oggi l'edificio ospita l'esposizione del Museo d'Arte, composto da un'interessante collezione di dipinti di artisti svizzeri e tedeschi. Ultima, importante, attrazione è la Via d’i palazz, complesso creato dall’agglomerazione di case costruite da emigrati in Europa. 

 

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Il Lago di Poschiavo e i dintorni

Panorama aereo sulla valle di Poschiavo
Panorama aereo sulla valle di Poschiavo

Nella sponda meridionale di Poschiavo, a circa a 2-3 chilometri dal centro storico, si sviluppa il bel Lago Naturale di Poschiavo. Si tratta di un lago di frana, scesa alla fine dell'ultima glaciazione dai fianchi del Monte Giümelin. Il lago è perlopiù noto per offrire incredibili panorami spettacolari. Questo lago conversa oltre 120 milioni di metri cubi di acque completamente incontaminate, in parte utilizzate per la produzione di energia idroelettrica.

Poschiavo è considerata un punto di riferimento naturalistico di grande impatto turistico. Il territorio di Poschiavo è delimitato da numerose aree naturalistiche di grande valore, come per esempio la Val di Campo con i suoi magnifici laghi montani. Il lago Saoseo, altro specchio d'acqua qua situato, è circondato da boschi di larici, cembri e pascoli alpini visitabili sia a piedi che in mountain bike. Molti sono gli alpeggi (come quelli all’Alpe Selva), che accompagnano il visitatore al Giardino dei Ghiacciai di Cavaglia, disseminato di testimonianze riferibili all’ultima grande glaciazione, le Marmitte dei Giganti.

Immancabile, ovviamente, la Ferrovia del Bernina, specifico tratto della Ferrovia retica che collega St. Moritz a Tirano presentandosi come la più alta trasversale ferroviaria alpina a elevatissima pendenza colmata senza cremagliera. Per ammirare di una vista emozionante potete raggiungere l’Alp Grüm, affacciata a 2.091 metri di altitudine sul Passo del Bernina e il Piz Palü.

 

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