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Cosa vedere a Portonovo, Ancona
La Riviera del Conero

Riviera del Conero | Cosa vedere nella Riviera del Conero

icona-articoloA pochi km da Ancona troviamo la Baia di Portonovo, un territorio ricco tra monumenti e spiagge, il tutto ai piedi del Monte Conero.
Lungo la costa delle Marche, Portonovo è idealmente suddivisa in tre differenti parti.
L’area più settentrionale è nota come Mezzavalle, lo stesso nome di una delle sue spiagge più note. La zona centrale è quella maggiormente frequentata dai turisti, quella ricca di alberghi e ristoranti. L’ultima zona, quella più a sud, è compresa tra la torre costiera e una piccola chiesetta ed è invece la meta dove si ritrovano gli amanti del windsurf, grazie a una presenza importante di venti.

Cenni storici

Cosa vedere a Portonovo, mappaLa storia di Portonovo è sicuramente antica, considerati alcuni ritrovamenti che la collocano già abitata nel periodo classico. Il primo documento ufficiale è tuttavia molto più recente, risalente al 1034 quando si identifica nel territorio la costruzione di un tempio intitolato alla Madonna.

I secoli successivi vedono invece il paesino in provincia di Ancona essere abitato da personaggi più insoliti, tra naufraghi, disertori, uomini di cultura e anche schiavi. Questo andirivieni di persone non sempre raccomandabili costrinsero i monaci ad abbandonare la baia, complice anche l’arrivo sempre più frequente di pirati e corsari. A questo occorre aggiungere i vari conflitti ma anche i problemi di salute, come l’arrivo della peste, e non per ultimo i terremoti. Portonovo divenne tra l’XI secolo e la metà del XIV secolo un vero e proprio approdo per chiunque e da qualunque posto provenisse.

Portonovo, la terra dei facili approdi

Di fatto tra il XVI e il XIX secolo, Portonovo divenne una terra da conquistare e da saccheggiare. Le fortificazioni costruite in quel periodo si confermano necessarie nel tentativo di limitare gli sbarchi nemici. Gli abitanti si trovarono costretti a difendere non solo il nucleo abitato ma anche l’intero territorio, applicando anche pene molto severe per coloro trovati a pescare nei laghetti o a tagliare gli alberi che circondavano l’abitato. L’obiettivo era ovviamente anche preservarlo, il territorio, concedendo un giorno alla settimana, la domenica, per la pesca e la caccia e un’intervento ogni decade per invece il taglio degli alberi.

Se Portonovo cercava di tutelare il territorio, diversamente era l’intervento umano al di fuori dei confini territoriali. L’annessione all’Unità d’Italia vide il decadimento del borgo, essendo posta -come per tutti gli altri beni ecclesiastici – all’asta per essere acquisita da un signorotto che possedeva qualunque cosa fosse sul territorio, compresi i pesci dei laghetti fino a ogni singolo ramo. Il signorotto di Portonovo era il protagonista di ogni cosa, diventando inoltre nel tempo anche in più persone, complicando ulteriormente la vita nella cittadina.

Portonovo nella storia recente

La storia più recente trova in Portonovo una serie di distruzioni senza precedenti, l’intero sistema deturpato con i laghetti interrati, la vegetazione distrutta per costruire alberghi e ville, oltre che per favorire i campeggiatori.
Solo l’arrivo di un piano territoriale, nel 1969, Portonovo vede bloccare ulteriori scempi territoriali. Ma l’arrivo di un piano regolatore è lontano, in quegli anni ognuno decide di prendere un pezzo di terra e farci quello che meglio crede. Non è difficile pensare alla Portonovo degli anni ’70 come a un territorio periferico delle grandi realtà urbane, un agglomerato sparso tra baracche e casupole senza valore, quantomeno urbanistico.
Nel 1976 arriva finalmente l’inversione di tendenza, l’abbattimento delle costruzioni abusive e un tentativo di organizzare l’abitato con un certo criterio.
Oggi la baia di Portonovo è organizzata per difendere il patrimonio naturale inserendolo nella collettività.

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Cosa vedere a Portonovo

Cosa vedere a Portonovo, Riviera del Conero, Marche
Torre di Guardia

Sono vari i monumenti che ricordano l’importante presenza storica di Portonovo.

Tra questi meritano essere visitati la Chiesa di Santa Maria, splendido esempio di architettura romanica nelle Marche, costruita dai monaci benedettini nel 1034.
La macchina fotografica Torre di Guardia, nota anche come Torre Clementina poiché fatta costruire da papa Clemente XI nel 1715 come luogo di osservazione per prevenire attacchi dai pirati.
Acquistata dalla famiglia de Bosis durante l’annessione delle Marche all’Italia, il piccolo fortino diede ristoro tra gli altri a Gabriele d’Annunzio che poi lo citò nella sua opera L’acqua tace.
Infine da non perdere tra le cose da vedere a Portonovo il Fortino Napoleonico, costruito nel 1810 come difesa dalle navi della flotta inglese che potevano proprio approdare a Portonovo per la conquista del territorio. Oggi viene ricordato dalla manifestazione nota come Porto Nuovo 1811. E’ stato recentemente restaurato, negli scorsi anni ’60.
Non perdiamoci infine i due laghetti, splendida attrazione naturale. Sono il Lago Profondo e il Lago del Calcagno, noto anche come Lago Grande.

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La spiaggia di Portonovo

Appartenente al comune di Ancona, la spiaggia di Portonovo è collocata ai piedi del Conero e si caratterizza per i suoi sassi bianchi che contrastano la macchia mediterranea alle sue spalle.
Con un mare tipicamente turchese, cristallino e trasparente, le acque invitano a fare il bagno, grazie anche a un territorio estremamente protetto.
Posizionata a una decina di km da Ancona, la spiaggia di Portonovo è a tratti libera e nel rimanente spazio attrezzata.

Prima di sdraiarsi, non dimentichiamoci di osservare sia il Fortino Napoleonico, oggi convertito in albergo, e la Torre di Guardia, entrambe facilmente osservabili dalla spiaggia.
Si può facilmente raggiungere in auto oppure attraverso i vari sentieri che anticipano un contesto tra i più avvolgenti di questo tratto della Riviera del Conero.
Nelle vicinanze si trovano molti ristoranti, ideale per un pranzo o una cena a base di pesce appena pescato con la meravigliosa vista del mare come sfondo.


 

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