Vista panoramica di Portogruaro con il Fiume Lemene

Portogruaro (Venezia) | Cosa vedere a Portogruaro


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Cosa vedere a Portogruaro

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Mappa di Portogruaro, Venezia

Icona articolo onemagPortogruaro ricopriva un ruolo peculiare già in epoca romana come centro di commercio perché 2 strade militari si incrociavano  proprio qui.  Il  centro storico molto pittoresco possiede magnifici palazzi medievali con altrettante piazze degne di una visita. D’estate si riempie di turisti delle città delal costa del Veneto orientale come Caorle, Bibione, Eraclea,ecc.

Portogruaro è stata la meta di questa prima fredda domenica di gennaio. Situata a pochi passi dal Friuli, ma ancora in territorio veneto, ha una caratteristica tutta sua, che non è tipicamente veneziana, né tantomeno friulana. Un mix di caratteri, dunque, che abbiamo modo di esplorare in poche ore (Portogruaro non è una metropoli), e che può essere uno spunto per una prossima visita nei dintorni, ricchi di siti archeologici romani.

Parcheggiamo la macchina in zona San Nicolò è iniziamo il nostro itinerario di visita di Portogruaro con la porta di San Gottardo, una delle poche testimonianze dell’antica cinta muraria costruita nel 1265, di cui rimane solo l’antico fossato. Il centro storico di Portogruaro consta essenzialmente di due vie sinuose, lunghe più di un chilometro, parallele al fiume Lemene che scorre al centro. Seguiamo subito via Martiri della Libertà, e passeggiamo circondati da edifici del ‘400 e ‘500, quasi tutti con caratteri gotici ed alcuni anche con facciate dipinte.

Cenni storici

Panorama sulla città italiana di Portogruaro in una giornata di soleL’atto di nascita di Portogruaro si fa risalire al 1140, anno in cui Gervino, vescovo di Concordia, concede ad alcuni Portolani un terreno in riva al fiume Lemene, per costruirvi un porto, case e magazzini. L’atto sancisce la presenza di Portogruaro nell’ambito della Patria del Friuli.

Il porto sul fiume Lemene rende la città una tappa importante nei commerci tra Venezia e l’Austria, tanto che si rafforza e si arrichisce e ottiene una larga autonomia politica di tipo comunale.

Nel 1420 entra a far parte della Repubblica di Venezia che in quell’anno, in seguito alla politica di espansione sulla terraferma, si annette il territorio della Patria del Friuli e con esso Portogruaro. Sotto la giurisdizione della Repubblica di Venezia la città rimane per 3 secoli, godendo di privilegi economici dovuti alla sua felice posizione geografica e di una prosperità che si può intuire ancor oggi nella sua architettura civile dei sec. XV e XVI, che la fa sembrare una piccola Venezia.

Nel 1797, col trattato di Campoformio, Napoleone, vincitore sulla Serenissima, cede all’Austria il territorio dell’ex veneta Repubblica, compresa Portogruaro.

La dominazione austriaca dura fino al 1866, tranne la breve parentesi del 1848 quando anche in città, sulla scia dei moti libertari che percorrevano l’Europa negli anni della Restaurazione, si instaura un breve periodo di regime repubblicano. Nel 1866 Portogruaro entra infine a far parte del Regno d’Italia di cui condivise in seguito le vicende storiche.

 

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Cosa vedere a Portogruaro

Paesaggio urbano di Portogruaro con Cupola Sant'AndreaIn pochi minuti arriviamo nella vivace Piazza della Repubblica, abbellita in alcuni tratti da palme, dove ammiriamo il caratteristico palazzo Comunale, di forme gotiche, e simbolo di Portogruaro.
Tempo per le foto di rito e visitiamo a pochi passi il vicino Duomo, eretto nell’ottocento nel luogo di un’antica chiesa romanica, di cui resta l’agile ma inclinato campanile. Speriamo non si inclini ancora di più perchè è proprio a pochi metri dal Duomo!!

Subito dietro il Duomo, raggiungiamo il punto più caratteristico di Portogruaro: i due mulini sul fiume Lemene. Qui il corso del fiume viene sbarrato da due mulini del ‘400 in una posizione davvero suggestiva.

Tra salici piangenti e edifici medievali, troviamo il caratteristico loggiato della pescheria con la piccola cappella della Beata Vergine delle Grazie, la cui devozione risale alla prima metà del ‘600. Era norma, fino a non molti anni fa, che il commercio del pesce a Portogruaro si svolgesse proprio in questa  pescheria da parte di pescatori provenienti dalla vicina Caorle; furono gli stessi pescatori che decisero di costruire questa piccola cappella come protettrice del loro lavoro.

Pure qui sosta foto e attraversiamo il piccolo ponte sul Lemene arrivando nella via del Seminario, tratto dell’altra arteria principale che si svolge, parallela a via dei Martiri della Libertà, sulla riva destra del fiume.
Lungo questa caratteristica strada vediamo notevoli palazzi, molto affrescati e con giardini e diverse vie laterali che portano il nome di calli, dove alcuni punti sul Lemene hanno la suggestione delle isole lagunari.

Facciamo sosta al museo nazionale Concordiese, uno dei musei archeologici più importanti del nord Italia, ricco per la maggior parte di oggetti di scavo della vicina Concordia Sagittaria e della sua necropoli. Il biglietto costa tre euro (prezzo 2015) e merita davvero la visita.

Ormai la visita di Portogruaro è quasi finita, fotografiamo la Porta S. Agnese, l’unica porta di via Cavour (via Seminario) e ci colleghiamo nuovamente con via Martiri della Libertà, dove arriviamo in pochi minuti di nuovo in piazza della Repubblica.

Come poteva finire una domenica pomeriggio d’inverno a Portogruaro? Con un’ottima cioccolata calda! Quella del caffè Sguerzi, in piazza della Repubblica, è stata particolarmente buona e un’ottima maniera per finire questa domenica pomeriggio nel Veneto orientale.


 

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