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Porta di Brandeburgo,
il simbolo di Berlino

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Porta di Brandeburgo Berlino, mappa
© Google Maps

icona-articoloSimbolo assoluto della città di Berlino, la Porta di Brandeburgo è il monumento tedesco più famoso e visitato. Non bisogna stupirsi: oltre alla sua architettura eccezionale, la Porta di Brandeburgo è anche gigantesca, con una larghezza pari a 65 metri e un altezza di 26. La Brandenburg Tor è l’unica rimasta delle 18 porte di cui era originariamente composta Berlino, quella posta più al confine all’epoca della sua costruzione, nel 1734, ma che presto si ritrovò a essere nel pieno centro cittadino a causa del suo veloce e importante sviluppo territoriale e demografico.

Siamo di fronte a una delle icone di Berlino, un monumento che è stato testimone degli ultimi 3 secoli di vita della capitale tedesca, una porta che viene ricordata anche per i suoi tanti cambi di colore e aspetto. Tuttavia si ricorda in particolar modo per essere posta al confine delle due germanie durante la Guerra Fredda, divenendo simbolo di un mondo e di una città divise. La si ricorda anche per il discorso tenuto nel giugno 1987 dall’allora presidente statunitense Ronald Reagan che pronunciò la frase “Tear down this wall”, “abbattete questo muro“.

La storia della Porta di Brandeburgo

La Porta di Brandeburgo di Berlino, statua con i quattro cavalli

Progettata da Carl Gotthard Langhans e inaugurata nel 1791, la Porta di Brandeburgo è stata ispirata dall’ingresso monumentale dell’Acropoli di Atene. Dopo tre anni di incessanti lavori, la Porta di Brandeburgo venne inaugurata con le sue 12 colonne doriche in pietra arenaria, formando cinque diversi passaggi che permettono il passaggio. Fin dalla sua costruzione, il monumento simboleggiava Berlino, l’ingresso alla città e linea di confine dell’allora tenuta di caccia dell’imperatore.

Due anni dopo l’inaugurazione, la Porta di Brandeburgo venne coronata con la splendida quadriga in bronzo, che rappresenta Eirene, la dea greca della pace. In cima venne eretta la statua con quattro cavalli, la corona prussiana e un’aquila che posa sulla sua mano. La scelta della Porta di Brandeburgo per celebrare la caduta del muro è anche avvalorata dal simbolo che da sempre il monumento ha avuto, quello di pace.

Tra le curiosità forse meno note ricordiamo che la Porta è stata spostata dal suo luogo originale. Napoleone, vincitore nel 1806 di una battaglia contro i tedeschi, decise di rimuoverla per portarla a Parigi, come simbolo di potenza. Rimase tuttavia poco tempo nella capitale francese: nel 1815 l’esercito del generale venne sconfitto nella battaglia di Waterloo e la Porta di Brandeburgo venne subito ripresa per ricostruirla in patria.

Durante la Seconda Guerra Mondiale, per evitare che venisse distrutta, i tedeschi decisero di ricoprirla con una grande bandiera russa posta in cima, ben visibile. Dopo la caduta del Muro tuttavia si rese necessario un accurato lavoro di restauro: un folto gruppo di dissidenti ubriachi la danneggiarono in maniera piuttosto seria, costringendo a un lavoro urgente di recupero. Oggi la Porta di Brandeburgo è perfettamente restaurata e possiamo ammirarla in tutto il suo splendore.

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L’importanza della Porta di Brandeburgo

La porta di Brandeburgo a Berlino, Eirene, la dea greca della pace

La Porta di Brandeburgo venne scelta per celebrare il decimo anniversario della caduta del Muro. Durante l’evento furono gli U2 a suonare davanti al pubblico presente, rendendo la celebrazione di portata internazionale.

È anche uno dei luoghi preferiti dai tedeschi per i festeggiamenti durante la notte di San Silvestro, poiché proprio da questo luogo è possibile godere di una magnifica vista sui fuochi d’artificio. L’adiacente Pariser Platz, una delle principali piazza della città – restaurata anch’essa assieme alla Porta di Brandeburgo – è il luogo pedonale tra i più trafficati nella città.

location_icon onemagPariser Platz, 10117 Berlin

 

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Ultimo aggiornamento 8 febbraio 2021


 

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