Ponte Vecchio, il ponte simbolo di Firenze

Cosa vedere a Firenze: Ponte Vecchio, il simbolo della città toscana ricco di storia e di curiosità. Il primo Ponte Vecchio di Firenze è stato costruito durante l'epoca romana ed aveva una struttura in legno e pietra. Facile pensare che le varie piene dell'Arno lo hanno spesso distrutto, costringendo gli antichi mastri fiorentini a ricostruirlo più e più volte. Conosciamo il Ponte Vecchio a Firenze.

 Cosa vedere al Ponte Vecchio di Firenze

icona-articoloPonte Vecchio, uno dei simboli di Firenze, una delle prime cose da vedere a Firenze. La struttura attraversa, in quello che è uno dei punti più stretti, l’Arno e nella passato si presume sia stato realizzato in legno, più come semplice passerella che vero e proprio guado pedonale.

Oltre che vero e proprio attraversamento, dal XIII secolo il Ponte Vecchio di Firenze si arricchisce di una caratteristica piuttosto insolita, la realizzazione di botteghe di vario tipo. Le piene dell’Arno, come quelle del 1269 e del 1282, distrussero quasi completamente le attività commerciali, costringendo ognuno dei titolari a ricostruire, di volta in volta, le loro botteghe invase dall’acqua.

Siamo di fronte anche al primo esempio di agevolazioni fiscali. Il Comune concesse loro di non pagare l’affitto per qualche anno, in modo da recuperare parte dell’investimento.
Non si dovette attendere molto perchè tutti gli sforzi precedenti furono vani. Una devastante alluvione nel 1333 fece crollare Ponte Vecchio e tutti i ponti di Firenze.

La ricostruzione di Ponte Vecchio a Firenze

Ponte Vecchio di Firenze

L’ennesima piena, anticipata anche da vari incendi, pose un serio problema di progettazione. Era oramai evidente che qualsiasi ricostruzione sarebbe stata provvisoria.
L’obiettivo che si erano posti gli ingegneri dell’epoca era di ridurre la struttura per riuscire, almeno provarci, a garantire una struttura robusta e permanente.
Messa in opera una nuova struttura, il Ponte Vecchio di Firenze si erigeva sul fiume fiorentino per una lunghezza di poco superiore ai 90 metri e al suo interno erano presenti 43 botteghe totali.

La rendita proveniente dagli affitti assicurava al Comune di Firenze una entrata economica certa, garantita dalla presenza di tanti abitanti che sceglievano l’area per i propri acquisti.
Fu del resto proprio il comune stesso a imporre ai macellai di spostare le proprie botteghe sul Ponte Vecchio per evitare sporcizia e anche odori nelle vicinanze delle abitazioni.

Le attività proseguirono senza ulteriori incidenti rilevanti fino alla decisione municipale di vendere le strutture ai privati alla fine del 1400, privandosi della rendita dell’affitto ma incassando in questo modo una cifra decisamente più importante.
Tale decisione compromise in maniera importante l’intera struttura commerciale, venendo continuamente rimaneggiata per realizzare nuovi spazi e volumi all’interno delle nuove proprietà private.

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Ponte Vecchio dopo il 1600

La guida di Ponte Vecchio a Firenze

Le varie trasformazioni resero le botteghe non unicamente riservate alla vendita. La realizzazione, avvenuta durante l’ampliamento dei locali, di un nuovo piano superiore le aveva trasformate in laboratori di gioielleria e di attività similari.

Il secolo trascorse senza eventi di particolare rilevanza fino alla metà del 1700. In quegli anni si rese necessario rivedere l’intero progetto per cercare di ridare dignità ad un ponte che nel frattempo si era trasformato in una serie di botteghe asimmetriche e non organizzate.
Ulteriori interventi per ridare decoro alla struttura furono attivati qualche decennio dopo, a metà circa del 1800, con nuove opere di ristrutturazione e  di messa in sicurezza.

Nonostante l’impegno profuso in questi due importanti interventi, nessuno di loro riuscì a rendere Ponte Vecchio nuovamente decoroso. A complicare ulteriormente il tutto, una devastante inondazione nel 1844 complicò ulteriormente la situazione.

Ponte Vecchio oggi

Guida di Ponte Vecchio, Firenze

La storia più recente ricorda alcuni episodi, come quello del 1944 quando i tedeschi fecero saltare tutti i ponti cittadini, per fermare l’avanzata nemica, salvando proprio unicamente Ponte Vecchio.

Nel corso del secolo scorso numerosi furono i sopralluoghi e gli interventi mirati a rendere sicuro e maggiormente attraente il ponte, tra cui anche il divieto al traffico veicolare.
Ponte Vecchio si rese protagonista anche di un singolare evento. Nel 1966 una terribile alluvione colpì la città di Firenze ma in questa occasione la struttura non venne danneggiata. Divenne anzi un territorio sicuro per la salvaguardia al proprio interno di alcune opere d’arte.

Il Ponte Vecchio che possiamo ammirare oggi è erede di una storia che in qualche modo racconta l’intera Firenze, le sue alluvioni e i suoi incendi, ma anche la voglia incessante di rialzarsi dopo ogni caduta.
L’immagine di Firenze è ancora più valorizzata da un simbolo che incessantemente continua ad attrarre pubblico e turismo, pronto ad apprezzare sia la struttura che la qualità di prodotti esposti, l’unicità di una vetrina esposta come mai nessun’altra al mondo.

Da non perdere in visita a Ponte Vecchio la statua del Cellini, proprio il più grande orafo di Firenze. Da visitare anche il Corridoio Vasariano, costruito nel 1565 da Giorgio Vasari con lo scopo di unire Palazzo Vecchio, la Galleria degli Uffizi, Ponte Vecchio terminando Palazzo Pitti.

 

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