Pompei, la storia ed il sito archeologico

Pompei, la storia ed il sito archeologico, il luogo dove milioni di turisti ogni anno rievocano la terribile distruzione del villaggio a causa del Vesuvio. Ecco Pompei.

La storia di Pompei in breve

Pompei è nota in tutto il mondo per il drammatico evento che coinvolse la zona limitrofa al Vesuvio.
Probabilmente se non fosse stato per il disastro avvenuto il 29 Agosto del 79 d.C., ora Pompei sarebbe rimasta un comune campano abbastanza anonimo, come molti altri.
Recenti studi hanno però ipotizzato che la data dell’eruzione fosse avvenuta due mesi più tardi, il 24 Ottobre del 79. Il tutto a causa di un ritrovamento di una moneta che pare richiamare la 15° acclamazione di Tito ad imperatore, avvenuta l’8 Settembre del 79.

Ironia della sorte, Pompei non fu mai tanto famosa all’epoca quanto lo è ai giorni nostri.
È probabile che l’insediamento fosse nato nel 7° secolo a.C. e faceva parte di una piccola rete di villaggi costieri appartenenti alla tribù italica degli Osci. Un secolo dopo divenne una stazione commerciale greca ed etrusca e più tardi cadde sotto i Sanniti, che la controllarono per 200 anni fino a quando non furono sconfitti dai
romani, nel 290 a.C.

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Dopo l’80 a.C., quando ottenne lo status di colonia romana, la città prosperò.
Divenne una città di media grandezza circondata da mure e con un territorio di circa 55 ettari in cui ospitava tra i 20.000 ed i 35.000 abitanti. Non pochi, per l’epoca.
Il solo altro evento che la riguardò fu un terremoto nel 62 d.C., i cui danni erano stati già dimenticati quando il Vesuvio ridusse la città alle ceneri, 17 anni più tardi.
Pompei rimase sepola per oltre 1500 anni, completamente dimenticata.

Durante l’eruzione la colonna di ceneri si innalzò nel cielo intorno all’una del pomeriggio dopo un potente boato. Questa colonna probabilmente raggiunge i 26 chilometri di altezza,  mancano di solo una decina di chilometri l’atmosfera. Quando questa si abbattè sul territorio circostante alla velocità raggiunge la velocità 100 chilometri orari, seppellendo tutto.

La scoperta di Pompei

I primi cenni della sua esistenza sono da collocare al 1592, durante la costruzione di un canale scolmatore. Ma il vero e proprio periodo in cui i resti vennero in superficie sono collocati molto dopo. Siamo nel 1748 quando Carlo di Borbone, re di Napoli, ordinò una serie di scavi in zona.
Tuttavia molte lavorazioni vennero fatte con il mezzo di trasporto più consueto dell’epoca, il cavallo. Si presume che molte rovine vennero distrutte dal passaggio di decine di cavalli in maniera irreparabile.

Non solo. Con quasi assoluta certezza oltre al danno provocato dal passaggio dei cavalli molti furono i saccheggi avvenuti nel tempo.
Siamo nel 1860 quando l’archeologo Giuseppe Fiorelli portò alla luce gran parte del sito ma anche questi scavi non furono eseguiti con la dovuta accortezza.
Ciò che sopravvisse furono le strade, le case ed altri edifici della città romana, per nulla toccati dal passare del tempo, dall’influsso degli elementi naturali e daivari saccheggi.

Come raggiungere Pompei

La ferrovia Circumvesuviana va dalla stazione omonima di Napoli, su corso Garibaldi fino alla stazione Pompei-Villa dei Misteri, vicino all’entrata principale del sito, a Porta Marina. Le difficoltà attuali nel visitare Pompei derivano dall’alto numero di visitatori.
Ogni anno oltre 2,5 milioni di turisti affollano gli scavi archeologici.
Nel 2001, a seguito della troppa affluenza,
Pompei è stata posta in un elenco di luoghi da parte dell’UNESCO in pericolo.
Oggi le cose sono leggermente migliorate ma spesso gli edifici principali del sito vengono chiusi al pubblico per permetterne il restauro e prevenirne un ulteriore deterioramento.

Ciò che nessuno è stato in grado di migliorare sono i dintorni di Pompei: preparatevi infatti alla notevole profanazione urbana che deturpa i dintorni del sito, per non parlare della vicinanza di arterie trafficate e la non esattamente graziosa Pompei moderna.

A seconda del periodo di visita, siate anche preparati al caldo.
In periodo di forte caldo munitevi di cappelli, creme solari, acqua e naturalmente scarpe comode. 
Il sito è ampio: ci vogliono 25 minuti di cammino dall’anfiteatro alla Villa dei Misteri, alle sue estremità opposte, e ci sarà bisogno di due ore anche per la più superficiale delle visite.

Se siete relativamente di fretta, concentratevi sugli edifici principali tralasciando i percorsi secondari. Sostanzialmente perderete unicamente delle case perlopiù simili una all’altra.
Il periodo ideale è andare nel pomeriggio e meglio ancora fuori stagione, specie in inverno, quando troverete meno folla.
Prestate anche attenzione alle guide locali non autorizzate e, al solito, ai parcheggiatori abusivi posti all’esterno. Le uniche guide autorizzate sono da richiedere all’Ufficio Scavi dall’ingresso di Porta Marina, sul lato ovest – quello marino – delle rovine.
In alternativa munitevi di una audioguida in grado di supportarvi durante la visita.

Il sito archeologico

Le rovine di Pompei

Porta Marina è una delle otto porte originali di Pompei. Un tempo era più vicina al mare, da cui il nome, ma adesso la costa si è allontanata non di poco.
Anche se l’ingresso conduceva direttamente al punto centrale della città, il suo accesso scosceso fece sì che la maggior parte dei carri probabilmente usassero altre entrate intorno alle mura.

Camminando da questo accesso lungo Via Marina, costeggerete il Tempio di Venere sulla destra.
In origine si trattava di uno dei tempi più sontuosi della città, ma la sua posizione di spicco lo rese soggetto a furti e saccheggi nel corso degli anni. Proseguendo sulla strada, sulla sinistra si trova il Tempio di Apollo, il più antico edificio religioso di Pompei.

A destra, dall’altra parte rispetto al tempio, c’è la Basilica, una delle più grandi e importanti costruzioni civiche. La struttura rettangolare accoglieva il tribunale, il municipio, la borsa e altri uffici pubblici. La Basilica è adiacente al Foro, o Forum, rettangolare, la piazza principale della città, con un colonnato e una loggia che corrono su tre dei suoi lati.

Direttamente davanti a voi, all’angolo del Foro, è situato l’edificio di Eumachia. Questo era il lanificio e quartier generale della corporazione della lana e del tessile dell’antica Pompei. Potrete notare il portale decorato e la stanzetta all’interno.

All’estremo angolo sulla sinistra, riuscirete ad ammirare un porticato a tre colonne che delimita l’entrata all’ex Macellum, un mercato al chiuso, in cui probabilmente si vendevano materie prime come carne e pesce.

Uscite dal Foro il lato nord, oltrepassando il Tempio della Fortuna Augusta sulla destra e i piccoli bagni termali a sinistra. Di fronte a queste ultime è la Casa del Poeta Tragico, nota soprattutto per il suo celebre pavimento a mosaico di un cane al guinzaglio e dell’avvertimento che lo accompagna: Cave canem, “Attenti al cane”.

Un isolato dopo a sinistra troverete la Casa del Fauno, una delle strutture più ampie e raffinate del sito. Possiede due cortili interni, fatto particolare considerando che lo standard era di uno solo, ed è nota per il mosaico di un milione di tessere. Questo è ritenuto una riproduzione della Battaglia di Isso tra Alessandro il Grande e il condottiero persiano Dario III, avvenuto nel 333 a.C.

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Il mosaico originale ora è conservato è nel Museo Archeologico di Napoli. Gli studiosi negli ultimi anni hanno concentrato molto il proprio lavoro sul ricreare fedelmente il mosaico all’interno dell’abitazione.

L’edificio possiede anche due porticati che circondano un cortile centrale e quattro sale da pranzo, una per ogni stagione.

Finita la visita raggiungerete il Vicolo parallelo di Mercurio, dove proseguendo si arriverà alla Casa dei Vettii. Si tratta di quella che un tempo fu l’abitazione dei fratelli mercanti che si arricchirono grazie al commercio del vino, e conserva alcuni dei più bei dipinti della città.

Fra le varie scene degli affreschi c’è il murale di un Priapo notoriamente esuberante, una delle molte rappresentazioni romani. La villa, fra i punti più spettacolari di Pompei, è nota per il suo splendido ciclo di affreschi nella sala da pranzo, uno dei più grandi ancora esistenti del mondo antico.

Pompei, le rovine

La maggior parte dei dipinti raffigurano la ricchezza e rappresentavano un tentativo di allontanare il male. Pianificare un giro coerente delle rovine per ridurre al minimo la distanza da percorrere è difficile, ma Villa dei Misteri è un buon punto di partenza.

Nel I secolo, le tombe che custodivano le urne funerarie di tutti i cittadini, eccetto per gli imperatori, le quali erano scavate al di fuori delle mura dei centri urbani Dioniso.

Imboccando la strada principale dell’antica Pompei, Via dell’Abbondanza, si riuscirà ad osservare la vita commerciale di allora, con negozi, bar, case e altri resti simili.
I magazzini sono riconoscibili dalle ampie facciate, mentre le abitazioni private possedevano ingressi più stretti e sicuri.

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