Piuro, il borgo della Valchiavenna

Cosa vedere a Piuro, il borgo della Valchiavenna al confine con la Svizzera. Tra le cose da vedere a Piuro segnaliamo le cascate dell'Acqua Fraggia. Tra le cose da visitare a Piuro ricordiamo la chiesa di Sant'Abbondio e il suo campanile e il Museo degli scavi di Piuro. Inoltre tra le attrazioni da visitare a Piuro indichiamo il borgo di Dasile, gli alpeggi di Corbia e il lago dell'Acqua Fraggia. Ecco cosa vedere a Piuro.

Piuro, il borgo
ai confini con la Svizzera

icona-articoloCi troviamo a Piuro, un comune della provincia di Sondrio da poco meno di 2000 abitanti situato al confine con la Svizzera.
Il suo nome deriva da petrorium, che tradotto diviene “zona di pietre“, visto che il suo territorio ha la perculiarità di essere molto roccioso.
E’ il primo comune appartenente alla Bregaglia, la valle che unita alla Valle Spluga forma la Val Chiavenna.

Cosa vedere a Piuro

Il terriotorio di Piuro

Cosa vedere a Piuro, il borgo della Valchiavenna

La sua posizione è strategica per i transiti su alcuni dei passi più importanti della provincia, come quello del Maloja, del Julier e del Septimer.
La valle è caratterizzata dalla presenza del fiume Mera, il cui nome significa “potente”.
Pietra e Potenza, un binomio che ha portato alla fortuna questo comune abbastanza isolato e lontano dai grandi centri urbani.

La pietra saponaria che viene raccolta sul versante meridionale della valle ha donato al comune ricchezza e popolarità industriale, che, come una reazione a catena, in tempi abbastanza antichi ha aumentato anche il turismo.

Purtroppo Piuro più di 400 anni fa ha assistito ad un evento catastrofico: quello della frana della montagna sul versante opposto, che ha causato un’enorme mole di distruzione e morte.

La gastronomia di Piuro

Queste rocce e il clima particolare hanno però delineato anche l’enogastronomia locale: nelle cavità formate in seguito alle frane, fra gli spiragli dei massi, soffia il sorèl, una corrente d’aria a temperatura costante, tra 6 e 8 gradi.
Questa corrente mite in inverno e fresca d’estate e ideale per la stagionatura e la conservazione di formaggi, vini, salumi.

Il primo documento antico che testimonia l’esistenza del comune risale al 973: il borgo di Piuro è stato dall’11° fino al 19° secolo il centro principale della escavazione e lavorazione della pietra ollare, materiale con il quale venivano prodotte pentole per cuocere e per conservare i cibi.
Queste attività, unita ai dazi sulle merci in transito, come seta e vino, tra la Penisola e l’Europa continentale, procurò al borgo notevoli ricchezze per secoli.

La storia di Piuro

Con la diffusione della Riforma protestante, il comune, che dal 1512 apparteneva ai Grigioni.
La storia di Piuro fu segnata per sempre dal disastro avvenuto la notte del 4 settembre 1618 quando, dopo un mese di pioggia, il monte Conto franò sulla città, che aveva un migliaio di abitanti, e sul vicino paese di Silano, seppellendoli completamente; si salvarono solo le frazioni circostanti.
Da allora l’area colpita è stata oggetto di scavi, che durano tuttora.

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Cosa visitare a Piuro

Cosa vedere a Piuro, il borgo della Valchiavenna, le cascate

Tornati sulla strada si attraversa la frazione di Borgonuovo, dove troviamo una delle cose da vedere a Piuro, le cascate dell’Acqua Fraggia, in parte visibili già dalla strada.
Il torrente omonimo nasce dal pizzo di Lago, a 3000 metri di altitudine, in un punto dello spartiacque alpino dal quale scendono fiumi che sfociano nel mare del Nord, nel mar Nero e nel Mediterraneo.
L’Acqua Fraggia forma una serie di cascate, di cui quelle più in basso, con il loro doppio salto, sono le più suggestive. Grazie al microclima determinato dalla nebulizzazione dell’acqua, sulle rocce circostanti cresce una flora  particolare, con diverse specie rare.

Dalla stessa strada che porta alle cascate si raggiunge la chiesa di Sant’Abbondio, il cui campanile è rimasto intatto alla frana.
La chiesa invece, pure essa scampata al disastro, fu travolta dall’alluvione del torrente nel 1755; in seguito fu costruita quella più a monte, nelle cui sacrestie ha sede il Museo degli scavi di Piuro.

Ancora più in alto, intorno a quota mille, sorge Savogno, raggiungibile con una mulattiera formata da duemila gradini che si arrampica tra boschi di castagni e abeti, larici e betulle. Alle spalle della chiesa di San Bernardino si estende l’abitato formato da case in pietra con balconate in legno, addossate l’una all’altra.

Da Savogno partono le escursioni per il vicino borgo di Dasile, gli alpeggi di Corbia e il lago dell’Acqua Fraggia; itinerari in quota recano alle vette circostanti e ai passi alpini per la valle di Lei.
Proseguendo ancora verso est sul fondovalle, si raggiungono l’area archeologica di Belfort e la frazione di Santa Croce.

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