Le Piramidi di Giza
Il più famoso sito archeologico del mondo

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icona-articoloLe Piramidi di Giza sono probabilmente uno tra i più importanti e noti siti archeologici del mondo, da sempre luogo di fascino per i suoi visitatori. Annoverati tra i Patrimoni dell'UNESCO, la piramidi sono all'interno del complesso della Necropoli di Giza, poco distante da Il Cairo, la capitale egiziana. Sono 25 i km, per l'esattezza, che lo separano dalla capitale in direzione sud e qui troveremo le tre piramidi  tutte realizzate circa quattromila anni fa. Il loro obiettivo era quello di ospitare le tombe dei faraoni della IV dinastia, una delle necropoli sparse nel territorio egiziano, dove ne possiamo trovare altre decine, per un totale di 93.

Realizzarle non fu certo opera semplice, partendo dal numero di blocchi di pietra utilizzati per la loro costruzione. Una stima stabilisce che ne furono utilizzati oltre 2.300.000, ma il numero rimane solo una presunzione. Letteralmente preso d'assalto dai suoi visitatori, la Necropoli di Giza rimane una tra le attrattive più importanti di tutto il territorio egiziano e, per garantirsi di poterle visitare con calma, meglio recarsi alle 8 del mattino, l'orario della sua apertura. La chiusura avviene invece alle 17 tranne in inverno, dove viene anticipata di 30 minuti e nel periodo del Ramadan, quando invece chiude le porte di accesso alle 15.

 

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Piramide di Cheope

Piramide di Cheope. veduta sul lato inferioreFacilmente raggiungibili in taxi, bus e anche in metropolitana, da cui però si dovrà sempre prendere un ulteriore mezzo di trasporto, le Piramidi di Giza sono piuttosto vicini alla capitale egiziana. Una volta usciti dai confini urbani de Il Cairo percorrerete il Viale delle Piramidi, il Sharia El Abram, che ci accompagna giusto giusto di fronte alla Grande Piramide: la Piramide di Cheope.

Nota anche come Grande Piramide, si tratta della più imponente, 140 metri di altezza, unica meraviglia del mondo antico ancora oggi visibile interamente. Si ritiene sia stata costruita indicativamente nel 2570 a.C e per realizzarla migliaia sono stati gli schiavi utilizzati allo scopo. Cheope è uno dei più famosi faraoni della IV Dinastia Khufu, la cui vita è ancora oggi un grande mistero. Non si conosce la paternità e nemmeno la durata del suo regno. L'unico indizio a riguardo lo possiamo trovare dentro il Museo Egizio di Torino, dove è custodito il Canone Reale, redatto durante la XIX Dinastia, che attribuisce a Cheope 23 anni di sovranità.

Al suo interno troverete ambienti angusti e privi di decorazioni e, oggi, non sono più presenti né il feretro o i corredi funerari. Fin dall'antichità era infatti comune saccheggiare le tombe ma sono in molti a ritenere che la piramide non abbia mai contenuto il feretro del faraone. Per diversi studiosi la piramide venne infatti eretta a solo scopo celebrativo e non ha mai avuto la funzione di tomba sepolcrale.

Il Museo della Barca Solare

Nonostante non faccia parte della Piramide intitolata a Cheope e per visitarlo si debba pagare un biglietto supplementare, il Museo della Barca Solare si trova poco distante dalla più grande piramide della Necropoli di Giza. Si colloca in realtà nelle vicinanze di tutte e tre le struttura piramidali ma al suo interno è conservata l'elegante barca a vela appartenuta a Cheope.

La sua costruzione è avvenuta nella seconda metà del secolo scorso dopo che uno studioso, Kamal El - Mallakh, l'ha ritrovata nel 1954. Fu lui a voler dare il via ai lavori per custodire la Barca Solare del faraone Cheope e a volerla inserire in un contesto cosi importante come quello delle piramici. Le barche solari erano navi dalla grande dimensione, realizzate in legno di cedro e usate per i rituali religiosi. Per poter permettere all'imbarcazione di mantenersi al meglio, per la costruzione del museo è stato realizzato un impainto di climatizzazione che mantenesse un giusto equilibrio tra la temperatura e l'umidità.

Distribuito su tre piani, in modo da permetterne la visione da varie altezze, assieme alla barca sono esposti diversi reperti marittimi, preziosi quanto fragili. I visitatori, infatti, sono tenuti a indossare delle scarpe di protezione, fornite dal personale del museo, cosi da evitare di contaminare le reliquie di inestimabile valore.

 

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Piramide di Chefren

Piramide di Chefren, veduta sul sitoGiusto di fianco alla Grande Piramide troviamo quella di Chefren, figlio di Cheope, di dimensioni leggermente più ridotte: intorno ai 136 metri di altezza.

La Piramide di Chefren, in apparenza, sembra elevarsi più della Grande Piramide. Questo, in realtà, è dovuto al luogo di costruzione: la base della Piramide di Chefren è stata costruita su un altopiano calcareo più elevato, che rende l'idea di essere più alta della realtà.

Alla cima della seconda piramide è ancora possibile osservare una piccola parte del rivestimento in calcare lucido, che in origine rivestiva tutte e quattro le facciate. Nella parte inferiore della piramide i grandi blocchi di pietra calcarea sono disposti con scarsa uniformità, mentre man mano che si sale verso la sommità questi sembrano essere invece disposti in maniera più uniforme. Con il trascorrere dei millenni, i movimenti sismici hanno provocato dei micro spostamenti, di pochi millimetri, delle pietre, dando alla piramide una forma più irregolare.

Il complesso funerario interno fu riportato alla luce tra il 1909 e il 1932, con una serie di spedizioni dell'architetto Uvo Holscher finanziate dall'imprenditore tedesco Ernst Von Sieglin. Anche della Piramide di Chefren rimane poco e nulla delle imponenti camere funerarie, eccetto un concio dal peso di oltre quattrocento tonnellate.
Sebbene la struttura esterna sia leggermente più piccola, il tempio funerario della Piramide di Chefren era più esteso di quello di Cheope. Originariamente presentava un unico corpo, con una facciata che si estendeva per più di cento metri e con un vestibolo di quattordici colonne.

 

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Piramide di Micerino

Piramide di Micerino, veduta sul sitoLa terza delle principali Piramidi di Giza è quella di Micerino, più piccola come dimensioni: 66 metri di altezza per una base quadrata di 102. Micerino, figlio di Chefren, non ebbe lunga vita e la morte lo portò via prima che potesse vedere la sua piramide conclusa, portata a termine da suo figlio. La struttura, in origine, era rivestita in granito rosa e pietra calcarea.

La Piramide di Micerino è ubicata a circa 450 metri verso sud-ovest dalla Piramide di Chefren. A differenza delle precedenti piramidi, la struttura della Piramide di Micerino, sia per le dimensioni, che per la qualità edile, ci fa denotare una certa fretta nei tempi di costruzione.

La Piramide di Micerino venne infatti costruita in più riprese, con materiali e tecniche differenti. Il volume interno si aggira sui 250 mila metri cubi, nulla in confronto alle due maggiori, grandi anche dieci volte in più. Le facciate sono imperfette e le pietre sono state poste senza uno schema preciso.

Dentro la Piramide di Micerino fu rinvenuto un pregevolissimo sarcofago, recuperato all'inizio del XIX secolo. Purtroppo, però, il sarcofago fu perso in mare, durante il suo trasferimento verso il British Museum di Londra.

 

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Ultimo aggiornamento 28 giugno 2022