Cosa vedere a Pinerolo, veduta dall'alto

Pinerolo, Piemonte | Cosa vedere a Pinerolo


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Cosa vedere a Pinerolo

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Mappa di Pinerolo, Piemonte
Mappa di Pinerolo, Piemonte

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Città millenaria nella provincia di Torino, Pinerolo è un’affascinante località da un lungo e appassionante passato, culla della Cavalleria Italiana e noto centro turistico nelle Prealpi piemontesi. Ubicata a circa 45 chilometri dal capoluogo Torino, Pinerolo si è vista fortemente crescere in occasione delle Olimpiadi Invernali del 2006.

La città, sfruttando il più prestigioso degli eventi sportivi mondiali, riuscì a rinascere adottando profondi rinnovamenti e promuovendosi come meta turistica. Fino ad allora, infatti, Pinerolo rimase parzialmente in penombra, eclissata da altre vicine destinazioni già affermate. E così, il ricco patrimonio d’arte e cultura che ne caratterizza il centro storico – fatto di antichi palazzi, botteghe tradizionali e scorci pittoreschi – è stato messo in risalto, facendo conoscere al grande pubblico il reale valore di Pinerolo.

Porta di accesso per numerose regioni geografiche nel Piemonte occidentale, Pinerolo è un’importante punto di riferimento per il turismo – tra i vari territori – per la Val Chisone. Impreziosita da una generosa offerta di accoglienza turistica, Pinerolo è una grande cittadina dal deciso carattere residenziale e industriale, che conta al suo interno poco più di 35 mila abitanti.
Non ci resta che partire per scoprire cosa vedere a Pinerolo, la meta piemontese da rivalutare.

Cenni storici

Visuale sul centro storico di Pinerolo, in Piemonte
Visuale sul centro storico di Pinerolo, in Piemonte

La sua storia la vede affermarsi già intorno all’anno Mille, quando un insediamento già parzialmente urbanizzato e desideroso di progredire in virtù della presenza di alcune chiese sparse, un castrum e un monastero di benedettini fondato nel 1064. Da villaggio rurale si passa a piccola regina del Piemonte, forte di un’alimentata economia basata su artigianato e specializzazioni nella tessitura, nell’arte manifatturiera e nella produzione metallurgica allimentata da abbondanza di energia idrica.

Pinerolo nacque, nella sua primitiva forma in epoca tardo medievale, i cui strascichi ricaddero sull’era moderna evidenziandosi in una parte di edifici ancor oggi in ottima salute strutturale.
Pinerolo divenne terreno fertile per l’occupazione transalpina dal 1630 al 1696, quando venne annessa al Regno di Sardegna seppur privata del proprio carattere di fortezza. Dapprima poteva sembrare uno svantaggio, ma di fatto ha giocato a favore della cittadina, che a quel punto si vide legittimata a espandersi urbanisticamente senza più barriere, né fisiche né politiche.

Nel 1849 la Scuola di Cavalleria ha permesso a Pinerolo di essere meritoria del titolo di “Capitale della Cavalleria Italiana”. Tale Accademia è celebrata dal Museo Storico Nazionale, la cui sede si trova dal 1968 nella caserma Principe Amedeo ed espone uniformi, copricapo, bandiere, medaglie, carrozze e persino mezzi corazzati che si ritrovano in una galleria dedicata.

 

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Cosa vedere a Pinerolo

Cosa vedere a Pinerolo, una tipica via
Una tipica via di Pinerolo

Da qui s’inizia a percorrere via Trento e i suoi portici che sfociano in via Principi d’Acaia in salita verso il colle San Maurizio, un trait d’union fra l’antico borgo e la collina che nel Medioevo corrispondeva all’arteria principale cosparsa di botteghe artigiane ed edifici significativi come la Casa del Vicario (che annovera preziosi fregi in cotto e la “pietra della berlina” incubo dei debitori) e la Casa del Senato (vi è ospitata la mostra permanente “La necropoli della Doma rossa e il territorio di Pinerolo in età romana“), sede del Consiglio Cismontano.

 

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Gli edifici religiosi di Pinerolo

Cosa vedere a Pinerolo, la chiesa di San Rocco
La chiesa di San Rocco a Pinerolo

Anima di quello che un tempo era il borgo superiore, la Basilica di San Maurizio sorge dal 1078 con le sue cinque navate, gli affreschi del XV secolo e l’alto campanile trecentesco biforato e triforato con cuspide finale.

Vicino si pone il Santuario della Madre della Divina Grazia con facciata in marmi bianchi il cui naturale sfogo si riversa nel piazzale antistante, sorta di terrazza panoramica gradita ai turisti. Il circondario è siggellato da uno stuolo di chiese che compongono un mosaico ecclesiastico impegnativo. Le sue caselle hanno le caratteristiche più varie inerenti ai principi basilari del luogo di culto. Le chiese di Sant’AgostinoSanta CroceSan Rocco, il Santuario del Sacro Cuore e il Monastero della Visitazione abbracciano il credo cristiano (integrato anche dalla Chiesa di San Domenico e dalla Cappella di Santa Lucia). Il territorio lascia spazio anche alla minoranza religiosa rappresentata dalla Chiesa Ortodossa (ex chiesa di San Bernardino da Siena) e dal Tempio Valdese, inaugurato nel 1860.

Ci spostiamo rapidamente all’area occupata dalla biblioteca Alliaudi, dietro la quale spunta magnifica la Cavallerizza Caprilli, l’emblema identitario di Pinerolo, incarnazione del prestigio infuso dalla vecchia Scuola di Equitazione, un edificio di grandi dimensioni, lineare e luminoso, polivalente e monumentale ma non quanto il signorile Palazzo degli Acaja, colosso di 1.620 mq sviluppato su 5 piani e accorpato a due giardini e una corte interna, statuario in pieno centro storico ma orfano ormai della torre cilindrica presente nel ‘600.

 

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I musei di Pinerolo

Cosa vedere a Pinerolo, i museiA un patrimonio già ricchissimo si aggiunge un apparato museale che ha l’intento di valorizzare Pinerolo in ogni suo aspetto, mantenendo viva la memoria sulla sua progressiva crescita incentivante a spanne notevoli il turismo in Piemonte.

Cascina La Tegassa l’arte contemporanea è di casa e numerosi eventi rinvigoriscono il carattere “En plein Air” del museo; la prima Società Generale Operaia, fondata nel lontano 1848, trova nuova vita nella sede della Società di Mutuo Soccorso, in cui l’attenzione è ampiamente focalizzata in un ventaglio di bandiere ricamate che integrano le antiche attività promosse dal vetusto ente.

In Viale Giolitti s’incastona il Museo Civico di Archeologia e Antropologia, con un percorso permanente mirato alla conoscenza didattica de “I luoghi e i personaggi del Risorgimento a Pinerolo”, oltre alle indagini su Neolitico e Paleolitico; il quadro espositivo si completa con la Collezione Civica d’Arte a Palazzo Vittone, il Museo della Diocesi di Pinerolo, il Museo Etnografico del Pinerolese e il Civico Museo Didattico di Scienze Naturali.

 

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Il Duomo di Pinerolo

Cosa vedere a Pinerolo, il Duomo
Cattedrale di San Donato (Duomo) di Pinerelo

In realtà è scontato affermare che la città non è solo questo, definendosi una straordinaria bomboniera contenente gioielli evinti da una pura ricercatezza formale sempre rispettosa dei canoni estetici: ne è un esempio il Duomo dedicato a San Donato d’Arezzo. L’edificio neogotico che ammalia per merito della stupenda facciata a tre portali su cui troneggiano lunette imperiose.

Moltissime decorazioni interne e dipinti affrescati si devono alla coppia di pittori Giuseppe Rollini e Alessandro Vacca, altre invece sono da attribuire a Enrico Reffo (la pala d’altare raffigurante Cristo in croce e le anime purganti nella Cappella del Crocifisso) e Andrea Marchisio (il Miracolo eucaristico di Torino, il Sacrificio di Melchisedek e la Vita della Madonna nella Cappella del Santissimo Sacramento), in collaborazione con altri artisti il cui contributo si è ritenuto fondamentale nel tempo per pervenire a una bellezza complessiva così esaltante.


 

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