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Cosa vedere a Piglio

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Posto a 620 metri di altitudine, Piglio sorge su un costone tra quello che è il Monte Scalambra e il Monte Pila a Rocca, uno dei borghi più noti dei Monti Simbruini.
Il punto più alto è rappresentato dal Castello Colonna, costruito intorno all’anno 1000 e da dove si è poi propagato il Borgo nel Medioevo.
Oggi il borgo di Piglio, nella provincia di Frosinone, si dirama con due arterie principali che dividono il borgo fino proprio a raggiungere il castello.

Cenni storici

Mappa di PiglioAbitato dagli antichi Ernici, il borgo di Piglio ha origine nel II secolo a.C. e il suo nome pare derivare da una antica leggenda, quella per cui il pileum, il tipico elmo romano, cadde nel territorio a causa del vento dalla testa del condottiero Quinto Fabio Massimo.
Le prime notizie risalgono al 1088 quando il paese era noto come Castrum Pilleum, riportato in una Bolla di Urbano II, eletto proprio nello stesso anno.

La zona è stata con certezza poi conquistata dai romani, sicurezza derivata dalla presenza di numerose ville di cui ancora oggi sono visibili i resti.
Nel secolo XI il borgo frusinate dipendeva da Anagni e nel secolo successivo governato invece dalla famiglia dei De Pileo prima e dei De Antiochia dopo.
La storia la ricorda come governato anche da Cola di Rienzo, il condottiere romano che combattè contro il potere feudale detenuti dai Caetani, dagli Orsini e dai Colonna.
Il secolo XVI inizia con il passaggio di Feudo a Giovanni Borgia per volere del papa Alessandro VI, proprietà mantenuta fino al 1816.

Durante la metà del secolo XVI, Piglio entrò a far parte dello Stato Pontificio, subendo anche i danni di una terribile pestilenza che ne decimò la popolazione nella metà del secolo.
Nel 1799 il borgo venne saccheggiato dai francesi e al suo rientro nello Stato Pontificio venne assegnato al distretto di Tivoli. Giusto cinquant’anni dopo, nel 1849, la storia ricorda il passaggio di Garibaldi, celebrato da una targa visibile nell’attuale Viale Umberto I.

La successiva presa di Roma, nel 1870, vide la proclamazione di Roma Capitale e Piglio venne unito alla delegazione di Frosinone, sotto la giurisdizione della Provincia di Roma.
La successiva unione dell’Italia la vide presente amministrativamente nella Provincia di Roma nel collegio di Anagni. Dal 1927 la Provincia venne suddivisa con la creazione di altre province, quella di Viterbo, Rieti e Frosinone, a cui venne unita.

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Cosa vedere a Piglio, Frosinone

Cosa vedere a Piglio, veduta
Piglio, veduta

Per iniziare a scoprire Piglio è ideale partire dal fulcro storico della cittadina, dove ha sede la Chiesa Collegiata di Santa Maria Maggiore. Risalente alla fine del XIII secolo, oggi possiamo ammirare quello che è l’ultimo restauro, avvenuto dopo i bombardamenti della Seconda Guerra Mondiale, quando circa 1/3 di Piglio è stato distrutto. Merita osservare il rosone della facciata e al suo interno sono osservabili le tre navate. La riconoscerete per la sua caratteristica più evidente, i due campanili gemelli.

Altre chiese che meritano essere visitate a Piglio sono la Chiesa di San Rocco e il Convento di San Lorenzo, quest’ultimo fondato da San Francesco. Altro Convento da poter visitare, almeno esternamente, è il Convento di San Giovanni, risalente al 1620 e dopo essere stato abbandonato e distrutto nel secondo conflitto mondiale, è stato restaurato nella metà del secolo scorso.
Terminiamo con il Santuario della Madonna delle Rose, edificio del XVII secolo a cui è legato una lunga serie di miracoli risalente all’icona della Vergine con Bambino, venerata dal Medioevo. L’immagine era precedentemente custodita in una piccola cappella fuori dal paese, esattamente il luogo dove oggi appare il Santuario. L’icona è anche venerata per l’arresto della peste, nel 1656.

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Il castello di Piglio

Indubbiamente al primo posto tra le cose da vedere a Piglio troviamo il suo castello.
Edificato in due epoche diverse, la fortezza è suddivisa in due parti. La parte superiore e quella del castello inferiore, distanti fra loro circa 25 metri di altitudine.

La parte superiore è posto su una collina. Qui sorge il borgo, riconoscibile per il torrione e per una serie di torri che guardano a nord. Qui aveva sede la Piazza d’Armi e anche il Palazzo Baronale, dove venivano celebrate le solenni investiture. Oggi è invece il luogo dove sono conservati i reperti archeologici rinvenuti nel territorio di Piglio.

Il castello inferiore è disposto su due piani ed è la parte meglio conservata ed è noto dal 1365 ed era composto da una corte in cui affacciavano vari edifici, tra cui una sistemazione esterna risalente all’Ottocento.


 

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