Cosa vedere a Pietrapertosa | Guida di viaggio
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Cosa vedere a Pietrapertosa, il borgo delle
Dolomiti Lucane

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Cosa vedere a Pietrapertosa, mappa
© Apple Maps

icona-articoloPietrapertosa, in provincia di Potenza, è un piccolo borgo di origine medievale con poco meno di 1000 abitanti a circa 1100 metri di altitudine.  Il comune è caratterizzato da stretti viali che separano le case incastonate nella roccia.
Queste danno origine al nome del borgo, che significa appunto pietra forata.

Siamo nelle Dolomiti Lucane, un paesaggio caratterizzato dalle estese valli segnata da pareti rocciose a strapiombo. Pietrapertosa si trova all’interno del Parco di Gallipo Cognato, area naturale protetta istituita del 1997 e nel territorio delle Piccoli Dolomiti Lucane, il fulco dell’omonimo parco naturale regionale. Sono proprio le aree naturali che si incontreranno percorrendo la SP 13, la Strada Provinciale di Pietrapertosa, l’arteria che vi condurrà direttamente nel paese di Pietrapertosa.

Cenni storici

La fondazione di Pietrapertosa non ha origini certe. La più probabile l’accredita al secolo VIII a.C. per opera dei Pelasgi, la popolazione autoctona definita come antenata del popolo greco. Furono loro, durante il loro passaggio nel sud dell’Italia a costruire un primo nucleo urbano nella parte più bassa del paese, realizzando delle fortificazioni sulle rocce a scopo difensivo. Furono poi i Greci a insediarsi nel territorio a qui poi seguirono i romani, avvenuta nel III secolo a.C. le attribuisce il nome di Pietraperciata, pietra fortata, data dalla presenza di una grande rupe nei suoi dintorni.

Dal V secolo in poi assistiamo al periodo delle invasioni barbariche, quando la cittadina venne prima occupata dai Goti e quindi dai Longobardi e infine dai Bizantini. Sotto il dominio dei Saraceni Pietrapertosa divenne tra i centri strategici della Lucania e partecipò alla rivolta contro il papa nel 1268. Durante il successivo periodo angioino, dal 1269, Pietrapertosa venne contesa da numerosi signori feudali fino alla sua cessione alla famiglia dei Gozzuti e dei Grapini, per opera del re Ferdinando d’Aragona. La sua cessione prosegue nel XVI secolo attraverso i Carafa, gli Aprano fino ad arrivare ai Sifola di Trani.

Nel 1647 i contadini e il popolo pietrapertosano si ribella contro le gabelle imposte dai signori feudatari costringendo parte del popolo a fuggire subito dopo la repressione della rivolta. Iniziò un periodo di furti e saccheggi che coincise con un’era di banditismo. Nel 1820 Pietrapertosa è sotto il dominio francese sotto il regno di Gioacchino Murat partecipando ai moti carbonari e alla successiva insurrezione del 1848 contro Ferdinando II di Borbone. Nel 1857 il paese si ritrova vittima di un devastante terremoto, nel 1860 alcuni dei suoi abitanti si unirono alla spedizione dei mille e subito dopo essere annesso al Regno d’Italia iniziò il periodo del brigantaggio. All’inizio dello scorso secolo numerosi furono gli emigrati che scelsero di trasferirsi in America.

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Cosa vedere a Pietrapertosa

Castello di Pietrapertosa

Cosa vedere a Pietrapertosa, il Castello

Iniziamo a scoprire cosa vedere a Pietrapertosa dalla sua attrazione principale, il castello Normanno-Svevo (? indirizzo). La fortificazione venne eretta durante il periodo romano ma divenne fondamentale in periodo normanno quando divenne un luogo militare strategico. È situato sulla cima della roccia cui si aggrappa la parte alta dell’abitato, il quartiere dell’Arabata, posto nel punto più alto della Valle del Basento, da cui si domina un lungo tratto della vallata.

Il suo successivo abbandono, a partire dal XVII secolo, ha portato il castello in rovina e ridotto allo stato di rudere. Il Castello è stato recentemente sistemato con scavi che hanno riportato alla luce locali di servizio e importanti reperti archeologici che per lungo tempo sono rimasti coperti dai detriti. Oggi è aperto al pubblico.

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L’Arabata

Cosa vedere a Pietrapertosa, ArabataIl già citato quartiere noto come l’Arabata si trova alle pendici del castello. Siamo nel primo nucleo urbano di Pietrapertosa, formatosi nel Medioevo noto ancora oggi con il nome saracento di Rabata. Il suo nome risale al breve periodo di dominazione araba, circa 50 anni, mentre furono i Saraceni successivamente a costruire le loro abitazioni. La caratteristica dell’Arabata è la sua collocazione, file di abitazioni che seguono l’andamento del terreno interamente addossate alla roccia che diventa di fatto una sua parete.

La forma delle abitazioni primordiali era rettangolare a cui si accedeva da due aperture, una porta di ingresso tradizionale e una più bassa che serviva invece in caso di pericolo. Non erano presenti finestre e la luce penetrava unicamente da un lucernario mentre per riscaldarsi, vista l’assenza di un camino, si utilizzava un foro nel tetto.

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Chiesa Madre di San Giacomo Maggiore

Proseguiamo a scoprire cosa vedere a Pietrapertosa con la Chiesa Madre di S. Giacomo Maggiore (? indirizzo), la prima dei tanti edifici religiosi presenti nella cittadina del potentino. L’edificio nasce come fortezza medievale e la sua conversione in chiesa avvenne durante il dominio normanno quando la struttura venne ampliata e modificata. L’attuale complesso ecclesiastico comprende la chiesa, un campanile romanico e una cripta sotteranea.

La chiesa è costruita sul modello basilicale paleo-cristiano con caratteristiche romane e vanta al suo interno numerose tele e affreschi del XV e XVI secolo. Nel corso degli anni subì modifiche a causa di un incendio e venne successivamente restaurato il campanile e la cripta sotterranea.

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Convento di San Francesco

Cosa vedere a Pietrapertosa, Convento di San Francesco

L’edificio religioso in stile gotico del Convento di San Francesco (? indirizzo) è da inserire tra le cose da vedere a Pietrapertosa, altro esempio del passaggio delle popolazioni normanne nel territorio. La struttura risale al 1470 e venne fondata su un precedente insediamento romano con lo scopo di ospitare i Frati Minori Osservanti. Il Convento era organizzato intorno ad un chiostro quadrato, dove colonnine lisce basi modanate e capitelli fiancheggiano il pozzo posto al centro. Sono inoltre presenti volte a crociera un tempo affrescate, e tramite una scalinata si poteva accedere alle celle dei frati.

All’interno oggi sono ospitati numerosi oggetti artistici religiosi assieme ad affreschi di notevole importanza che fanno di questa struttura, artisticamente e culturalmente parlando, la più ricca della Basilicata.

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Volo dell’Angelo

Cosa vedere a Pietrapertosa, Volo dell'AngeloI magnifici paesaggi montani tipici di queste zone sono ammirabili grazie ad una recente attrazione che ha riscontrato un enorme successo in tutta la zona: il Volo dell’Angelo.

Costruita nel 2007 e composta da 2 cavi in acciaio, l’attrazione permette tramite le opportune imbragature di raggiungere il vicino paese di Castelmezzano, sospesi a 1000 metri di altezza e toccando i 120 km/h. L’attrazione è frequentabile da soli o in coppia e i costi non sono troppo elevati se si considera l’esperienza.

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Percorso delle Sette Pietre

Cosa vedere a Pietrapertosa, il percorso delle Sette Pietre

Per coloro interessati alla parte naturalistica del territorio, Pietrapertosa offre itinerari per ogni genere di escursionista. Il più interessante tra questi è il percorso delle Sette Pietre, un sentiero di 2km che collega Pietrapertosa con Castelmezzano.

Il tracciato, formato da appunto 7 tappe, racconta una storia ideata da Mimmo Sammartino e tratta dal suo libro Vito ballava con le Streghe. A ogni tappa sarà presente una scultura in pietra in stile dolmen che si attiva col passaggio e che riprodurrà suoni, musiche e narrazioni con tematiche differenti.

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Ultimo aggiornamento 3 maggio 2021


 

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