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Cosa vedere a Pietracamela, il borgo nel Gran Sasso

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icona-articoloSolo 245 residenti animano il piccolo borgo di Pietracamela, località annoverata dal 2007 nel club de i Borghi più belli d’Italia. Come stupirsi d’altronde: Pietracamela si presenta incastonata in un suggestivo paesaggio montuoso, con un clima mite in estate che suggerisce la possibilità di vivere una delle tante escursioni disponibili.

Questo borgo dà l’idea di essersi fermato nel tempo, con pochi edifici rustici che compongono l’elegante centro storico, spalleggiato dall’alta vetta del Gran Sasso. Come tutte le località di montagna, Pietracamela si caratterizza per gli stretti vicoli che si inerpicano lungo le pendice del colle su cui poggia, offrendo scorci davvero suggestivi.

Inserito nella provincia di Teramo, Pietracamela segna il capolinea di una piccola strada provinciale tortuosa, raggiungibile però in auto in soli tre quarti d’ora dal capoluogo. La località offre un’interessante patrimonio artistico, con chiese e palazzi storici degni di nota. Non solo, è un’importante punto di partenza per recarsi a Prati di Tivo, un’importante località sciistica distante giusto pochi chilometri, da cui si diramano sentieri che giungono alle più alte vette del Gran Sasso. Scopriamo cosa vedere a Pietracamela, in provincia di Teramo.

Cenni storici

Mappa di PietracamelaIncredibile come un luogo cosi piccolo e remoto sia caratterizzato da un gran passato. Tuttavia, delle sue origini non si hanno notizie esatte, a causa della mancanza di fonti. Un primo documento cita l’esistenza della località di Pietra Cimmeria, appartenente alla Regio V Picenum, una regione romana esistita a partire dal primo secolo d.C. Ciononostante, per conoscere la prima forma di villaggio che possiamo visitare oggi occorre fare un salto temporale al XII secolo. Una comunità di persone scelse questo strategico sito per via dei monti, considerati una forma di sicurezza militare solida.

La località fu inserita come feudo della famiglia degli Orsini, feudatari di molte città italiane durante il medioevo. Nella metà del XV secolo il re Alfonso validò il possedimento della Petracameria a Giacomoantonio Orsini dopo la morte del padre Giovanni. Tuttavia, già nel 1496 il piccolo borgo fu unito al contado aquilano, dopo la congiura dei baroni.
Tra il XVI e il XIX secolo la località seguì le vicende del territorio. Nel 1526 fu donata a don Ferdinando per volere di Carlo V d’Asburgo. Alla fine del XVIII secolo la città fu vittima di incursioni napoleoniche, a cui più e più volte ne uscì vittoriosa, a tal punto che le truppe incendiarono l’abitazione di Matteo Manodoro, insorgente che guidò la difesa della cittadina. Nel 1806 il territorio subì le riforme territoriali, venendo ripartito tra i distretti di Teramo e Penne. Infine, nel 1860 fu annessa assieme a tutto il territorio al Regno d’Italia.

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Cosa vedere a Pietracamela

Cosa vedere a PietracamelaPietracamela è una località di piccole dimensioni, facilmente visitabile in mezza giornata. Il centro storico incastonato nelle rocce presenta una serie di palazzi storici, perlopiù risalenti al XVI secolo, tra cui merita particolare attenzione la Torre Civica, costruita verso il 1550. Pietracamela offre un ricco patrimonio culturale, con vari tesori di inestimabile valore, perfetti per intrattenere ogni tipologia di viaggiatore. Ecco cosa vedere a Pietracamela.

Le Chiese di Pietracamela

Le chiese di Pietracamela sono con tutta probabilità la principale attrazione del borgo. Nel cuore della località si erge maestosa la chiesa di San Leucio, costruita nel medioevo ma rielaborata in stile barocco secoli più tardi. Dentro la chiesetta è custodita la preziosa acquasantiera a catino installata nel XVI secolo, a cui si aggiungono decorazioni barocche e un pregevolissimo organo del XVIII secolo.

Molto interessanti sono anche le chiese di San Giovanni Battista e quella di San Rocco. La prima fu costruita nel XV secolo, mentre la seconda il secolo seguente, il XVI. A completare l’offerta religiosa di Pietracamela citiamo i resti della chiesa della Madonna di Collemolino, situata nell’immediata periferia e caratterizzata da un prezioso affresco del 1604.

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Palazzi e musei di Pietracamela

Concluso il viaggio tra gli edifici religiosi proseguiamo il tour tra le cose da vedere a Pietracamela presso gli importanti palazzi storici. Il più importanti di questi palazzi è con tutta probabilità la Casa Signoretti, facilmente riconoscibile per le suggestive finestre bifore ad architrave.

Molto importante è la Casa Torre, anticamente utilizzata come torre di vedetta, a cui si aggiunge il Mulino comunale, costruito nel XVII secolo per sfruttare la forza motrice del Rio Arno. Imperdibile è il Museo delle genti e degli antichi mestieri, che trova spazio dentro il municipio cittadino. Il museo si caratterizza per la grande raccolta di documenti e cimeli, tra cui strumenti, utensili e prodotti d’uso quotidiano nella popolazione montanara.


 

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