Phnom Penh, la magnifica capitale della Cambogia

Phnom Penh, la magnifica capitale della Cambogia con una storia da conoscere che passa dalla dominazione francese a quella vietnamita. Ecco cosa vedere a Phnom Penh

Scopriamo Phnom Penh

icona-articoloPhnom Penh è la caotica capitale cambogiana. La sua magnifica posizione sulle sponde del maestoso fiume Mekong garantisce un territorio davvero unico. Il meglio, però, lo si trova nel centro urbano. Può non sembrare né esotico e neanche affascinante l’assordante rumore dei milioni di motorini che sfrecciano ai bordi delle bancarelle di pesce freschissimo. Però è proprio questa caoticità, questo continuo via e vai e anche il dislivello sociale che si riesce ad incontrare durante una passeggiata, neanche troppo lunga, che rendono Phnom Pehn speciale.

Le strutture magnifiche del Palazzo Reale e le tonache giallo zafferano dei monaci accompagnano lo splendore che la città possiede, nonostante sia decaduta in parte a causa della guerra civile avvenuta decine di anni fa.

Oggi però la città si è completamente ripresa, gli sviluppi economici e sociali stanno raggiungendo vette mai viste in Cambogia, risaltando il vero potenziale turistico, culturale e storico che la nazione ha da offrire.

La storia di Phnom Penh

Secondo la leggenda, la città di Phnom Penh fu fondata da un’anziana donna di nome Penh. La donna trovò quattro statue di Buddha sulle sponde del fiume Mekong. La donna collocò le statue su una collina nelle vicinanze ed il centro abitato sorse intorno ad esse, venendo chiamato Phnom Penh, Collina di Penh. Tra il 1430 e il 1440 il centro dell’impero khmer, Angkor, fu abbandonato e Phnom Penh divenne la nuova capitale. Angkor, infatti, si trovava in una località poco favorevole al commercio e soggetta agli attacchi del regno siamese (thailandese) di Ayutthaya.

Phnom Penh, invece, occupava una posizione più strategica nei territori khmer, ideale per i commerci fluviali con il Laos e la Cina, che passavano per il delta del Mekong.
Intorno alla metà del 16° secolo la florida attività commerciale permise a Phnom Pehn di trasformarsi in un centro urbano di altissima importanza, in cui mercanti indonesiani e cinesi si recavano per le attività mercantili.

La dominazione francese

Un secolo più tardi, tuttavia, il regno cambogiano, esente di sbocchi sul mare e in continua crescente difficoltà per l’isolamento territoriale, si trovò a fare da cuscinetto tra le nascenti potenze thailandesi e vietnamite, fino alla conquista francese nel 1863. La protezione francese conferì a Phnom Penh l’aspetto attuale e la città fu suddivisa in distretti. I commercianti francesi si stabilirono nella città, precisamente nella zona a nord del tempio di Wat Phnom, tra Monivong Blvd e il Tonlé Sap.

I francesi abbandonarono la città dopo la Conferenza di Ginevra del maggio 1954, che sanciva l’indipendenza della Cambogia, lasciandole però in eredità diversi magnifici monumenti, tra cui il Palazzo Reale, il Museo Nazionale, lo Psar Thmei (Mercato Centrale) e alcuni imponenti edifici pubblici. Nel periodo di pace successivo all’indipendenza, la città crebbe rapidamente arrivando a contare 500.000 abitanti nel 1970, anno in cui il monarca Norodom Sihanouk fu deposto. Quando la Guerra del Vietnam si estese anche al territorio cambogiano, la capitale si riempì di profughi al punto da raggiungere, all’inizio del 1975, una popolazione di quasi tre milioni di persone.

Il periodo vietnamita

Nati come costola dell’esercito socialista vietnamita nel Vietnam del Nord, i khmer rossi si impossessarono della città il 17 aprile 1975, attuando immediatamente il loro programma di rivoluzione radicale e forzando la popolazione di Phnom Penh a trasferirsi nelle campagne.

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In quei primi giorni di conquista, intere famiglie furono smembrate e deportate. Durante il periodo della Kampuchea Democratica (nome ufficiale della Cambogia tra il 1976 e il 1979, sotto il dominio dei khmer rossi), decine di migliaia di abitanti di Phnom Penh – compresa la stragrande maggioranza della classe più colta – furono uccisi e la popolazione della capitale non superò mai le 50.000 persone, componendosi per lo più di membri anziani del partito socialista vietnamita, operai dell’industria e ufficiali fedeli al regime.

Nel corso di buona parte degli anni ’80 per le strade circolavano più mucche che automobili, gli anni ’90 furono invece caratterizzati da un boom economico che riguardò però solo alcune classi sociali. Con l’intervento dell’UNTAC (Autorità di Transizione delle Nazioni Unite in Cambogia), affluirono nel paese circa due miliardi di dollari, in gran parte sotto forma di stipendi pagati a dipendenti stranieri.

Phnom Penh oggi

Venendo ad oggi, i cambiamenti più sostanziali per Phnom Penh hanno avuto inizio negli ultimi 15 anni, con la riparazione delle strade, la costruzione di fognature, l’inaugurazione di nuovi parchi e la riqualificazione di alcuni tratti del lungofiume. Molte zone stanno vivendo un grande rilancio economico, come dimostrano la realizzazione di grattacieli, l’arrivo di investitori che prima preferivano Bangkok e Hanoi, e l’apertura di ristoranti ed hotel di classe.

Phnom Penh sta dunque rinascendo e all’orizzonte si promettono altre novità importanti.

Che cosa vedere a Phnom Penh

Phnom Penh è una città relativamente piccola, presenta un impianto a griglia numerato ed è facile da esplorare. I siti culturali più importanti si trovano vicino al lungofiume, nella parte più bella della città, e si possono facilmente visitare a piedi.

Palazzo Reale

Phnom Penh, la capitale della Cambogia

Caratterizzato dai classici tetti in stile khmer e da ricche decorazioni dorate, il Palazzo Reale ha un ruolo da protagonista nel panorama culturale e storico nella città.
Si tratta di una struttura imponente nei pressi del lungofiume, che mostra una notevole somiglianza con il suo omologo di Bangkok. Essendo la residenza ufficiale del re Sihamoni, ha alcune zone chiuse al pubblico.
Si possono invece visitare la sala del trono, un gruppo di edifici che la circondano e la Pagoda d’Argento, adiacente al palazzo.

I visitatori sono tenuti a indossare pantaloni fino almeno al ginocchio e magliette con maniche fino almeno al gomito, fortunatamente nel Palazzo Reale è possibile affittare indumenti appropriati. Il complesso è molto affollato la domenica, quando gli abitanti delle campagne vengono a rendere omaggio al re, ma mescolarsi alla gente del posto può rivelarsi un’esperienza interessante.

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L’antico quartiere di Farang, Bangkok, il luogo dove storia cultura e contemporaneità si miscelano in maniera sublime.

Pagoda d’Argento

Phnom Penh, la capitale della Cambogia

Dal complesso, attraverso la porta settentrionale, si accede alla Pagoda d’Argento. Deve il suo nome al pavimento ricoperto da oltre 5000 piastrelle d’argento del peso di 1 kg ciascuna, per un totale di cinque tonnellate di argento. Gran parte delle piastrelle è nascosta da una copertura protettiva, ma è possibile vederne alcune vicino all’ingresso. Il tempio è noto con il nome di Wat Preah Keo, Pagoda del Buddha di Smeraldo.

La Pagoda d’Argento fu edificata in legno nel 1892 durante il regno di Norodom, il quale pare si fosse ispirato al Wat Phra Keo di Bangkok, e poi ricostruita nel 1962. Fortunatamente fu risparmiata dalla furia distruttiva dei khmer rossi, che desideravano dimostrare al mondo esterno il loro interesse per la tutela dell’eredità culturale della Cambogia.

Sebbene, nel caos che seguì l’invasione vietnamita, oltre la metà del suo contenuto sia andato perduto, rubato o distrutto, ciò che rimane è spettacolare. La pagoda è infatti uno dei pochi luoghi della Cambogia in cui si possono ancora ammirare autentiche testimonianze della ricchezza e dello splendore dell’antica civiltà khmer.

Museo Nazionale di Cambogia

Phnom Penh, Museo Nazionale Cambogia

Situato immediatamente a nord del Palazzo Reale, il Museo Nazionale ha sede in un elegante edificio in terracotta con un piacevole giardino interno, realizzato tra il 1917 e il 1920. Il museo ospita la più bella collezione di sculture khmer esistente al mondo, un patrimonio millenario che attesta l’eccellenza degli artisti khmer, e comprende quattro padiglioni affacciati sul grazioso giardino interno. Quasi tutti i visitatori seguono il percorso che si sviluppa secondo l’ordine cronologico della collezione.

La prima opera d’arte importante che si vedrà è un grande frammento di un’immensa statua in bronzo che raffigura Visnù sdraiato. La divinita è tipica delle religioni indoeuropee ed è stata recuperata nel 1936 nel Mebon Occidentale. Il padiglione a sinistra ospita opere del periodo pre angkoriano, che documentano l’evoluzione della scultura, dalle forme umane dell’arte indiana a quelle di carattere spirituale e divino adottate dall’arte khmer tra il 5° e l’8° secolo.

Tra le più straordinarie si segnala un’imponente statua a otto braccia di Vishnu del 6° secolo, e una statua di Harihara. Qui si fondono gli attributi di Shiva, altra divinità indoeuropea, e Vishnu, proveniente da Prasat Andet, nella provincia di Kompong Thom.

La collezione di Angkor comprende magnifiche statue di Shiva, una gigantesca coppia di scimmie scolpite in lotta fra loro. Troviamo anche  una splendida stele di pietra della provincia di Oddar Meanchey, su cui sono incise scene della vita di Shiva. Infine da non perdere la statua di Jayavarman VII, regnante dal 1181 al 1219, in posizione seduta durante una meditazione.

Dusit, il quartiere ricco di Bangkok
Dusit, il quartiere di Bangkok a nord della metropoli ricco di edifici di lusso, reali e governativi. 

Wat Phnom

Phnom Penh, la capitale della Cambogia

Situato sulla cima di un colle alberato alto 27 metri troviamoil Wat Phnom. Siamo nel luogo in cui secondo la leggenda l’anziana Pehn depose le 4 statuette di Buddha, ed è situato sull’unica collina della città. L’ingresso principale al Wat Phnom lo si raggiunge tramite la scalinata orientale, protetta da magnifiche recinzioni decorate con leoni e naga, serpenti mitologici.

Oggi molte persone vengono in questo tempio per pregare e ottenere fortuna nella vita. Se un desiderio viene esaudito, il fedele ritorna alla pagoda con le offerte promesse, come ghirlande di gelsomini o banane, di cui si crede che gli spiriti siano assai golosi.
Il vihara, santuario del tempio, fu ricostruito diverse volte nel corso dei secoli, precisamente nel 1434, nel 1806, nel 1894 e nel 1926.

Monumento all’Indipendenza

Phnom Penh, la capitale della Cambogia

Questo monumento è ispirato, come struttura, alla torre centrale dell’Angkor Wat ed è stato eretto nel 1958. La sua nascita celebra l’indipendenza dalla Francia, sancita nel 1954, ed è un tributo ai caduti della guerra civile. In occasione delle feste nazionali vi si depongono corone di fiori.

Nel parco subito a est sorge un’imponente statua del leggendario ex re/primo ministro Norodom Sihanouk, eroe nazionale indipendentista, morto nel 2012. Nelle vicinanze, nel Wat Botum Park, di fronte al suggestivo Wat Botum, si trova il Monumento all’Amicizia tra Cambogia e Vietnam, costruito su progetto vietnamita nel 1979.

Spesso nel parco si tengono concerti e l’atmosfera si vivacizza dopo le 17, quando molte persone si riuniscono qui per dedicarsi all’aerobica e al calcio.

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