Phnom Penh, la magnifica capitale della Cambogia

Guida di Phnom Penh, la capitale della Cambogia posta sulla riva del fiume Mekong in passato colonia francese e poi vietnamita, e solo recentemente inserito tra le destinazioni moderne. Fino agli anni '80, infatti, a Phnom Penh circolavano poche automobili, destinate solo ad alcune classi sociali. Grazie ad un sovvensionamento di circa 2 miliari di dollari, negli anni '90 la città ha vissuto una vera e propria ripresa economica. Tra le cose da vedere a Phnom Penh è d'obbligo il Palazzo Reale, una struttura magnifica che da sola descrive, anche se ora in decadenza a causa della guerra civile, lo splendore della città. 6 min


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Phnom Penh, la magnifica capitale della Cambogia

Phnom Penh, guida alla capitale
della Cambogia

icona-articoloPhnom Penh è la caotica capitale cambogiana.
La sua magnifica posizione sulle sponde del maestoso fiume Mekong garantisce un territorio davvero unico. Il meglio, però, lo si trova nel centro urbano.

Una volta entrati a Phnom Penh si sarà avvolti da un assordante rumore, quello delle migliaia di moto e di veicoli a motore che sfrecciano ai bordi delle tante bancarelle di pesce appena pescato.
Ma, probabilmente, è proprio questo fastidioso rumore di traffico, unito alle tante persone che si muovono in ogni direzione, a rendere Phnom Pehn speciale.
Nota anche come perla d’Asia, Phnom Phen riesce in ogni caso a essere una meta rilassante e tra le città più pulite in assoluto, secondo quello che è lo standard asiatico.

Viaggio a Phnom Penh

Sono davvero tante le cose da vedere a Phnom Penh.
Uno sguardo alle strutture magnifiche del Palazzo Reale e alle le tonache giallo zafferano dei monaci, rendono da subito chiaro lo splendore che la città possiede, nonostante sia decaduta in parte a causa della guerra civile avvenuta decine di anni fa.

Oggi però la città si è completamente ripresa, gli sviluppi economici e sociali stanno raggiungendo vette mai viste in Cambogia, risaltando il vero potenziale turistico, culturale e storico che la nazione ha da offrire.
Indubbiamente il modo migliore per scoprire è passeggiare lungo le sue strade tra bancarelle che vendono davvero di tutto. Potrete infatti acquistare frutta o verdura oppure farvi riparare la bicicletta o ancora sistemare o lucidare le scarpe o tanto altro ancora.

La storia di Phnom Penh

Phnom Penh, Villa Bodega

Secondo leggenda, la città di Phnom Penh venne fondata da un’anziana donna di nome Penh.
La donna trovò quattro statue di Buddha sulle sponde del fiume Mekong che collocò su una collina poco distante. Il centro abitato sorse proprio intorno a queste piccole statue dando origine a Phnom Penh, la Collina di Penh.

Tra il 1430 e il 1440 il centro dell’impero khmer, Angkor, venne abbandonato e Phnom Penh assunse il ruolo di nuova capitale. Angkor era posizionata in un’area poco favorevole al commercio e soggetta agli attacchi del regno siamese (thailandese) di Ayutthaya.
Phnom Penh, invece, occupava una posizione strategica nei territori khmer, ideale per i commerci fluviali con il Laos e la Cina, grazie al delta del Mekong.

Intorno alla metà del 16° secolo la florida attività commerciale permise a Phnom Pehn di trasformarsi in un centro urbano di altissima importanza, in cui mercanti indonesiani e cinesi si recavano per le attività mercantili.

 

– La dominazione francese

Cosa vedere a Phnom Penh
Psar Thmei

Un secolo più tardi, tuttavia, il regno cambogiano, esente di sbocchi sul mare e in continua crescente difficoltà per l’isolamento territoriale, si trovò a fare da cuscinetto tra le nascenti potenze thailandesi e vietnamite, fino alla conquista francese nel 1863.

La protezione francese conferì a Phnom Penh l’aspetto attuale e la città venne suddivisa in distretti. I commercianti francesi si stabilirono nella città, precisamente nella zona a nord del tempio di Wat Phnom, tra Monivong Blvd e il Tonlé Sap.

I francesi abbandonarono la città dopo la Conferenza di Ginevra del maggio 1954, che sanciva l’indipendenza della Cambogia, lasciandole però in eredità diversi magnifici monumenti, tra cui il Palazzo Reale, il Museo Nazionale, lo Psar Thmei (Mercato Centrale) e alcuni imponenti edifici pubblici.

Nel periodo di pace successivo all’indipendenza, la città crebbe rapidamente arrivando a contare 500.000 abitanti nel 1970, anno in cui il monarca Norodom Sihanouk fu deposto. Quando la Guerra del Vietnam si estese anche al territorio cambogiano, la capitale si riempì di profughi al punto da raggiungere, all’inizio del 1975, una popolazione di quasi tre milioni di persone.

 

Il periodo vietnamita

Nati come costola dell’esercito socialista nel Vietnam del Nord, i khmer rossi si impossessarono della città il 17 aprile 1975. Attuarono immediatamente il loro programma di rivoluzione radicale, forzando la popolazione a trasferirsi nelle campagne.
Nei primi giorni di conquista, intere famiglie vennero smembrate e poi deportate.
In questo periodo il nome venne modificato in Kampuchea Democratica, nome che rimase in vigore fino al 1979, anno della caduta dei khmer rossi.
Gli anni sono ricordati inoltre per l’uccisione di numerosi cittadini, rendendo la popolazione totale mai superiore alle 50.000 unità. I sopravvissuti erano perlopiù anziani e appartenenti al partito socialista vietnamita, operai dell’industria e ufficiali fedeli al regime.

Nel corso di buona parte degli anni ’80 per le strade circolavano più mucche che automobili. Gli anni ’90 furono invece caratterizzati da un boom economico che riguardò però solo alcune classi sociali.

Con l’intervento dell’UNTAC (Autorità di Transizione delle Nazioni Unite in Cambogia), affluirono nel paese circa due miliardi di dollari, in gran parte sotto forma di stipendi pagati a dipendenti stranieri. Era il primo inizio della ripresa economica.

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Phnom Penh oggi

Visitare Phnom Penh, la capitale della Cambogia

Venendo a oggi, i cambiamenti più sostanziali per Phnom Penh hanno avuto inizio negli ultimi 15 anni, con la riparazione delle strade, la costruzione di fognature, l’inaugurazione di nuovi parchi e la riqualificazione di alcuni tratti del lungofiume.

Molte zone stanno vivendo un grande rilancio economico, come dimostrano la realizzazione di grattacieli, l’arrivo di investitori che prima preferivano Bangkok e Hanoi, e l’apertura di ristoranti e hotel di classe.

Phnom Penh è dunque in rinascita e all’orizzonte si promettono altre novità importanti.

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Che cosa vedere a Phnom Penh

Phnom Penh, veduta

Phnom Penh è una città relativamente piccola, presenta un impianto a griglia numerato ed è facile da esplorare.
I siti culturali più importanti si trovano vicino al lungofiume, nella parte più bella della città, e si possono facilmente visitare a piedi.

Palazzo Reale

Cosa vedere a Phnom Penh

Caratterizzato dai classici tetti in stile khmer e da ricche decorazioni dorate, il Palazzo Reale ha un ruolo da protagonista nel panorama culturale e storico nella città ed è una delle cose da vedere a Phnom Penh.

Si tratta di una struttura imponente nei pressi del lungofiume, che mostra una notevole somiglianza con il suo omologo di Bangkok. Essendo la residenza ufficiale del re Sihamoni, ha alcune zone chiuse al pubblico.
Si possono invece visitare la sala del trono, un gruppo di edifici che la circondano e la Pagoda d’Argento, adiacente al palazzo.

I visitatori sono tenuti a indossare pantaloni fino almeno al ginocchio e magliette con maniche che arrivano almeno al gomito. In caso non siate adeguatamente vestiti sarà comunque possibile noleggiare abiti appropriati direttamente nel Palazzo Reale.

Il complesso è molto affollato la domenica, quando gli abitanti delle campagne vengono a rendere omaggio al re, ma mescolarsi alla gente del posto può rivelarsi un’esperienza interessante.

Pagoda d’Argento

Cosa vedere a Phnom Penh

Sempre tra le cose da visitare a Phnom Penh troviamo la Pagoda d’Argento.
Si accede direttamente dal complesso del Palazzo Reale, attraversando la porta settentrionale.

Il suo nome deriva dal pavimento ricoperto da oltre 5000 piastrelle d’argento, oltre cinque tonnellate d’argento, considerando che ognuna di queste piastrelle ha un peso intorno al kilogrammo.
Gran parte delle piastrelle è nascosta da una copertura protettiva, ma è possibile vederne alcune vicino all’ingresso.

La Pagoda d’Argento fu edificata in legno nel 1892 durante il regno di Norodom, il quale pare si fosse ispirato al Wat Phra Keo di Bangkok, e poi ricostruita nel 1962.
Fortunatamente fu risparmiata dalla furia distruttiva dei khmer rossi, che desideravano dimostrare al mondo esterno il loro interesse per la tutela dell’eredità culturale della Cambogia.

Sebbene, nel caos che seguì l’invasione vietnamita, oltre la metà del suo contenuto sia andato perduto, rubato o distrutto, ciò che rimane è spettacolare. La pagoda è infatti uno dei pochi luoghi della Cambogia in cui si possono ancora ammirare autentiche testimonianze della ricchezza e dello splendore dell’antica civiltà khmer.

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Museo Nazionale di Cambogia

Cosa vedere a Phnom Penh

Situato immediatamente a nord del Palazzo Reale, il Museo Nazionale ha sede in un elegante edificio in terracotta con un piacevole giardino interno, realizzato tra il 1917 e il 1920.

Il museo ospita la più bella collezione di sculture khmer esistente al mondo, un patrimonio millenario che attesta l’eccellenza degli artisti khmer.
Comprende quattro padiglioni affacciati sul grazioso giardino interno, il percorso è sviluppato secondo l’ordine cronologico della collezione.

La prima opera d’arte importante che si vedrà è un grande frammento di un’immensa statua in bronzo che raffigura Visnù sdraiato. La divinita è tipica delle religioni indoeuropee ed è stata recuperata nel 1936 nel Mebon Occidentale.
Il padiglione a sinistra ospita opere del periodo pre angkoriano, che documentano l’evoluzione della scultura, dalle forme umane dell’arte indiana a quelle di carattere spirituale e divino adottate dall’arte khmer tra il 5° e l’8° secolo.

Tra le più straordinarie opere si segnala l’imponente statua a otto braccia di Vishnu del 6° secolo, e una statua di Harihara. Qui si fondono gli attributi di Shiva, altra divinità indoeuropea, e Vishnu, proveniente da Prasat Andet, nella provincia di Kompong Thom.

La collezione di Angkor comprende magnifiche statue di Shiva, una gigantesca coppia di scimmie scolpite in lotta fra loro.
Troviamo inoltre una splendida stele di pietra proveniente dalla provincia di Oddar Meanchey, su cui sono incise scene della vita di Shiva.
Infine da non perdere la statua di Jayavarman VII, regnante dal 1181 al 1219, ritratto in posizione seduta durante una meditazione.

Wat Phnom

Cosa vedere a Phnom Penh

Situato sulla cima di un colle alberato alto 27 metri troviamo il Wat Phnom, una delle altre cose da visitare a Phnom Penh.

Siamo proprio nel luogo in cui secondo la leggenda l’anziana Pehn depose le 4 statuette di Buddha, ed è situato sull’unica collina della città.
L’ingresso principale al Wat Phnom lo si raggiunge tramite la scalinata orientale, protetta da magnifiche recinzioni decorate con leoni e naga, serpenti mitologici.

Oggi in molti si recano in questo tempio per pregare e ottenere fortuna nella vita. Se un desiderio viene esaudito, il fedele ritorna alla pagoda con le offerte promesse, come ghirlande di gelsomini o banane, di cui si crede che gli spiriti siano assai golosi.

Il vihara, santuario del tempio, fu ricostruito diverse volte nel corso dei secoli, precisamente nel 1434, nel 1806, nel 1894 e nel 1926.

 

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Viaggio in Cambogia, templi e raffinatezza da scoprire

Monumento all’Indipendenza

Cosa vedere a Phnom Penh, la capitale della Cambogia

Questo monumento è ispirato, come struttura, alla torre centrale dell’Angkor Wat ed è stato eretto nel 1958. La sua nascita celebra l’indipendenza dalla Francia, sancita nel 1954, ed è un tributo ai caduti della guerra civile. In occasione delle feste nazionali vi si depongono corone di fiori.

Nel parco subito a est sorge un’imponente statua del leggendario ex re/primo ministro Norodom Sihanouk, eroe nazionale indipendentista, morto nel 2012. Nelle vicinanze, nel Wat Botum Park, di fronte al suggestivo Wat Botum, si trova il Monumento all’Amicizia tra Cambogia e Vietnam, costruito su progetto vietnamita nel 1979.

Spesso nel parco si tengono concerti e l’atmosfera si vivacizza dopo le 17, quando molte persone si riuniscono qui per dedicarsi all’aerobica e al calcio.


 


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