Parco Nazionale Gran Paradiso | Guida di viaggio

Parco Nazionale Gran Paradiso: il primo Parco Nazionale d’Italia


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Parco Nazionale Gran Paradiso | Guida di viaggio

Mappa Parco Nazionale Gran Paradiso

Icona articolo onemagQuello del Gran Paradiso è il più antico Parco nazionale italiano, con un’estensione complessiva che supera i 70.000 ettari, tra il Piemonte e la Valle d’Aosta. Questo lembo di territorio alpino completamente incontaminato ospita la più alta cima compresa interamente nel territorio italiana, l’omonimo altopiano Gran Sasso, che arriva a superare i 4000 metri d’altezza. A suoi bordi si sviluppano cinque vallate concentriche, caratterizzate da ecosistemi variegati e tipici di questo paesaggio, dai ghiacciai ai boschi di larici, dagli abeti agli stambecchi. Quest’ultimo, in particolare, è la specie animale simbolo del parco, lo Stambecco alpino, fortemente minacciato dall’uomo per secoli. Nel secondo dopoguerra, nel mondo esistevano solamente 416 esemplari nel mondo, tutti presenti nel territorio del Parco Nazionale Gran Paradiso, istituito appositamente per tutelare questa specie dai cacciatori.

Il parco, inoltre, è un sito d’interesse storico.
Infatti, l’intera area è costellata da incisioni rupestri, che testimoniano la presenza umana sin dalla preistoria, come strade e ponti di fattura romana, chiese e castelli medievali e, ancora, edifici militari più recenti. Tutti questi elementi, sommati tra loro, rendono il Gran Paradiso un Parco Nazionale estremamente variegato in termini storici. E come accade spesso e volentieri, la storia generò tradizioni, usante e culture, tramandati di generazione in generazione sino ai giorni nostri, con attività ancora oggi praticate, seppur in minor parte.

Il Parco Nazionale del Gran Paradiso presenta numerose opportunità d’accoglienza turistica con cui organizzare la propria vacanza in questo territorio incontaminato. L’intero territorio è creato affinché i turisti possano scegliere se vivere una vacanza di sport ed escursionismo, oppure più culturale e ricreativa, ma anche per godersi attimi di completo relax e benessere. L’offerta del Parco Nazionale Gran Paradiso è ampia e ricca, in grado di soddisfare ogni esigenza e richiesta dei propri visitatori.

Cenni storici

Il Gran Paradiso ebbe origine nel lontano XIX secolo.
Nel 1821 Carlo Felice, re di Sardegna, istituì il divieto di caccia dello stambecco, già fortemente a rischio estinzione. La specie si era estinta in tutto l’arco alpino, dalla Francia alla Slovenia, conservando appena alcune centinaia di capi attorno al Gran Paradiso. Nel 1836 viene rinnovata la tutela dello stambecco del Gran Paradiso, pur mantenendo la caccia legale da parte del re e della famiglia reale.

Nel 1856, Vittorio Emanuele II, dichiara Riserva Reale di Caccia l’arco alpino del Gran Paradiso, contribuendo in prima persona a sviare l’estinzione dello Stambecco, che in quegli anni raggiunse un numero di esemplari davvero allarmante.

Vittorio Emanuele II mantenne i privilegi di caccia per i sovrani. L’ultima caccia reale si svolse nel 1913, portando Vittorio Emanuele III a cedere i territori del Gran Paradiso allo Stato Italiano, nel 1919, purché fosse presa in considerazione l’idea di renderlo un Parco Nazionale, così da tutelare la flora e la fauna. Nel 1922, ufficialmente, venne istituito il Parco Nazionale Gran Paradiso, il primo in Italia.

Nonostante gli sforzi messi per tutelare la flora e la fauna, dal 1933 al 1947 si assiste a un crollo preoccupante della popolazione degli stambecchi. Questo fu causato, principalmente, dalla centralizzazione delle gestioni del Parco e un conseguente scollamento con il territorio. Fu impiegato personale non locale e l’effetto bracconaggio ebbe tristemente un ruolo chiave nel crollo del numero di esemplari di Stambecco.
Così, nell’Agosto del ’47 venne istituito l’Ente Parco Nazionale Gran Paradiso, con a capo come primo direttore Rendo Videsott, da cui cominciò un lungo percorso per la tutela, e la promozione, del territorio.

Nel 1955 fu inaugurato Giardino Botanico Paradisia, a Valnontey, frazione di Cogne (1700 m.), venendo nel corso degli anni ampliato e sempre più migliorato. Oggi nel parco si contano 9 centri visitatori, 1 Centro di Educazione Ambientale, 1 Officina di attività ambientali e 2 ecomusei. La crescente popolarità e importanza del Gran Paradiso portò a un naturale gemellaggio, nel 1972, con il vicino parco francese de la Vanoise, mettendo a punto uno sviluppo compatibile a lungo termine.

Nel decennio seguente, l’ultima colonia di Stambecco sopravvissuta sulle Alpi fu vitale per la sopravvivenza della specie, servendo come serbatoio genetico affinché gli esemplari tornassero a livelli meno preoccupanti. Quasi un secolo e mezzo di azioni per salvaguardare la specie ebbero, alla fine, un lieto fine, portando lo Stambecco a essere oggi un’animale fuori dal rischio estinzione.
Inoltre, nel 2014, Il Parco Nazionale Gran Paradiso è stato promosso nella Green List dell’IUCN, l’Unione Mondiale Conservazione della Natura, unico caso in tutta Italia.

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Link-uscita icona Parco del Gran Bosco di Salbertrand

Gran Paradiso | Un territorio ricco

Parco Nazionale Gran ParadisoQuello del Gran Paradiso è sotto molteplici aspetti un territorio ricco. Ricco, di fauna, di flora, di cultura e di storia, in grado di trasportare il visitatore quasi in un altro mondo, un’oasi paradisiaca di natura incontaminata. Sappiamo che lo stambecco è la specie emblema del Parco Nazionale, ma esistono tanti altri animali che popolano le foreste e gli altopiani del Gran Paradiso.

Tra i mammiferi, si possono avvistare abbastanza facilmente nei camosci, marmotte, lepri, volpi, tassi, ermellini, donnole, martore, faine. Mentre in cielo ci si può imbattere comunemente in rapaci, tra cui l’aquila, il gipeto, che di recente è tornato a nidificare nell’area protetta, la poiana, il gheppio, lo sparviero, l’astore ma anche il gufo reale e l’allocco.

I birdwatchers possono godere di una vastissima avifauna che caratterizza l’intero territorio, con numerosi esemplari di pernice bianca, gallo forcello, coturnice, picchio verde, picchio rosso maggiore, francolino di monte, merlo acquaiolo e pettirosso, e molti altri ancora. Altrettanto numerosa è la quantità di specie di rettili, insetti e anfibi, come le vipere, la farfalla Parnassius, i tritoni e le salamandre.

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Link-uscita icona Ceresole Reale, il paesaggio incontaminato fuori Torino

Architettura

Parco Nazionale Gran ParadisoIn passato, prima che il territorio venisse istituito come Parco Nazionale, qua si trovavano diversi villaggi e borghi, che davano una densità di popolazione abbastanza alta. Le abitazioni del versante piemontese si componevano per strutture perlopiù in pietra, mentre in Valle d’Aosta la pietra si univa al legno.

La casa alpina testimonia le caratteristiche di una popolazione contadina molto attenta alla funzionalità dell’edificio nel lavoro. Il più comune dei modelli si componeva per un edificio in pietra con una stalla al piano terreno, l’abitazione al primo superiore e al livello finale il fienile.

Dalle incisioni rupestri agli affreschi, dalle strade e ponti di origine romana alle costruzioni militari, ma anche chiese e castelli medioevali, sentieri e mulattiere, oltre che canalette irrigue in pietra e terra. Tutte caratteristiche artistiche e architettoniche che permettono di ricostruire l’antico passato umano nel Gran Sasso, dalla preistoria sino alla prima metà del XIX secolo, quando re Vittorio Emanuele II cominciò a rendere il sito un’area da tutelare.
Tanti sono i gioielli da poter visitare nel Parco Nazionale del Gran Sasso. Tu hai già scelto quali?


 

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