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Guida di Pantelleria

icona-articoloPantelleria è la più grande delle isole al largo della Sicilia, un’affascinante e pittoresca località con una ricca storia, una costa spettacolare e un fertile entroterra di origine vulcanica.
Più vicina alla costa tunisina, 67 km, che quella siciliana, 85 km, Pantelleria è la più grande delle isole distaccate dalla Sicilia, con 83 kmq di superficie.

L’isola, caratterizzata da un fascino esclusivo e bohémien, ha iniziato ad attirare visitatori d’eccellenza, come Madonna, Sting e Giorgio Armani.
Pantelleria deve la sua prosperità ai terreni vulcanici, e già nel Neolitico era abitata da coloni che costruirono i sesi, tombe scavate nella roccia tipiche dell’isola.

Pantelleria è un’isola vulcanica, nonostante non vi siano più eruzioni dal 1891, ma la sua attività geologica è ancora in funzione, anche se con manifestazioni del tutto secondarie.

La storia di Pantelleria

Pantelleria, veduta
Pantelleria vanta una storia antica, di migliaia d’anni.
La storia la ricorda come punto strategico per i commerci, conquistata prima dai greci e poi dai fenici.
I greci la chiamavano Kossira, ovvero “la Piccola”, ma il nome moderno deriva dall’arabo Bint er-rhia, che tradotto diverrebbe “Figlia dei Venti”.
Furono i Fenici a fondare il porto e a dare il via alle prime coltivazioni, regalando all’isola un periodo di forte prosperità.

Furono poi i romani a conquistarla, nel 255 a.C., testimoniato da alcuni ritrovamenti di busti dei principali imperatori. Il nome venne modificato in Cossyra e l’isola non ebbe particolari stravolgimenti. I lavori iniziati dai Fenici proseguivano, senza che il breve periodo di colonizzazione romana portasse ulteriori benefici.
Dopo la caduta dell’Impero Romano furono i vandali a insediarsi sull’isola per dare spazio poi ai bizantini e quindi agli arabi, una presenza importante che durò per oltre 400 anni.
Durante i quattro secoli di occupazione, gli arabi introdussero varie specie vegetali, come la palma, il cotone, alcune verdure e gli agrumi, oltre ai tipici giardini cintati. Diedero ulteriore prosperità e furono loro a dare il maggior prestigio a Pantelleria.

Le altre conquiste passarono quasi inosservate. Prima i Normanni, poi gli Svevi, gli Angioni, gli Aragonesi e infine i Borboni.
Pantelleria si trova proiettata nel Regno d’Italia e nella seconda guerra mondiale si risveglia con molti danni.
Il paese principale e il porto, entrambi ricostruiti dopo la guerra, non sono che il triste ingresso a quella che, per il resto, è un’isola meravigliosa.

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Cosa vedere a Pantelleria

Cosa vedere a Pantelleria
L’antico faro di Pantelleria

Nonostante le acque limpide e il litorale ricco di insenature non è presente alcuna spiaggia, ma è possibile fare escursioni, birdwatching, splendide immersioni, snorkeling, crociere lungo le coste maestose, bagni nelle calde piscine naturali oltre a godersi l’eccellente enogastronomia. Alcune fattorie vendono vino, olio, fichi, capperi e altri prodotti tipici.

Per spostarsi comodamente sull’isola si possono noleggiare motorini e biciclette. Al di fuori naturalmente non avrete difficoltà a salire su una barca e fare l’intero perimetro, scoprendo in questo modo anche varie cale e calette.

Le corriere arrivano quasi ovunque e ci sono molti sentieri escursionistici, tra cui quello che porta alla Montagna Grande, alta 836 metri, l’antico cratere dell’isola e il suo punto più elevato.
Interessante da ammirare l’antico faro, uno dei punti più panoramici dell’isola.

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Lago Specchio di Venere

Cosa vedere a Pantelleria

Tra i più scenografici luoghi naturali di Pantelleria, il Lago Specchio di Venere è situato a due passi verso l’entroterra dalla località di Campobello e dal vicino aeroporto. Il Lago di Venere si è generato sul cratere di un antico vulcano, ora dormiente, che riscalda l’acqua salata e ricca di zolfo
Non certo un caso che il lago viene descritto come uno dei più spettacolari e unici nel suo genere al mondo. Oltre all’acqua salata ben riscaldata e al paesaggio scenografico che lo contorna, il fondale del Lago Specchio di Venere è ricoperto di fango termale, noto per le sue eccezionali proprietà benefiche per pelle.
Il litorale che contorna il lago è sabbioso mentre l’acqua si presenta con stupende tonalità dal turchese vivace, che rende l’esperienza – molto simile a una SPA naturale – ancor più emozionante.

Cosa vedere a Pantelleria, il Castello Barbacane

Cosa vedere a Pantelleria

Poco distante dal vecchio porto troviamo il Castello Barbacane, in passato elemento difensivo principale insieme alla cinta muraria.
Costruito con pietra lavica, è strutturato su 4 piani, di cui uno interrato.

Al primo piano troviamo alcune stanze con un camminamento che permette di godere di un meraviglioso panorama sul porto. Da una delle stanze è possibile accedere alle segrete del castello, circa un secolo fa murate e quindi oggi tra le meglio conservate, e alla torre circolare.
Il secondo piano propone un corridoio e l’ingresso alla torre con annesso l’orologio. Qui ha sede una seconda scalinata che invece conduce all’alloggio del governatore e delle sue truppe. Poco distante si accede anche alla torre che aveva lo scopo di conservare le munizioni.

La sua storia più recente lo vede adibito prima a carcere, nel XIX secolo, poi nel periodo del secondo conflitto mondiale a sede fascista di difesa e attacco.
Solo recentemente è stato completamente restaurato e oggi è diventato un luogo di cultura con vari eventi organizzati al suo interno.

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Il Villaggio di Mursia

Cosa vedere a PantelleriaTra gli insediamenti preistorici più importanti d’Italia, il Villaggio di Mursia è un complesso fortificato.
Le sue mura, ancora oggi completamente visibili, identificano con precisione il periodo di costruzione, avvenuto nell’Età del Bronzo.
Primo luogo difensivo dell’allora nucleo abitato, da una parte Pantelleria godeva della protezione del mare e dall’altra della cinta muraria di 200 metri di lunghezza per un’altezza di circa 8 metri.
Grazie all’ottimo stato conservativo, è ancora oggi possibile identificare al suo interno dove erano posizionate le capanne abitative.

Cosa vedere a Pantelleria, Parco archeologico dei Sesi

Cosa vedere a Pantelleria

I Sesi, che in pantesco definiscono un mucchio di pietre, sono delle costruzioni presenti nelle due contrade di Mursia e Cimillia.
Sono più precisamente dei megaliti risalenti a migliaia di anni fa, dai primi abitanti insediatesi sull’isola, probabilmente di origine africana.

Dei vari Sesi che molto probabilmente erano presenti, solo uno è arrivato ai giorni nostri, chiamato Sese Grande. Con una altezza superiore ai cinque metri, il Sese Grande è caratterizzato da dodici celle e altrettanti corridoi, che indicano perfettamente la loro funzione di monumento sepolcrale.
Il sito è raggiungibile esclusivamente a piedi, dopo circa 1 km di passeggiata dalla Contrada Mursia.

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Le grotte naturali di Pantelleria

Pantelleria, lago venere
Lago Venere

I borghi della costa occidentale, Scauri e Nikà, e la costa meridionale offrono pittoreschi panorami, sorgenti naturali e grotte, in particolare Bagno Asciutto, Grotta di Sataria, Favara Grande e quella di Nikà.

L’insediamento più affascinate dell’isola è Gadir, sulla costa nordorientale, la villa di Giorgio Armani è nei dintorni, località caratterizzata da una scenografica strada interna. Nelle vicinanze sorgono Kamma e il villaggio fantasma di Mueggen, entrambi suggestivi.

Altre mete degne di nota sono la Valle di Monastero e la Valle della Ghirlanda, due graziose vallate verdeggianti, ideali per le escursioni.
Sibà, sul versante occidentale della Montagna, è un particolare borgo, qua sono situati alcuni tra i più antichi dammusi dell’isola. È probabile che un tempo sull’isola si trovassero 500 di questi monumenti funerari di forma ellittica, ma le pietre sono state via via rimosse, soprattutto per costruire i dammusi, strutture tipiche siciliane.

Quando visitare Pantelleria

Pantelleria, mare

I mesi migliori per visitare Pantelleria sono maggio, giugno, settembre e ottobre.
E’ il periodo quando l’acqua è calda ed è possibile godersi lo spettacolo di uccelli, piante selvatiche e natura incontaminata senza la folla e la canicola estiva.


 

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