Palermo, le Catacombe dei Cappuccini e gli 8000 corpi sepolti

Palermo, le Catacombe dei Cappuccini e gli 8000 corpi sepolti nel quartiere Cuba. Scopriamo le Catacombe dei Cappuccini.

Il cimitero sotterraneo di Palermo

Nel nostro mondo, nelle nostre città e, forse, anche proprio nella nostra casa, si celano segreti e misteri di cui probabilmente non si verrà mai a conoscenza.
Non si parla unicamente di fenomeni inspiegabili, ma anche di fatti facilmente ricollegabili storicamente, ma che hanno un passato e uno scopo alquanto inquietante.

Pure nel vivace e caotico capoluogo siciliano, Palermo, si nascondono -letteralmente- sotto il suolo dei fatti storici abbastanza macabri, parliamo delle Catacombe dei Cappuccini.
Ci troviamo precisamente nell’omonimo convento dei Cappuccini, nel quartiere Cuba, dove la chiesa di Santa Maria della Pace è annessa a queste catacombe.

Molte città ospitano nei propri sotterranei delle catacombe. In Italia prima tra tutte le nostra capitale Roma, dove sono presenti oltre 150 km di sepolture cristiane, ma anche ebraiche ed etrusche.

Quelle romane sono le più grandi, ma quelle di Palermo sono probabilmente le più particolari ed angoscianti. Qua ogni cadavere presenta uno stato di decomposizione differente l’uno dall’altro e si riescono a trovare i corpi anche di personaggi celebri nella storia teologica della città.

Dentro le Catacombe dei Cappuccini

Oltre 8000 defunti sono stati ritrovati all’interno del sottosuolo urbano. Una atmosfera decisamente da brivido e raccapricciante.

Le catacombe furono originariamente costruite per ospitare unicamente i monaci della città, ma in seguito vennero ampliate per ospitare anche le salme dei nobili. In questo caso, essendo priva la vocazione religiosa che giustificava la sepoltura, si otteneva il via libera grazie a generose offerte di denaro.

Le catacombe presentano diverse aree suddivise per età, sesso e condizione sociale delle persone sepolte. Il ceto sociale doveva avere sicuramente una notevole importanza considerato che alcune salme erano sistemate in bare aperte, altre venivano addirittura appese alla pareti o anche ammucchiati sulle varie mensole presenti.

La cappella delle Vergini

L’area più suggestiva in cui si riesce ad avvertire una greve sensazione di apprensione è senza alcun dubbio la cappella delle Vergini. Qua sono esposte tutte le vergini dichiarate dalla famiglia vestite di bianco, per rappresentare la purezza.

I corpi delle fanciulle indossano i loro abiti migliori, deteriorati dal trascorrere del tempo. Anche l’aspetto fisico è piuttosto inquietante: guance afflosciate e alcune denotano la bocca aperta, una situazione che viene a crearsi dalla decomposizione dei legamenti facciali.

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La mummificazione e la breve storia

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L’aria molto secca delle catacombe ha agevolato la mummificazione naturale dei corpi. I sacerdoti deponevano i morti sulle mensole e lasciavano che gocciolassero fino a esaurire i fluidi corporei.

Dopo un anno, i monaci tamponavano il cadavere rinsecchito con aceto. Successivamente veniva riempito di paglia rivestendolo con i suoi abiti migliori e trasferendolo nella stanza assegnata.

Il cadavere più antico risale al 1599 ed è quello di Silvestro da Gubbio, un ex frate locale. Il più recente, invece, è quello di Rosalia Lombardo, del 1920, una bimba deceduta causa polmonite. Grazie all’imbalsamazione, il corpo della piccola è conservato in maniera ottimale, situazione che le ha permesso di essere soprannominata ‘la bella addormentata‘.

All’interno delle catacombe troviamo anche insolitamente il Museo della Storia della Moda, la storia del fashion mode di Palermo dal Seicento agli anni Venti.

Le catacombe hanno anche la macabra funzione di ospitare il museo della storia della moda, registrando l’ascesa e il declino dello stile di Palermo dal Seicento agli anni Venti. Le mummie un tempo avevano occhi di vetro, che sparirono durante la Seconda guerra mondiale, quando i soldati americani se li portarono con se come souvenir.

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