Palazzo Yusupov, San Pietroburgo

Guida al Palazzo Yusupov, uno dei più affascinanti palazzi nobiliari di San Pietroburgo, eretto nel XVIII secolo su progetto dell'architetto Vallin de la Mothe. Il Palazzo Yusupov fu la residenza dell'omonima nobile famiglia, che lo fece erigere nella seconda metà del XVIII secolo. La famiglia, nota in tutta Europa, era dedita a collezionare raffinate opere d'arte, al cui culmine raggiunsero i 40 mila pezzi. Molte delle opere sono state nazionalizzate e trasferite al Museo dell'Ermitage. Tuttavia, ciò che ha reso noto l'elegante palazzo è l'assassinio di Grigorij Rasputin, avvenuto nel dicembre del 1916. Ecco storia e caratteristiche del Palazzo Yusopov, San Pietroburgo.2 min


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Palazzo Yusupov, San Pietroburgo
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Palazzo Yusupov

Storia e caratteristiche del Palazzo Yusopov, San Pietroburgo

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icona-articoloNel cuore di San Pietroburgo ha sede il Palazzo Yusupov, eretto nel XVIII secolo su progetto dell’architetto Vallin de la Mothe. Il Palazzo Yusupov spicca tra gli altri edifici nobiliari per la sua bellezza e particolare conservazione. È infatti uno dei pochi edifici non imperiali a vantare una tale bellezza in termini architettonici, complice anche la sua interessante posizione sulle rive del fiume Mojka.

L’edificio, completato nella sua prima forma nel 1776, fu poi rimaneggiato più volte. Furono numerosi gli architetti e gli artisti che contribuirono alla sua realizzazione, tra cui lo scultore italiano Emilio Sala. È cosi che l’edificio assunse un’aspetto che mescola numerosi stili architettonici, con maggiore influenza sul classicismo russo.

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La famiglia Yusupov

Palazzo Yusupov, San PietroburgoIl palazzo, sino al 1917, anno della Rivoluzione d’Ottobre, fu di proprietà dell’omonima famiglia degli Yusupov, all’epoca tra le più influenti e ricche di Pietrogrado. I membri della famiglia Yusupov erano noti in tutta Europa per la loro raffinata collezione d’arte, tra le più estese di quelle di proprietà privata.

Molte delle opere d’arte, di altissimo pregio e qualità, sono conservate nelle stanze e nei corridoi del Palazzo Yusupov.

Insieme alle opere, gli spazi interni vantano finiture e decorazioni d’incredibile bellezza, opera dei migliori maestri russi dell’epoca. Non mancano arredi artigianali costruiti con i migliori materiali, ma anche sculture di artisti di calibro internazionale. 

La maggior parte delle opere d’arte della collezione degli Yusupov sono oggi conservate tra le mura del Museo dell’Ermitage. Queste vennero infatti nazionalizzate a seguito dell’ascesa al potere dei sovietici, già nel 1917. La ricchissima collezione degli Yusupov comprendeva oltre 40 mila opere d’arte, tra cui molte firmate da Rembrandt, che si dice essere stato tra gli artisti prediletti dalla nobile famiglia. 

Il soggiorno, i lampadari e i candelabri, le pareti e il teatro privato, il Palazzo Yusupov è la rappresentazione per eccellenza dello sfarzo tipico delle residenze nobiliari russe. 

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L’omicidio di Grigorij Rasputin

Palazzo Yusupov, San PietroburgoIl Palazzo Yusupov assunse notorietà non tanto per i suoi dettagli architettonici o per le opere d’arte, bensì per un cruento assassinio. Qua, infatti, il 17 dicembre del 1916 fu assassinato Grigorij Rasputin, il consigliere privato dei Romanov che ebbe particolare influenza su Nicola II, l’ultimo zar di Russia.

L’assassinio di Grigorij Rasputin è raccontato in una mostra all’interno del Palazzo Yusupov. L’evento è tutt’oggi avvolto in un alone di mistero, in quanto non si hanno documenti che ne certifichino con esattezza le dinamiche.

Ciò che si conosce, neanche per esattezza, è che l’omicidio coinvolse il giovane principe Felix Yusupov, erede della ricca dinastia. L’omicidio pare essersi attuato o il 17 o il 30 dicembre, non si conosce con esattezza la data.

Il giovane principe, supportato dal politico Vladimir Mitrofanovič Puriškevič e dal Granduca Dmitri Pavlovich, invitò Grigorij Rasputin al Palazzo. Il consigliere venne accompagnato in una lussuosa stanza nel seminterrato, dove gli venne offerto del vino rosso.

Felix Yusupov sparò un primo colpo a Rasputin, dandolo per morto salì al pianterreno. Rasputin, ancora in vita, cercò di fuggire attraverso un’uscita secondaria, un secondo proiettile venne sparato da Purishkevich, sulla schiena. Il terzo, e ultimo proiettile, venne sparato in fronte. Il corpo fu poi gettato nel fiume Neva.


 

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