Paestum, l'area archeologica della Campania

Paestum | L’area archeologica della Campania


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Paestum, l’area archeologica della Campania

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A qualche decina di km da ⇒ Salerno, troviamo quella che probabilmente era stata una delle più grandi città della Magna Grecia sul Mar Tirreno.
Paestum, in origine Poseidonia come chiamato dagli antichi greci, fu prima conquistata dai lucani e successivamente dai romani. I primi scelsero di chiamarla Paistos mentre i romani le diedero il nome con cui attualmente è conosciuta.

L’area archeologica di Paestum è uno dei principali luoghi di richiamo turistici della Campania e annoverato tra i Patrimoni dell’umanità da parte dell’UNESCO. Poco distante dai templi di Paestum troviamo i resti della città vecchia di Capaccio, comune della provincia di Salerno.

Cosa vedere a Paestum
I templi di Paestum

I templi di Paestum
I templi di Paestum: Tempio di Hera

Sono tre le ragioni per cui si viene a visitare Paestum, ossia i tre templi dorici ancora oggi visibili all’interno del sito archeologico.

  • Tempio di Hera: il più antico dei tre templi, la cui realizzazione è stimata intorno al 550 a.C. e posizionato nella parte sud del sito archeologico di Paestum. In passato venne creduto edificio romano pubblico a causa di errate interpretazioni avvenute durante i primi scavi;
  • Tempio di Nettuno: il secondo tempio è affiancato al tempio di Hera. E’ intitolato a Nettuno da parte degli studiosi del ‘700 che gli attribuirono il nome poiché convinti che fosse stato costruito proprio in suo onore. Studi più recenti lo attribuiscono invece dedicato ad Apollo;
  • Tempio di Cecere: il terzo e ultimo tempio è conosciuto anche con il nome di Atena. La sua costruzione è avvenuta qualche decina d’anni dopo il tempio di Hera e, rispetto agli altri due, è architettonicamente differente. Tra le costruzioni più interessanti dell’antica Magna Grecia, il tempio di Cecere è composto da larghi blocchi di calcare.

I templi sono visibili da molto vicino ma non è possibile accedervi.

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Il sito archeologico di Paestum

Non solo solo i templi la ragione del successo turistico di Paestum.

Appena arrivati sarete da subito immersi nella storia del luogo, iniziando dalla lunga cinta muraria, quasi 5 km di lunghezza con alcune delle porte di accesso. Quattro sono infatti le porte di accesso al sito, ognuna per lato. La più nota è forse la Porta Giustizia posta a sud e la Porta Sirena, accessibile invece dal lato est della fortificazione.
Al suo interno immancabile una visita alla piazza rettangolare che più di altre la identificava. Il Foro, questo il nome, in passato si presume essere vissuta dai suoi abitanti essendo sede di numerose botteghe e di vari edifici pubblici e religiosi. Tra le cose da vedere nell’area archeologica di Paestum meritano l’Anfiteatro, il Tempio Italico e la Piscina, tutte aree il cui accesso era pubblico.

Nel Museo Archeologico troverete invece numerosi resti degli scavi che hanno riportato alla luce l’antico centro della Magna Grecia. La sua inaugurazione avvenne nel 1952 con una unica sala. Negli anni a seguire il Museo venne ampliato con nuove sale e arricchito da un giardino interno con vetrate che si aprono verso l’esterno.
L’esposizione raccoglie l’intera storia di Paestum raccontandone la vita quotidiana, anticipato da una sezione introduttiva che ricostruisce l’intera storia della scoperta dell’area.

Nel museo avremo modo di comprendere anche le ragioni del declino di Paestum.
La cittadina venne infatti gradualmente abbandonata proprio dai romani che la relegarono a un ruolo secondario dopo l’apertura di nuove rotte commerciali.
Alla caduta di Roma, il villaggio greco si ritrovò a combattere prima con una importante epidemia di malaria e successivamente contro gli attacchi dei saraceni. Furono proprio loro a costringere i pochi abitanti rimasti ad abbandonare la città.
Paestum, dopo secoli di completo abbandono, venne riscoperta nel 1762.


 

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