Oratino, il borgo molisano ricco di storia

Oratino, il borgo molisano ricco di storia e cultura con un passato turbolento e caratterizzato da una serie di passaggi feudali. Ecco Oratino.

Scopriamo Oratino

Oratino è un comune di circa 1500 abitanti nella provincia di Campobasso, in Molise.
Nella sua storia si ricordano sostanzialmente i primi dati noti, risalenti intorno al XII-XIII secolo, quando il predominio degli angioini creò diversi conflitti interni.
Queste piccole guerriglie, affrontate con paesi vicini, indebolì il borgo causando anche un rallentamento importante nella crescita e nello sviluppo.
Fortunatamente il borgo di Oratino riuscì in seguito a recuperare tutte le forze che servivano per riabilitare l’economia locale, basata sulle fattorie.

Oratino è una delle tante testimonianze che confermano che il duro lavoro e la volontà sono in grado di riparare qualsiasi problema sociale ed economico.
Tra il 600 e l’800 il paese vide accrescere il suo sviluppo economico grazie alle diverse botteghe artigianali che, una dietro l’altra, contribuirono a dare prosperità alle casse malandate del territorio.

La storia di Oratino

I primi insediamenti locali si collocano intorno alla seconda metà del II millenio a.c. grazie al ritrovamento di resti archeologici.
Durante il periodo romano Oratino era annesso al municipio di Fagifulae e di quest’epoca è stato ritrovato un cippo in pietra, oggi conservato nel Museo Provinciale Sannitico di Campobasso. La sua esposizione permette di ossercate la prima testimonianza di come i romani suddividessero il terreno.
Del medioevo è la nota storica più antica che cita Oratino e la località La Rocca.

Nel corso dei secoli Oratino non è appartenuto ad una unica famiglia nobile, come invece solito accadere in altri borghi.
La prima famiglia nota è quella dei Ardicourt, nel 1268, anche se si suppone che rimasero molto poco tempo come feudali di Oratino: già nel 1279 della casata non vi era più traccia.
Nel 1333 Oratino divenne feudo del Re Roberto che lo donò alla regina Sancia, sua sposa, in modo che potesse devolvere le riscossioni tributarie al monastero di S. Chiara di Napoli.
Alla sua morte, nel 1345, il feudo passò a Carlo di Gambatesa Conte di Termoli che a sua volta donò Oratino alla figlia Violante, neosposa di Sforza Gambacorta.

Le successioni feudali si susseguono ininterrottamente fino a quando, nel 1720, Gennaro Girolamo Giordano viene nominato Duca di Oratino da Carlo VI d’Asburgo imperatore del Sacro Romano Impero e Re di Napoli.
E’ il segno di una prima importante svolta nella storia di Oratino: fino ad allora i feudatari erano noti per le tante vessazioni imposte rendendo il popolo del borgo sempre più impoverito. Il Giordano era invece un poeta, noto tra l’altro per il suo mecenatismo, colui che diede proprio il via alla ripresa economica del paese.
Alla sua morte, nel 1733, venne sepolto nella chiesa di Sant’Anna.

Il successore fu il fratello Antonio che però era meno interessato alla prosperità di Oratino, preferendo infatti risiedere a Napoli. Alla sua morte, avvenuta comunque ad Oratino nel 1762, subentra come erede il primo figlio, Giuseppe, che invece decide di proseguire le attività dello zio Gennaro Girolamo. Morì nel 1813 e venne seppellito nella chiesa di Santa Maria di Loreto.
Il feudo passa ora nelle mani il nipote Antonio Giordano con il ruolo di Sindaco del Comune di Oratino e anche di Presidente del Consiglio Generale del Molise.
Anche Antonio venne seppellito, nel 1841, nella chiesa di Santa Maria.

Visitare Oratino

Cosa vedere ad Oratino

Dopo queste premesse storiche è facile comprendere come Oratino sia stato nel tempo protagonista, in diversi risvolti, di episodi che ne hanno segnato il percorso, anche architettonicamente e strutturalmente.
Nonostante sia ben visibile il patrimonio della città, molto di quello che era possibile visitare è andato nel tempo distrutto.

Partiamo naturalmente dal centro storico, dove troviamo la chiesa di Santa Maria Assunta.
La sua costruzione è antecedente al 1251, quando troviamo le prime note che riferiscono della struttura religiosa come già presente sul territorio. Sicuramente la chiesa ha avuto diverse ristrutturazione prima di arrivare come oggi possiamo ammirarla.
L’edificio conserva nella sua navata centrale, praticamente intonso, un affresco di Ciriaco Brunetti concluso nel 1791. Parliamo dell’Assunzione della Vergine.
In questa chiesa sono inoltre sepolti i duchi Giordano.

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Nella seconda metà del 18° secolo la chiesa è stata oggetto di una importante rivalutazione decorativa proprio dal Brunetti insieme al fratello. Nelle nicchie sono presenti alcune sculture, prima tra tutte come la Madonna del Rosario, datata al 1715 fu una creazione di Carmine Latessa. È presente anche la Madonna del Carmine di Crescenzo Ranallo, risalente all’anno 1854.

La nostra visita può proseguire sul Belvedere Calise, un pittoresco terrazzo panoramico in grado di donare una panoramica esclusiva del territorio dal massiccio del Matese ai monti della Maiella. Al centro del terrazzo troviamo la Fontana della Memoria di Oratino, un’opera moderna firmata Renato Chiocchio, datata 2001. L’artista fu ospitato dal più volte citato Ciriaco Brunetti.

Merita una visita anche l’affascinante Palazzo Ducale, restaurato nel 18esimo esimo secolo.
L’edificio presenta una struttura a pianta quadra ed è situato nella piazza dedicata a Gennaro Girolamo Giordiano, il duca poeta che compiette il lavoro di restaurazione.
Il palazzo è caratterizzato da un maestoso portale in pietra decorato con foglie d’acanto, coronato dallo stemma gentilizio.

Parallelamente all’edificio è situata la Porta del Piano, risalente al 13esimo secolo, è il luogo d’ingresso per il borgo medievale.
Nella punta più alta del centro storico è presente la Chiesa di Santa Maria Assunta, risalente al 13esimo secolo. L’interno della struttura è caratterizzato da tre navate e nella volta centrale è presente l’affresco con l’Assunzione della Vergine, un capolavoro di Brunetti del 1791.

Nella chiesa sono conservate altre opere di artisti oratinesi come la statua di San Rocco di Silverio Giovannitti, e quella di San Bonifacio Martire di Crescenzo Ranallo, mentre l’Ostensorio in argento, opera di raffinata fattura, risulta progettata nel 1838 da Isaia Salati.

Ristorante_icona

Dove mangiare

– Olmicello – 48, Via Regina Margherita, 86010 Oratino, Italia
– Taverna del Duca – Piazza Giordano, 31, 86010 Oratino, Italia
– Ristorante la Roccia – C.da Peschiatura 27, 86010 Oratino, Italia

Icona hotel

Dove dormire

– Il Vigneto – Contrada Lenze 6, 86010 Oratino, Italia
– Pagliarelle – via Circonvallazione S. Bonifacio, 86010 Oratino, Italia

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