Una stradina tra le pittoresche case del borgo medievale di Nusco, in provincia di Avellino.

Nusco, il Balcone dell’Irpinia | Cosa vedere a Nusco (Avellino)


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Cosa vedere a Nusco (Avellino) | Tutto quello da sapere per visitare questo stupendo borgo

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Mappa di Nusco, in provincia di Avellino
Mappa di Nusco, in provincia di Avellino

Icona articoloVi presentiamo Nusco: uno splendido borgo nel cuore dell’Irpinia caratterizzato da un centro storico variegato e ben conservato, che immerge i visitatori in un paesaggio urbanistico variopinto e ricco di tesori nascosti. Nusco è la meta perfetta per tutti coloro che ricercano, magari durante una vacanza balneare, una destinazione facilmente visitabile in una giornata ma comunque ricca di sorprese.

Certamente non è la località più semplice e veloce da raggiungere, soprattutto se si vive in città o se si è in vacanza al mare, ma garantiamo che questo borgo a più di 900 metri d’altitudine riuscirà a regalare attimi indimenticabili. Un’atmosfera quasi fiabesca quella che si respira a Nusco, immerso in un contesto paesaggistico d’eccellenza, tra colline, valli e sorgenti.

Non certo un caso che questa rilassante destinazione sia soprannominata il Balcone dell’Irpinia, che già da solo permette di intuire quali panorami si possono godere a Nusco. Non resta altro che scoprire i tesori di questo borgo senza tempo con una rigenerante gita fuori porta: ecco cosa vedere a Nusco.

Cenni storici

Palazzo vescovile del XVIII secolo di fronte alla cattedrale di Nusco, in provincia di Avellino
Palazzo vescovile del XVIII secolo di fronte alla cattedrale di Nusco, in provincia di Avellino

E come ogni borgo italiano che si rispetti, anche Nusco presenta un passato ricco e origini antichissime. Prima, però, partiamo descrivendo il paesaggio circostante. Il comune di Nusco sorge su un altopiano a metà tra due importanti comuni dell’Irpinia, Montella e Lioni, immerso in quel magnifico paesaggio dettato dalle valli del Fiume Ofanto e del Calore, quest’ultimo affluente del Volturno. Facile immaginare come ai margini del borgo, in quelle terrazze di belvedere, si possano ammirare panorami difficili da trovare altrove. In particolare il panorama che ne consegue spazia sul massiccio del Vulture, un antico vulcano spento, e sui monti dell’Appennino campano del Montagnone di Nusco, del Terminio, del Partenio, del Taburno e i Monti Dauni, fino all’Appennino sannita con il monte Matese.

La zona è con tutta probabilità popolata sin dalla preistoria, ed è possibile che nei pressi dell’odierno borgo ci fosse un insediamento romano. Tutte belle informazioni, ma che purtroppo rimangono (sebbene solide) solo ipotesi. Per conoscere la storia “certa” di Nusco occorre tornare indietro nel tempo sino agli albori del medioevo, in quel periodo perfino antecedente al cosiddetto alto medioevo ma anteriore alla caduta dell’Impero Romano. È tra il VII e il VIII secolo che viene per la prima volta identificato il castrum di Nusco, sorto in questa strategica posizione geografica per il controllo dei valichi negli Appennini e nelle vallate circostanti.

È però solamente alla fine dell’XI secolo che il nome del borgo viene per la prima volta trascritto un documento, o quantomeno il più antico documento che ne comprova l’esistenza giunto ai giorni nostri: redatto nel 1093. In questo documento Nusco viene menzionata con il titolo di civitas segnalandolo come sede del vescovo Amato, un personaggio ben degno di nota, in quanto è a lui che si deve la maggiore evoluzione, sia di carattere civile che è religioso di questo insediamento.

Man mano che gli anni passarono, Nusco si trasformò da piccolo insediamento periferico a un vero centro urbano sviluppato, caratterizzato dopo un sofisticato impianto di cinta muraria, con il suo possente castello e con i suoi imponenti ed eleganti palazzi signorili. È purtroppo ben noto che il territorio dell’Irpinia è uno dei più soggetti a terremoti in Italia. Nusco, come per tutto il territorio circostante, è stato più e più volte vittima di terribili terremoti, tra cui il più devastante e recente avvenuto nel 1980. Certamente il terremoto del 1980 ha danneggiato gran parte del centro abitato, ma non per questo il suo fascino è andato perduto, ma anzi ancora oggi il borgo presenta il suo caratteristico centro storico tutto sommato ben conservato (considerando i vari disastri naturali avvenuti nel corso dei secoli). In epoca contemporanea, brusco E diventata una importante meta turistica. Il sindaco di Nusco in carica dal 2014 Luigi Ciriaco De Mita è stato Presidente del Consiglio dei Ministri tra il 1988 e il 1989.


Cosa vedere a Nusco

Scorcio sul centro storico di Nusco, nell'Irpinia
Scorcio sul centro storico di Nusco, nell’Irpinia

Vogliamo iniziare questo emozionante viaggio tra le cose da vedere a Nusco facendo la premessa che questo è un borgo sempreverde. Certamente la stagione estiva regala una vestigia davvero elegante questa località, ma rimane sempre pur vero che nelle mezza stagioni il meteo è perfetto per scoprire il paesaggio naturalistico nei suoi dintorni, mentre l’inverno con le sue nevi l’atmosfera natalizia regala attimi di pura suggestione. Nusco rispecchia in tutto e per tutto le tipiche caratteristiche di classico borgo medievale.

In particolare le località che sorgono vicino ⇒ Napoli possiedono alcune peculiarità in comune. Anticamente gli insediamenti sorsero con una serie di file di abitazioni tutte attorno a una piazzetta centrale. Con il passare degli anni e dei secoli le località cominciarono ad arricchirsi gli edifici di vario genere, in particolare chiese e di palazzi residenziali. Con l’aumentare in queste strutture il centro abitativo aumentava altrettanto di dimensioni, con la caratteristica del trovarle molto vicine tra loro. Questo provocò la necessità di realizzare strade molto strette, pavimentate a ciottoli, che sommate alle costruzioni in pietra davano un carattere e un’anima ai borghi campani davvero uniche nel proprio genere.

 

Le attrazioni storiche di Nusco

Cosa vedere a Nusco, Campania, la cattedrale di Sant'AmatoQuanto appena descritto vale anche per Nusco stessa, che nel suo variopinto centro storico custodisce ancora oggi alcuni palazzi antichissimi, che a loro volta probabilmente (soprattutto quelli più centrali) andavano a sostituire edifici preesistenti che oggi avrebbero anche più di millecinquecento anni. E così, addentrandoci nel cuore di questo borgo, attraversando la labirintica rete di stretti vicoli scenografici, giungiamo a scoprire finalmente i palazzi storici degni di nota: Palazzo del Sordo, Palazzo Ciricetti, Palazzo Barbone, Palazzo Astrominica, Palazzo Calabrese e Palazzo della Saponara.

Lato edifici religiosi il patrimonio artistico si fa ancor più interessante, grazie – prima tra tutte – alla Concattedrale di Sant’Amato, già cattedrale della diocesi di Nusco, risalente al XI secolo. La struttura della concattedrale di Nusco fu più e più volte ricostruita e rimaneggiata nel corso dei secoli, finché la struttura non assunse il suo odierno stile rinascimentale, con alcuni elementi architettonici riconducibili ad altri stili, creando un’opera davvero pregevole unica nel suo genere. Il più caratteristico degli elementi implementati nella cattedrale è senza dubbio la sua torre dell’orologio, di recente realizzazione: 1891. Completano la ricca offerta il campanile di 33 metri e l’interno tre navate con cappelle laterali e presbiterio e coro che si innalzano, risalenti al ‘700.

Il nostro itinerario nel centro storico di Nusco prosegue poi sino all’Abbazia di Fontigliano, realizzata nel lontano VI secolo d.C. e ristrutturata diverse volte, assieme all’adiacente antiquarium, laddove sono custodite alcune epigrafi di età augustea. Più di tutti gli altri monumenti cittadini, l’abbazia racchiude testimonianze ed eredità raccolte dai tanti popoli che negli anni ascesero al potere nell’Irpinia. Prima i longobardi, che fondarono la località, poi i saraceni e ancora dopo contribuirono al miglioramento dell’abbazia l’avvento dell’Ordine di San Benedetto.

Più di mille anni più tardi dalla sua fondazione, nel 1842 la sua facciata fu ampiamente restaurata, con la bifora di stile gotico, venendo poi ristrutturata nel 1950, lavori che portarono il monumento al suo splendore originale. E così giungiamo finalmente allo splendido Castello di Nusco, di origine longobardo-normanna, che pur essendo ridotto in completa rovina ancora si può respirare l’atmosfera gloriosa che si viveva ai suoi tempi d’oro. Prima di lasciare la località non perdetevi il magnifico panorama che si può ammirare dal belvedere di Porta Molino e da Via Coste.


 

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