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Cosa vedere a Novara, Piemonte

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icona-articoloPoco più di 105.000 abitanti, Novara si trova fra i fiumi Ticino e Sesia, gli stessi che hanno definito sia la storia che l’economia di questa terra piemontese in odore di Lombardia. Siamo nella provincia più orientale del Piemonte in un territorio pianeggiante verso il sud, proprio dove confina con la Lombardia e più montuoso nella parte più settentrionale.

Il territorio di Novara ospita parzialmente il Lago d’Orta, il Parco Fluviale del Ticino e anche la Riserva Naturale delle Baragge, l’area regionale protetta che interessa anche i comune di Biella e Vercelli. I suoi dintorni raccontano una lunga storia, ecco perché non sarà difficile imbattersi in castelli o antiche abbazie, oltre alle tante risaie, una delle produzioni più tipiche del novarese.
Pronti a scoprire cosa vedere a Novara?

Cenni storici

Mappa di NovaraLe origini di Novara sono ancora più antiche di quelle di Roma. Nata probabilmente da un insediamento dei Liguri, Novara era all’inizio poco più che un gruppo sparso di piccole casupole distribuite tra la pianura e i laghi che la circondano, un agglomerato che vide presto la completa distruzione da parte dei Galli di Belloveso. Il principe, la cui la vicina Milano dedica una piazza, era un principe Gallo che invase l’intera Pianura Padana, zona a cui Novara appartiene e che per alcuni è stato anche in fondatore del capoluogo lombardo.

La sua ricostruzione avvenne poi per mano di un’altra popolazione gallica, quella dei Vertocomacori, quest’ultima di origine provenzale.
Furono poi gli Etruschi a invaderne il territorio, cacciati a loro volta dai Romani che la trasformarono in colonia. Ancora oggi la città conserva numerosi reperti derivati proprio dalla dominazione romana, periodo in cui Novara diventò a tutti gli effetti una città pagana.

Novara nel Medioevo

Dopo l’appartenenza all’Impero, Novara non venne quasi nemmeno considerata fino al successivo dominio Longobardo, nel 569 a.C., quando divenne particolarmente religiosa, abbandonando il precedente culto greco-romani per avvicinarsi al cristianesimo.
Nel medioevo la città si vide distribuita lungo due fazioni, quella guelfa e quella ghibellina, un periodo di rivalità più che vere e proprie guerriglie. Le lotte interne diedero comunque l’impulso per dare un governo stabile a Novara, mediante l’attuazione di un podestà, scelto in Martino della Torre, che riuscì a placare gli animi delle due fazioni in contrasto.

I secoli successivi, dal XII al XV videro la città sottomessa prima a Barbarossa e poi aderente alla Lega Lombarda, nel 1168. Nel 1311 passò ai Visconti partecipando a tutte le guerra tra Visconti e Sforza.
Nel 1713 è il momento del passaggio al governo austriaco per essere poi regalata a Carlo Emanuele III ed entrando a far parte degli Stati Sardi. La successiva Rivoluzione Francese vede Novara assumere il ruolo di capoluogo dell’Agogna prima di tornare, nel 1814, sotto il dominio sabaudo.

Novara e il Risorgimento

Nel Risorgimento la città piemontese ricorda le due battaglie più importanti che hanno visto Novara coinvolta. La prima nell’aprile del 1821 e la seconda nel marzo del 1849, quest’ultima tra Piemontesi e Austriaci. Fu in questa occasione che Carlo Alberto abdicò in favore di suo figlio, Vittorio Emanuele II.
Da questo momento la città si avvicina verso l’Unità d’Italia, completando il suo percorso storico.

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Link-uscita icona Orta San Giulio, una gita al Lago d’Orta

Cosa vedere a Novara

Cosa vedere a Novara, veduta
Novara, veduta

Avvicinandosi alla città si avrà modo da subito di comprendere l’importanza delle origini romane, visibili in particolar modo dalle sue mura ma anche da alcuni edifici, come quella che in passato ha assunto il ruolo di caserma dei vigili del fuoco.

Il centro storico

Cosa vedere a Novara: la Cattedrale
Cosa vedere a Novara: la Cattedrale

Merita assolutamente tra le cose da vedere a Novara la Cattedrale di Santa Maria Assunta, il Duomo cittadino posto nell’omonima piazza Duomo, nota come Piazza della Repubblica. La chiesa, di tre navate, è arricchita da una volta a botte che le dona eleganza e austerità, arricchendo i vari tesori artistici contenuti al suo interno, tra cui dipinti e monumenti.
Altro edificio religioso di rilievo, ancora più importante rispetto alla Cattedrale, è la Basilica di San Gaudenzio, nota per la sua imponente cupola che svetta sulla città, complice l’altezza di ben 120 metri. La struttura, a singola navata, è caratterizzata da un lampadario che svetta al centro della navata e che ricorda lo storico incontro tra l’allora vescovo di Novara, Gaudenzio e il sindaco di Milano, Ambrogio.
Sulla cupola è possibile salire in ascensore da dove sarà facile immaginare un panorama unico che permette di ammirare l’intera città fino al massiccio del Monte Rosa.

Spostiamoci di poco per raggiungere la Casa Bossi, un palazzo che richiama la tipica architettura ottocentesca di Novara, realizzata da Alessandro Antonelli, lo stesso architetto che ha disegnato la Mole di Torino ma anche la stessa Cupola di San Gaudenzio, oltre al già citato Duomo.
Non troppo distante, nella vicina via Negroni, merita visitare il Palazzo Bellini, tra le strutture storiche più interessanti, proprio il luogo dove il re Carlo Alberto abdicò in favore del figlio. Sempre nelle stessa sale, qualche anno dopo, Napoleone III e Vittorio Emanuele II si organizzarono per la battaglia di Magenta.

A un paio di minuti dal Municipio troviamo una delle altre strutture da annoverare tra le cose da vedere a Novara, il complesso architettonico dell’Arengo, conosciuto anche come il Broletto. E’ un complesso di origini medievali disposto a quadrilatero il cui centro ospita un piccolo cortile, detto proprio Arengo, punto ideale per staccare dal caotico centro cittadino.
Oggi è sede di numerose esposizioni temporanee e in uno degli edifici è invece ospitata la Galleria d’Arte Moderna.

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Link-uscita icona Viaggio per immagini nei Borghi d’Italia

Attrazioni da visitare a Novara

 

Attrazioni da visitare a NovaraNovara si caratterizza per numerose altre attrazioni, ognuna d’incredibile interesse storico-culturale. Tra le cose da vedere assolutamente a Novara citiamo il famoso Castello Visconteo, edificato nel corso del XIII secolo per scopi puramente militari. L’imponente struttura del castello sorge laddove si trovavano, anticamente, le mura romane, venendo poi più e più volte modificato nel corso degli anni.

Altro tra i più iconici degli edifici di Novara è il suo Battistero. Il Battistero di Novara è il più antico edificio della città a essere rimasto interamente intatto. È considerato una delle strutture paleocristane di maggior interesse di tutto il Piemonte ed è ubicato giusto a due passi dal Duomo, sul lato opposto del quadriportico antonellliano. Le sue origini sono ramificate tra il V e il VI secolo, periodo in cui sostituì un precedente edificio di epoca romana.

In tema culturale vi consigliamo vivamente di visitare i musei della canonica del Duomo, con molta probabilità il più importante centro museale della città. I musei della canonica si sviluppa in due macro collezioni, rispettivamente il Museo Lapidario e il Museo del tesoro del Duomo. Il Museo Lapidario, intitolato a Carlo Franesco Frasconi, espone numerose reliquie databili tra il II e il III secolo a.C. Il Museo del Tesoro, invece, raccoglie nelle sue undici sale numerose opere, sculture e reperti archeologici legati a tutte le chiese del territorio diocesano.

Da non perdere è anche l’Abbazia di San Nazzaro della Costa, uno dei più importanti complessi religiosi del Piemonte orientale. L’Abbazia si compone dall’omonima chiesa e dal vicino convento, situati sulla cima del colle della Vittoria, nell’immediata periferia della città. Le sue origini sono molto probabilmente risalenti al X secolo, venendo dapprima abitato dalle Clarisse, poi dai Frati Minori.

Concludiamo il nostro viaggio tra le cose da vedere a Novara presso il più importante teatro lirico cittadino: il Teatro Coccia. Costruito sul sito del precedente Teatro Nuovo, demolito in quanto troppo poco capiente per la richiesta del tempo. Il teatro prende il nome da Carlo Coccia, maestro di cappella del Capitolo del Duomo per oltre trent’anni consecutivi, deceduto nel 1873.


 

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