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Cosa vedere a Nizza Monferrato, Asti

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Nel cuore del Monferrato, tra  Alba,⇒ Asti e ⇒ Alessandria, troviamo Nizza Monferrato, uno dei centri urbani più importanti della provincia di Asti.
Principalmente noto come centro agricolo e commerciale, Nizza Monferrato è soprattutto noto per l’importante produzione vinicola, tra le zone più importanti del territorio italiano.

Tra i primi paesi che si incontrano nell’Alto Monferrato, nella parte meridionale di Asti, Nizza Monferrato è geograficamente più vicino ad Alessandria che ad Asti, da cui dista circa una trentina di km. La piccola cittadina, poco più di 10.000 abitanti, sorge nella Valle Belbo ed è attraversata dall’omonimo torrente che contribuisce in maniera importante a rendere la zona una tra le più importanti a livello di vigneti.
Pronti a scoprire cosa vedere a Nizza Monferrato?

Cenni storici

Mappa Nizza MonferratoLe prime notizie di Nizza Monferrato risalgono all’inizio dello scorso millennio ma la data di fondazione ufficiale è invece considerata un paio di secoli dopo, nel 1225. Nizza Monferrato viene infatti ritenuta fondata con l’unione di sette castelli durante un conflitto tra gli abitanti di Asti e quelli di Alessandria.

Dopo la sua fondazione Nizza Monferrato vide fin dall’inizio una serie di assedi nel suo territorio, creando una sorta di confine neutro posizionato tra il Belbo e il torrente Nizza.
Appena nata, già nel 1230, la cittadina viene posta sotto la giurisdizione di Alessandria, rimanendo comune fino al 1264, anno in cui passerà invece sotto il dominio di Guglielmo VII di Monferrato. Nonostante questo passaggio, Nizza Monferrato vide proseguire i numerosi tentativi di assedio.

Il primo sviluppo di Nizza Monferrato

I continui assedi e relativi passaggi di proprietà proseguirono a lungo, fino al XV secolo, ovvero fino all’arrivo nel territorio di Carlo VIII, il re di Francia, che soggiornò a lungo nel convento di San Francesco.
La fama della città era destinata a crescere e nel XVI secolo iniziò la produzione di cereali, canapa ma soprattutto di uve pregiate, prima di essere voluta dai Gonzaga, interessati proprio alla sua produzione. Fu un periodo fiorente interrotto già nei primi anni del Seicento da vari problemi e da ulteriori continui assedi.
Dopo essere stata invano contesa da Carlo Emanuele I, le truppe del cardinale Gonzaga si videro sconfitti dalle truppe francesi nel 1629.

Il successivo anno fu terribile per Nizza Monferrato, la peste arrivò in città e successivamente assegnata a Carlo I duca di Mantova. Gli scontri proseguirono inesorabilmente tra gli spagnoli e i francesi, eventi che porteranno alla distruzione della fortezza, mai ricostruita e ancora oggi visibile solo con alcuni resti.
Gli Aragonesi, nel 1647, la rasero al suolo e la metà del secolo fu alquanto rovinoso per la cittadina piemontese, distrutta da debiti e priva di qualsiasi oggetto di valore.

Dal 1700 ai giorni nostri

Per i nicesi non era ancora nulla concluso fino alle guerriglie tra Austria e Francia, disputate proprio nel territorio del Monferrato, quando la città passò ai Savoia nel 1708, nel frattempo diventata città ducale nel 1703.

Solo alla fine del Settecento Nizza riuscì debolmente a riprendersi dalla sua situazione economica, grazie all’industria della seta che diede lavoro alla comunità.
Il secolo XIX fu importante per i nicesi grazie ai tanti personaggi politici che la visitarono, promuovendo ovunque la produzione della città, tra cui Francesco Cirio che promosse le conserve alimentari in quella che è ancora oggi l’azienda che porta il suo nome.

Più recentemente Nizza, dopo essere stata capitale della Repubblica Partigiana dell’Alto Monferrato nel 1944, la si ricorda per la piena del Belbo nel 1968 e per la proclamazione di Patrimonio UNESCO nel 2014 per la sua produzione vitivinicola.

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Cosa vedere a Nizza Monferrato

Iniziamo a scoprire cosa vedere a Nizza Monferrato dal suo centro storico, con la sua stretta e porticata via Maestra, ricca di negozi.
Arrivati in Piazza Garibaldi avrete modo di visitare il Foro Boario, un complesso ricoperto da una volta a capriate, oggi simbolo del commercio e struttura adibita a Ufficio del Turismo e che ospita diversi eventi gastronomici.

Palazzi Storici

Cosa vedere a Nizza Monferrato, Municipio
Palazzo Comunale di Nizza Monferrato

Altra piazza da visitare, poco distante dal Foro Boario, è la Piazza Martiri di Alessandria, il vero fulcro cittadino. Qui ha sede il Palazzo Comunale, edificio maestoso risalente al XV secolo e dominato dal Campanon, affettuoso nomignolo attribuito dai nicesi all’antica torre campanaria.

Giusto di fronte troviamo invece il Palazzo De Benedetti, costruito nel XVIII secolo, una residenza a cui recentemente è stata aggiunta la sezione destra. Il suo passato lo ricorda come sede della sinagoga della comunità ebraica locale, definitivamente smantellata poco prima del secondo conflitto mondiale.

Tra gli altri palazzi storici che meritano essere visitati a Nizza Monferrato segnaliamo il Palazzo Baronale Crova. Lo riconoscerete per le sue originali volte a vele e oggi ospita al suo interno l’Enoteca Regionale e il museo multimediale Palazzo del Gusto, dedicato naturalmente alla produzione vinicola e alla gastronomia dell’area del Monferrato.
Se volete visitare l’esposizione recatevi nei fine settimana, quando è prevista l’unica apertura al pubblico, con accesso libero.

Altro museo di Nizza Monferrato  il Museo Bersano, sempre connesso all’attività vitivinicola e posto di fronte alla locale stazione ferroviaria, mentre poco distante troviamo il Museo Sug@R(T)House dedicato invece allo zucchero.

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Gli edifici religiosi

I diversi istituti religiosi della cittadina piemontese meritano tutti una visita.

Possiamo iniziare dalla Chiesa di San Giovanni in Lanero, posta nella Piazza Vittorio Emanuele e considerata dai nicesi il loro Duomo.
La sua costruzione risale al 1772 e il suo nome deriva all’antica Chiesa di San Giovanni, demolita nel 1826, posizionata invece nella piazza del Municipio. Al suo interno troviamo infatti tutti gli arredi, compresi gli altari, che erano appartenenti al precedente istituto religioso.
Al suo interno, a tre navate e quattro campate, merita ammirare l’abside semicircolare mentre la sua facciata ricorda quella di un antico tempio greco-romano.

La Chiesa di San Siro è invece più antica, risalente al 1311, in stile barocco al cui interno troviamo due campate e tre navate, separate da balaustre in marmo. Interessanti gli affreschi che adornano il soffitto con fini dorature.

Ancora precedente, risalente al 1297, troviamo la Chiesa di Sant’Ippolito, in stato di abbandono totale fino al XVIII secolo. Ricostruita quasi interamente nel 1750, i suoi interni sono stati ulteriormente rivisti nella seconda metà del Novecento. Gli unici elementi originali sono l’altare e la tela raffigurante Sant’Ippolito sulla parete dell’abside. La trovate in Piazza XX Settembre.

Tra le altre chiese cittadine merita ammirare la Chiesa della Madonna della Neve, posta in cima a una piccola collina dove in precedenza era presente il castello; il Santuario della Madonna di Loreto, realizzato nel 1631 e al cui interno troviamo la statua della Madonna Lauretana e infine la Chiesa di Sant’Anna, in passato contesta tra la parrocchia di San Siro e quella di San Giovanni.


 

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