Neive, cosa vedere nel borgo medievale nelle Langhe


Cosa vedere a Neive, in Piemonte
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Cosa vedere a Neive, in Provincia di Cuneo

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Icona articolo onemagImmerso nel territorio delle Langhe, Neive è un piccolo comune della provincia di Cuneo situato tra l’ultima Langa del Moscato e le colline del Monferrato. Ci troviamo a breve distanza dalla città di ⇒ Alba, dalla quale possiamo raggiungere Neive in appena un quarto d'ora di viaggio in auto. L'antico borgo sorge lungo le pendici di un piccolo colle, a circa 300 metri sul livello del mare e rappresenta una delle eccellenze del territorio piemontese. È infatti iscritto al prestigioso circuito de I borghi più belli d'Italia ed è anche insignito con il titolo di Bandiera Arancione assegnato dal Touring Club Italiano.

Neive è una destinazione molto interessante da godersi in una giornata fuori porta dal capoluogo di provincia. È sufficiente passeggiare nel grazioso centro storico per percepire la suggestiva atmosfera d'altri tempi. Dall'alto del borgo medievale, specialmente nelle giornate di sole, è possibile godersi una splendida vista sulle alture circostanti, molte delle quali ricoperte di vigne. Il centro abitato si compone invece per un'architettura tipica delle Langhe e del Monferrato, con edifici eleganti (molti d'epoca settecentesca) dalle pareti giallo ocra e dai tetti rossi.

Scopriamo quindi cosa vedere a Neive, in provincia di Cuneo.

 

Cenni storici

Neive è un borgo dalle antiche origini. Studi confermano l'esistenza di un insediamento antenato dell'odierno comune in epoca romana. Intorno al 100 a.C. assunse grande importanza data la costruzione della via Aemilia Scauri, voluta dal Emilio di Scauro. Nei primi secoli dopo Cristo il territorio delle Langhe subì un'intensa romanizzazione, che vide Neive assieme ad altri insediamenti divenire importanti centri agricoli e commerciali.

La stessa etimologia del nome Neive è di origine romana. Il nome pare derivare infatti da Naevia, una nobile famiglia romana che ebbe in possesso il comune. Con la caduta dell'Impero Romano, il borgo su vittima di continue invasioni barbariche, che distrussero gran parte dell'originale Neive.

La località rinacque in epoca medievale. Nel XI secolo circa, infatti, fu eretto sulla sommità del più alto colle di quest'area una grande roccaforte. Questo castello fortificato è stato progettato con l'obiettivo di difendere il centro abitato dalle incursioni saracene, che per secoli minacciarono l'intera Penisola Italiana.

Alla fine del XI secolo, Neive era parte di un cosiddetto Comune Consortile. Si tratta di un gruppo di località, in questo specifico caso Neive, Barbaresco, Trezzo, SanSisto, Neviglie e Santa Maria del Piano, aderenti a un consorzio in un feudo. Pochi anni più tardi, nei primi anni del 1200, Neive fu conteso tra Alba e ⇒ Asti, e negli scontri quest'ultima prevalse. Il territorio passò sotto il controllo dei Visconti e, da inizio XVI secolo, alla Francia. Seguirono poi il Sacro Romano Impero di Carlo V e, infine, i Savoia.

La località tornò tempo dopo sotto il controllo della Francia napoleonica, a seguito della Rivoluzione Francese nei primi anni del XIX secolo. Già nel 1814 Neive ritorna in mano ai Savoia, evento che sancì l'inizio del più prospero dei periodi della città. Con l'Unità d'Italia si avviarono i lavori di costruzione della ferrovia, dando alla cittadina di Neive una propria stazione nel Maggio del 1865. A conclusione della Seconda Guerra Mondiale, Neive ha cominciato ad affermarsi come prestigiosa meta turistica, settore che più tra tutti alimenta l'economia cittadina.

 

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Cosa vedere a Neive

Veduta sulle campagne di NeiveBastano pochi passi nel centro storico di Neive per poter scorgere l'aspetto medievale tipico dei borghi piemontesi. Soprattutto nella parte alta, Neive custodisce un patrimonio architettonico e artistico ben conservato, con parte dell'antico ricetto ancora oggi visibile. Seppur meno noto di quello di Candelo, il ricetto di Neive è un'attrazione storica molto importante, ma solo parzialmente conservato. Il ricetto è un impianto architettonico fortificato situato di norma nel centro dei comuni piemontesi, in cui comunemente venivano immagazzinati beni primari, come alimenti e materiali di costruzione.

Il borgo è stato capace di tenere praticamente immutata l'antica atmosfera. Questa caratteristica è data soprattutto all'intricato labirinto di stretti vicoli acciottolati che in modo concentrico si sviluppano attorno alla collina. Una volta arrivati a destinazione, per accedere al centro storico di Neive occorre attraversare la Porta di San Rocco, posta a sud.

La piccola cappella di San Rocco, che si presenta a pianta quadrangolare, con portico e campanile, si trova appena fuori le mura meridionali. Sorge proprio davanti all’arco che costituiva una delle due porte d’accesso al paese e che congiunge oggi la casa Demaria (secolo XVI) con il Castello dei Castelborgo.

La cappella è stata costruita nel XV secolo ma successivamente completamente ristrutturata nel 1783 dall’architetto Borgese. Il restauro ha conservato parte dell’edificio originale, nel corpo centrale della struttura. La chiesa di San Rocco è intitolata al santo invocato per la protezione dalla peste.

È un tipico esempio di una chiesa campestre che durante il Medioevo venivano costruite appena fuori dai cancelli delle città. Il popolo in questi periodi non gradiva ospitare estranei a causa della peste. Chiese come questa fornivano ai viaggiatori di un tempo un posto sicuro per passare la notte e per trovare acqua fresca e dei viveri.

 

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Palazzi civili

Appena entrati ci si trova fronte al Palazzo dei Conti Bongioanni Cocito. Questo è con tutta probabilità il più elegante palazzo barocco di Neive. Fu realizzato nelle seconda metà del settecento dall’architetto Borgese. Interessanti sono il portale, l’elegante cornicione ed alcune sale interne realizzate in puro stile rococò.

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