Negrar di Valpolicella, tra le città in Veneto in cui si vive meglio | Cosa vedere a Negrar (Verona)


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Cosa vedere a Negrar | Guida di viaggio

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Cosa vedere a Negrar, mappa
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Icona articoloInserita nel pittoresco territorio della Valpolicella, Negrar rappresenta una delle principali città della provincia di Verona. La cittadina sorge nella porzione di territorio compreso tra i Monti Lessini, il ⇒ Lago di Garda e il capoluogo ⇒ Verona, da cui dista suppergiù una ventina di minuti di strada. È considerata una delle aree residenziali migliori del Veneto, con un indice sulla qualità di vita ben sopra la media nazionale.

Ovviamente, il prezioso contorno collinoso della Valpolicella impreziosisce il panorama offerto dalla località, il cui toponimo ufficiale è Negrar di Valpolicella, assunto solo in tempi recentissimi: la variazione della denominazione è stata infatti autorizzata legge regionale numero 7 dell’8 febbraio 2019. La località si è affermata anche in ambito turistico a partire dall’ultima metà del secolo scorso, quando superata la crisi dovuta dalla fine della Seconda Guerra Mondiale il turismo iniziò a delinearsi come un’importante risorsa economica per tutto il nostro paese. Ma è in particolare negli ultimi 30 anni che la città, che oggi ospita un ammontare complessivo di sedici mila abitanti, ha cominciato a presentarsi a tutti gli effetti come meta turistica.

La città di Verona e le coste del Lago di Garda, entrambi circuiti turistici d’eccellenza a brevissima distanza da Negrar, hanno portato sempre più turisti anno dopo anno. Questo evento segnò l’esigenza di adattarsi alle richieste dei turisti, che si tradusse nel finanziare l’apertura di nuovi ristoranti e strutture ricettive. Sulla carta Negrar di Valpolicella si presenta senza dubbio interessante per tutte le tipologie di viaggi desiderati, dalle gite pomeridiane sino ai soggiorni di un weekend e perfino alle vacanze estive di lunga durata. Non ci resta altro che scoprire cosa vedere a Negrar, la perla della provincia di Verona.

L’urbanistica di Negrar

Negrar è una località dalle antiche origini, con tutta probabilità sorta in un sito già abitato nel neolitico, che vide affermarsi come centro abitativo vero e proprio nel medioevo inoltrato. Il comune presenta due principali tessuti urbanistici, che identificano altrettante epoche ben delineate durante le quali si sviluppò in una determinata maniera.

Il centro è lo strato della Negrar “autentica“, o più correttamente quella storica cresciuta a cavallo tra il medioevo e il rinascimento. Tutt’attorno al centro storico, di prevalenza pedonale, si è invece costruito un anello residenziale di fattura moderna e contemporanea, realizzatosi con nuovi edifici e condomini quanto altrettanto con palazzi completamente rinnovati, in sostituzione a quelli più datati (senza grandi lodi architettoniche) ormai resi obsoleti.

Esiste poi un terzo strato, più distaccato dal centro abitato, che rappresenta una zona rimasta pressoché immutata (al più delle volte). Parliamo dell’area rurale di Negrar, quella incentrata in prevalenza sull’agricoltura e sulla coltivazione dei vigneti, caratterizzata da un lato da antiche ville e dimore signorili, dall’altro da grandi casali e cascine che si arrampicano sulle pareti collinose.

 

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Cosa vedere a Negrar | Itinerario ai luoghi da non perdere

Visuale sul centro di Negrar di Valpolicella, in provincia di Verona
Visuale sul centro di Negrar di Valpolicella, in provincia di Verona

Negrar è un piccola cittadina facilmente visitabile anche con una gita di un solo pomeriggio, seppur in maniera molto essenziale. Il periodo più suggerito per visitare la località coincide alla stagione estiva, quando il clima mite, ma non torrido grazie al contorno collinoso della Valpolicella, agevola la propria escursione. Sia però chiaro che ogni stagione presenta alcune caratteristiche di pregio.

In inverno, per esempio, il paesaggio circostante si inneva e l’atmosfera natalizia avvolge il territorio comunale e del territorio che lo contorna, in particolare nei Monti Lessini e sul Lago di Garda, come anche la stessa città di Verona. Lo stesso possiamo dirlo per le mezze stagioni, quando le temperature sono fresche e frizzanti, ma non gelide né bollenti, offrendo anche il grande pregio del foliage.

Una volta che si giunge a Negrar il primo sito che s’incontra è quello della Monumentale Meridiana, un caloroso benvenuto a tutti i visitatori: si tratta di una splendida scultura di fama internazionale, già decantata su autorevoli riviste e magazine. Il monumento si innalza per circa sette metri e confluisce in un unicum italiano la contemporaneità del design moderno con la storicità e l’eternità della scienza, della tecnologia e degli studi in generale. Sulla cuspide si presenta un grande timone a vento, installato con lo scopo di indicare con assoluta precisione la direzione dei venti.

 

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Shopping a Negrar

Interessante è anche l’idea di dedicare una giornata allo svago e allo shopping nelle principali vie di Negrar. Le principali arterie commerciali di Negrar, tutte situate nel centro storico, sono Via del Combattente, Piazza Vittorio Emanuele e Via Casette. Lungo queste strade hanno sede una grande varietà di negozi, punti vendita e botteghe in cui si può acquistare qualunque genere di prodotti, dall’alimentare all’artigianato, passando ovviamente anche per i souvenir da portare a casa.

Piccola nota interessante: ogni settimana, di venerdì, si tengono i Mercati della Natura a chilometro zero, dove – come facilmente intuibile – si possono acquistare alcuni eccellenti prodotti di provenienza locale. Senza dubbio questi mercati rappresentano una delle migliori modalità con cui scoprire la ricchissima cultura enogastronomica di Negrar e in generale di tutta la Valpolicella.

 

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Le ville di Negrar

Come abbiamo anticipato nel paragrafo dedicato all’urbanistica di Negrar, nel terzo strato abitativo si trova un’estesa area rurale nella quale si trovano numerose cascine e diverse ville nobiliari d’epoca rinascimentale. Di queste opere architettoniche si segnala una villa rurale che forse, più tra tutte, meriterebbe una tappa durante la propria escursione: parliamo della quattrocentesca Villa Bertoldi Stefani. Questo capolavoro possiede anche una sezione originale, appartenente all’autentico progetto del XV secolo: questa presenta un portico centrale ad archi e sormontato da una loggia, mentre nel lato orientale è situata una piccola chiesetta riccamente decorata con dipinti e statue.

Rimanendo in tema di ville la prossima tappa che consigliamo è quella presso l’antichissima Villa Romana di Negrar. Differentemente da quanto descritto sino ad ora, la Villa Romana, come già indica il suo nome, rappresenta il sito archeologico concentrato dai resti di un’antica dimora di villeggiatura realizzata nell’epoca imperialista dell’antica Roma.

Altrettanto significativa è la Villa Turco – Zamboni, situata nella vicina contrada di Arbizzano e risalente alla seconda metà del XVI secolo, nota per essere stato il luogo di nascita di Giuseppe Zamboni, l’inventore della pila elettrica binaria a secco. E si continua presso Villa Verità, ora Serego – Alighieri, costruita nel XVI secolo su un progetto disegnato sui canoni architettonici più tipici del Quattrocento. Villa Mosconi Bertani Villa Rovereti a Tomenighe, progettata nella prima metà del XVIII secolo dai Rovereti. Ma ancora Villa La Sorte a San Peretto, costruita nel XVIII secolo, e, infine, la Villa Salvaterra a Prun, costruita sul finire del Cinquecento.

 

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Attrazioni di Negrar

Abbiamo lasciato per ultima quella che forse merita una menzione più speciale: Villa Rizzardi a Poiega, progettata nella prima metà del XVIII secolo dai Rovereti. Il sito è soprattutto noto per il Giardino di Pojega, definito come uno degli ultimi esempi di autentico giardino all’italiana, dove il tempo pare essersi fermato al 1783. Il giardino è regolarmente accessibile al pubblico. Verosimilmente anche il Giardino degli Agrumi rappresenta un angolo segreto chiuso da uno splendido ninfeo, così come la Rotonda della Fontana, una zona verde circolare con al centro un bacino d’acqua.

Di inestimabile valore è anche lo spettacolare Teatro di Verzura, che costituisce uno degli esempi più grandi d’Italia, composto da sette ordini di spalti realizzati in bosso e cipresso e una sequenza di nicchie, presenti nel carpino, realizzate con lo scopo di custodire sculture di diversi personaggi mitologici legati all’arte della commedia e della tragedia. Un maestoso teatro di chiara ispirazione greca, che tutt’oggi a cavallo con la stagione estiva presenta numerosi allestimenti e spettacoli.

Le chiese di Negrar

Prima di lasciare la città non bisogna perdere l’occasione di visitare anche gli edifici che costituiscono il patrimonio d’architettura religiosa. Degna di menzione è certamente la grande Chiesa Parrocchiale di San Martino, riconducibile all’epoca della tendenza romanica, attorno al XII secolo, ma completamente ricostruita nel 1809. Degli elementi originali del XII secolo giunti in epoca moderna si è conservato il solo campanile, un vero capolavoro nel suo genere, che rappresenta oltretutto uno dei più grandi di tutto il Veneto occidentale.

Altrettanto rilevante è la Chiesa di San Pietro, le cui origini son perfino più antiche di quella precedente. Infatti per conoscere la sua nascita occorre tornare indietro nel tempo sino al X secolo, periodo in cui cominciarono i primi di lavori di costruzioni, che si protrassero per ben due secoli, a Torbe, nel centro della vallata di Negrar, in una posizione panoramica assolutamente di primo livello. L’edificio si presenta con una dettagliata facciata neoclassica, composta da un rivestimento in lastre di pietra bianca di produzione locale. Nella nicchia, invece, si trovano due opere di recente implementazione, firmate dall’artista Walter Marchesini, parliamo di due statue raffiguranti i santi patroni della chiesa.


 

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