Nardò, Puglia

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Mappa di Nardò, Puglia
Mappa di Nardò, Puglia

Icona articoloNardò è indubbiamente uno dei massimi capolavori dell’urbanistica salentina. Questo gioiello dalle origini antichissime, infatti, vanta un centro storico definito come una delle massime espressioni dell’architettura barocca nel Sud Italia. Si tratta, inoltre, della più visitata località dell’entroterra salentino, seconda solo al capoluogo Lecce, caratteristica che già riesce a suggerire un certo splendore anche nell’industria del turismo.

Ciò che comunque riesce a sorprendere di più è la notevole continuità della presenza umana in questo specifico sito. Forse è un’esempio unico in Italia, anche in Europa sotto certi aspetti, dato che già dal IV millennio a.C. sono state comprovate le prime presenze umane. Nel corso dei secoli, dei millenni, il territorio venne colonizzato e conquistato da una grandissima varietà di popoli molto differenti tra loro, che susseguendosi hanno modellato ciò che oggi è diventata la Nardò che possiamo visitare.
Visitare Nardò significa fare un vero viaggio nel tempo, scoprendo passo dopo passo le bellezze di questa preziosa località. Ecco cosa vedere a Nardò, in provincia di Lecce.

Cenni storici

Visuale sull'architettura barocca del centro storico di Nardò
Visuale sull’architettura barocca del centro storico di Nardò

Come anticipato, la città di Nardò fonde le proprie radici in epoche antichissime, di gran lunga precedenti all’ascesa di Roma e alle prime popolazioni italiche. Si sa con certezza che la città di Nardò sorge in una porzione di territorio dal spiccato interesse archeologico, dato il notevole numero di ritrovamenti di reperti antichi anche di cinque, sei millenni. Uscendo di poco dalla città, nell’area della Baia di Uluzzu si trovano le due grotte del Cavallo e l’omonima di Uluzzo. Al loro interno sono state scoperte alcune incisioni e rinvenuti alcuni elementi che, ancora oggi in fase di studio, si pensa possano essere i primi segni d’arte figurativa in Europa, se non del mondo intero. Gli studiosi, difatti, ritengono plausibile l’ipotesi che queste scoperte di possano datare a centomila anni prima di Cristo, tra il Paleolitico Medio e Superiore.

La presenza umana in epoca preistorica, tuttavia, fu composta da piccoli insediamenti sparsi nel territorio, spesso abitati da un gruppo di qualche famiglia, che spesso si stabilivano in ripari naturali, come per l’appunto le grotte. La prima lontana parente di Nardò, nata come città e centro abitato sviluppato, nacque attorno al mille a.C. Furono i Messapi a dare le fondamenta della località: Nardò, come toponimo, deriva dall’etimologia di una parola illirica che si traduce in “acqua”. La località, insieme all’area portuale dell’odierna Santa Maria al Bagno, fu conquistata dai Romani nel 269 a.C. Come già si può intuire, l’impronta romana fu molto significativa, dato che a Nardò fecero passare la Via Traiana che si snodava lungo la costa del Mar Ionio. Al tramontare del glorioso Impero Romano, Nardò fu annessa al dominio di Bisanzio, finché i Longobardi non giunsero a conquistarla.

Verso l’anno mille d.C. il territorio venne integrato tra i possedimenti dei Normanni, a cui seguirono i Benedettini e, nel 1200, la dominazione angioina, che segnò il nascere del feudalesimo. Da questo periodo Nardò divenne feudo di diverse famiglie nobiliari. Alla fine del XV secolo, nel 1497, gli aragonesi stabilirono la propria autorità sul Salento, assegnando il feudo di Nardò alla famiglia degli Acquaviva, la cui dinastia disporrà il possedimento fino alla caduta del feudalesimo, all’inizio del XIX secolo.

Fu l’avanzata francese di Napoleone della fine del XVIII e l’inizio del XIX secolo a dettare la fine dell’ormai obsoleto sistema feudale. Se molte famiglie nobiliari vissero un periodo di profonda crisi con la fine del feudalesimo, non si può dir lo stesso per un’ampia fetta di popolazione, che riuscì ad approfittare del nuovo sistema economico per formare il nuovo ceto borghese. Nardò, quindi, divenne un’importante polo commerciale, che spontaneamente fece nascere un forte movimento culturale e politico.

Questo favorì l’instaurare di forti rivalità politiche e di un notevole asso concorrenziale in ambito sia finanziario che commerciale. La città di Nardò divenne, quasi improvvisamente, uno dei più vivaci centri dell’Italia meridionale, in particolare a seguito della nascita del Regno d’Italia. La libera informazione permise la nascita di diversi giornali locali, dando alla popolazione un livello di cultura superiore rispetto a tante altre città. Inoltre l’edilizia visse uno dei momenti più floridi, con la costruzione di grandi palazzi e ville, mentre il centro storico fu soggetto a interventi di pubblica illuminazione. Vi fu costruito anche un teatro, edificio ancora poco diffuso tra le località di medie dimensioni.

Tuttavia, ciò che dalla copertina parrebbe essere stata una città-modello, nella realtà fu un paese che si ritrovava di fronte a una crisi finanziaria molto forte, dovuta anche agli scontri politici sempre più netti. Ad aggravare la situazione furono le guerre mondiali che, in particolare durante l’epoca fascista, resero Nardò una città dallo stile di vita fatiscente.

Nel secondo dopoguerra vi fu una leggera ripresa, che si tradusse in aumento demografico abbastanza consistente, poi crollato nei decenni successivi a causa della persistente crisi economica dell’Italia meridionale. Il turismo riuscì a dare alla città un punto di svolta concreto, portandola soprattutto dopo gli anni 2000 a una ripresa economica di buon livello.

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Cosa vedere a Nardò – Itinerario di viaggio completo

Veduta esterna della facciata del Castello Acquaviva di Nardò
Veduta esterna della facciata del Castello Acquaviva di Nardò

Al pari di Lecce e Gallipoli, è ben visibile ancora oggi l’impronta barocca, con decine di chiese all’interno del centro storico che sono assolutamente da visitare. La sua unica frazione, Santa Maria al Bagno, si trova a 7,5 km dal centro urbano. Il suo territorio si estende dalla Montagna Spaccata, risalendo verso Nord e incontrando località balneari d’eccellenza come Santa Caterina, Sant’Isidoro e Porto Selvaggio.

 

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Il centro storico

Il centro storico di Nardò
Il centro storico di Nardò

Il centro storico di Nardò è ricchissimo di edifici religiosi di grandissimo rilievo storico artistico, ma anche di interessanti architetture civili quali il teatro comunale, inaugurato nel 1909, la torre dell’orologio, la cui carica va effettuata a mano da un addetto ogni 36 ore, il palazzo dell’Università, con il meraviglioso portico barocco colonnato e sul cui lato destro si innalza la torre dell’orologio

Il castello degli Acquaviva fu voluto da Giovanni Antonio Acquaviva d’Aragona in seguito alle invasioni turche del 1480 e fu terminato agli inizi del XVI secolo. Una delle caratteristiche salienti del castello di Nardò è il cosiddetto torrione a mandorla, utilissimo nel difendere in battaglia il sottostante muro di cortina.

La struttura ha una pianta rettangolare ed è dotata di 4 torrioni angolari, con una facciata decorata in bugnato ottocentesco ed un fregio continuo sul cornicione superiore, posto al di sotto dei merli. Più recentemente il castello è diventato sede del Municipio, che venne trasferito qui dalla sede storica: il palazzo dell’Università. Il fossato che anticamente cingeva il castello è stato riempito e trasformato in uno splendido giardino ricco di specie arboree rare e pregiate, che viene solitamente indicato come la villa comunale.

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Piazza Salandra

architettura nel centro storico di Nardò, provincia di Lecce
Architettura nel centro storico di Nardò, provincia di Lecce

A Nardò lo stile architettonico dominante è il barocco, la cui bellezza e la cui grandiosità toccano il loro picco in Piazza Salandra, cuore pulsante della cittadina, da sempre utilizzata anche come esclusivo set cinematografico. Al centro della piazza si innalza la Guglia dell’Immacolata, eretta per volontà del popolo neretino all’indomani del terremoto che sconvolse il Salento nel 1743. La guglia ha una pianta ottagonale, è di forma piramidale con cinque sezioni recanti fregi, statue, decorazioni e cuspidi. Sull’estremità superiore svetta la statua di Maria Immacolata.

 

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Edifici religiosi

Basilica Cattedrale di Santa Maria Assunta di Nardò
Basilica Cattedrale di Santa Maria Assunta di Nardò

Una delle icone cittadine è senza dubbio la Basilica Cattedrale di Nardò, intitolata alla Santa Maria Assunta. Si tratta di uno dei più antichi edifici ancora oggi conservati della città, costruito a partire dal 1080, sui resti di una precedente chiesa basiliana. Fu Papa Urbano II a ordinare che la cattedrale venisse intitolata alla Santa Maria Assunta. Di pregevole fattura sono gli affreschi parietali, realizzati tra il XIII e il XVI secolo, conferendo all’ambiente interno uno stile artistico molto variegato, frutto delle epoche diverse di realizzazione. Dei primi del 1200 è invece il crocifisso ligneo, realizzato con legno di cedro e detto il Cristo Nero ed è un’altra opera di grande rilievo.

La Chiesa di San Domenico fu eretta alla fine del 1500 e l’originario impianto a tre navate divenne presto un’aula unica, capace di rispondere meglio alle esigenze dei predicatori. La facciata in carparo presenta due stili leggermente diversi, essendo stata realizzata in momenti separati: la fascia più bassa è ricca di figure addossate le une alle altre, mentre la parte superiore appare più armonica e rilassante.

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La frazione costiera di Santa Maria al Bagno

La frazione costiera di Santa Maria al Bagno
La frazione costiera di Santa Maria al Bagno

Se si esce dal centro abitato principale si viene subito immersi nella tipica campagna mediterranea. La caratteristica natura salentina, ampiamente costellata da ulivi secolari, vigneti, masserie fortificate e residenze storiche, accompagna il visitatore nel territorio neretino sino a giungere nel lungo tratto costiero del comune. Esteso oltre 22 chilometri, questo scosceso tratto di costa, perlopiù rocciosa e frastagliata, per gran parte incontaminata e ricoperta da pinete, è un rinomato punto per la balneazione, grazie alle cristalline acque del Mar Ionio.

L’area della macchia mediterranea è intervallata in certi punti da zone più umide, alcune delle quali di spiccato interesse naturalistico, come nel caso del Parco Naturale di Porto Selvaggio e della Palude del Capitano. Nel territorio di Porto Selvaggio sono dislocate la Torre Uluzzo, la Torre dell’Alto e la Torre Inserraglio, imponenti e ben conservate torri di avvistamento costruite per scopi militari, opere tipiche degli aragonesi.

A 8 chilometri da Nardò è situata invece la frazione costiera di Santa Maria al Bagno, storico borgo marinaro nato sui quattro bastioni angolari eredi dell’antica fortezza voluta da Carlo V. Sul lungomare del borgo sorge il Museo della Memoria, dedicato agli ebrei sopravvissuti ai campi di concentramento che si rifugiarono nella marina di Nardò.