Condividi su:

Museo architettonico all’aperto di Edo-Tokyo | Edo-Tokyo Open Air Museum

Leggi tutti gli articoli del Giappone

Mappa del Museo architettonico all'aperto di Edo-Tokyo
Mappa del Museo architettonico all’aperto di Edo-Tokyo

Icona articolo onemagIl Giappone viene visitato in buona parte per scoprire il suo ricco patrimonio artistico, attraverso soprattutto i santuari e i templi. Tuttavia, a causa della forte urbanizzazione, sommata ai frequenti disastri naturali che coinvolgono l’intero territorio e, anche, i danni causati dalle guerre, di testimonianze architettoniche originale ne sono rimaste purtroppo poche. Soprattutto Tokyo, emblema dell’urbanizzazione di massa, è una vera e propria giungla di asfalto e grattacieli, quindi chi ricerca nella capitale giapponese l’affascinante stile architettonico tradizionalista rimane abbastanza a bocca asciutta.

Non tutto è però perduto. A Tokyo, infatti, esiste una piccola oasi di edifici storici, trasferiti o, in certi casi, ricostruiti. Parliamo del Museo all’aperto dell’architettura Edo-Tokyo, che come ci suggerisce già il nome, permette di visitare un piccolo quartiere urbano museale. Accedendo al museo si entra in una ricca esposizione di 30 edifici circa, perlopiù risalenti al periodo Meiji (1868 1912), anche se ne si trovano alcuni del periodo Edo (16001868).

Il Museo architettonico Edo-Tokyo si trova dentro il Parco di Koganei, nella lontana periferia nord-occidentale, diviso tra le città di Koganei, Kodaira, Nishitokyo e Musashino. In primavera, grazie anche all’inferiore inquinamento urbano (rispetto al centro di Tokyo) il parco si trasforma in un vero e proprio dipinto in occasione dell’Hanami, che comprende la ricchissima fioritura rosea dei ciliegi.

OneMag-logo
Link-uscita icona Asakusa, scopri il tradizionale quartiere di Tokyo

 Cosa vedere nel Museo architettonico all’aperto di Edo-Tokyo

Cosa vedere nel Museo architettonico all'aperto di Edo-Tokyo
Cosa vedere nel Museo architettonico all’aperto di Edo-Tokyo | @Seiji Enokido / Flickr

L’Edo-Tokyo Open Air Museum offre molto più che un panorama urbano della Tokyo rinascimentale e imperiale. Ogni struttura qua presente è accessibile, in cui sono esposti arredi, piccole esposizioni dedicate alla vita quotidiana del periodo d’appartenenza e perfino hanno sede negozi. È un’eccellente modalità per scoprire gli usi e i costumi del popolo giapponese nel corso dei decenni e dei secoli.

Il Museo all’aperto Edo-Tokyo è situato a una mezz’ora di strada dal centro città ed è annoverato come uno dei più importanti nel suo genere in Giappone. In Europa troviamo molti simili centri espositivi, come il famoso Museo Skansen di Stoccolma, il Museo Etnografico Lettone di Riga o, ancora, Museo Nazionale di Storia di St. Fagans a Cardiff.

Gli edifici qua esposti ricoprono il periodo compreso tra il XVII e il XX secolo, offrendo un completo panorama sulle tipiche costruzioni del passato, incluse le case da tè, bagni pubblici e residenze private di personaggi famosi.
Parlando di personaggi famosi, Hayao Miyazaki, importantissimo registra d’animazione (a noi tutti noto per lo Studio Ghibli), prese ispirazioni dal museo, visitandolo più volte, per la realizzazione de La città incantata, uno dei massimi capolavori d’animazione giapponese.

Il Museo all’aperto comprende numerose strutture che certamente meritano essere ammirare. Per prima è imperdibile la residenza Hachirouemon Mitsui, antica residenza nobiliare di una delle più potenti famiglia del Giappone, vittima dei bombardamenti della Seconda Guerra Mondiale, ricostruire nel 1952 per volere del capofamiglia Mitsui, che volle inserirla nel prestigioso quartiere di Nishi-Azabu.

Come leggermente introdotto prima, una peculiarità eccellente del Museo all’aperto Edo-Tokyo è la presenza di veri e propri negozi all’antica, nel vero senso del termine. Tokyo è la capitale mondiale dello shopping, ma visitare le moderne boutique di Shibuya o Ueno non è certo la stessa cosa di come lo era decine, centinaia di anni fa. I negozi presenti all’Open Air Museum Edo-Tokyo sono posti dentro edifici che sin dalle loro origini erano adibiti a ospitare esercizi commerciali. All’interno del museo troviamo una drogheria, una cartoleria, un negozio di ombrelli carta, un fioraio, quello delle salse di soia e del sakè e la Koban, la caratteristica sottostazione della polizia di quartiere.

Sentō

Sentō - Museo architettonico all'aperto di Edo-Tokyo
Sentō – Museo architettonico all’aperto di Edo-Tokyo | @Evan Chakroff / Flickr

Dentro i confini del museo si trova un’altra importanza attrazione, forse la più caratteristica di tutte. Parliamo del Sentō, il suggestivo bagno pubblico giapponese, a rischio estinzione nel giro di pochi anni. Il Sentō ebbe – come per il tram – il suo massimo periodo di splendore negli anni ’60. A differenza degli Onsen, i Sento si servono dell’acqua idrica riscaldata, e non di fonti termali.

Mediante il versamento di una piccola quota economica, i cittadini potevano usufruire dei Sento per scopi igienici, condividendo i bagni con tutti gli altri clienti. Questa caratteristica la si ritrova nella cultura giapponese, dove la condivisione della nudità (hadaka no tsukiai) e l’intimità fisica (skinship) rappresentano un’importante forma di comunicazione e socializzazione.

A differenza dell’Occidente, dove da tempo la nudità pubblica è considerata quasi oscena, in Giappone è uno strumento per presentarsi nella propria purezza (motivo per cui negli Onsen sono vietati i tatuaggi), e grazie a tale circostanza (derivata da impronte religiose e culturali) i Sento riscossero un gran successo. Il Sento dell’Open Air Museum è il luogo perfetto in cui scoprire questa tipologia di strutture senza dover ricorrere a spogliarsi in quelli pubblici. Inoltre, questo Sento è stato il principale luogo d’ispirazione per Hayao Miyazaki durante la creazione de La città incantata.

A prescindere, visitare un’originale Sento è senz’altro un’esperienza unica e autentica, purtroppo a rischio estinzione, nel vero senso del termine. Nel 1994 Tokyo contata più di 1650 Sento, mentre nel 2008 in tutto il Giappone se ne contarono appena 3000 e, negli ultimi anni, sono circa 300 quelli che chiudono i battenti ogni anno.

Il tram

Tram - Museo architettonico all'aperto di Edo-Tokyo
Tram – Museo architettonico all’aperto di Edo-Tokyo | @Rick Vink / Flickr

Nel museo è esposto un rarissimo esemplare di tram di inizio XX secolo dell’ormai praticamente inesistente rete tranviaria della Tokyo Toden. Con l’arrivo del ‘900, a Tokyo si sviluppò la rete tranviaria, che raggiunse nel suo massimo splendore (inizio anni ’60) l’incredibile estensione di circa 213 km per un totale complessivo di 41 linee. La rete dei tram, tra le più estese e sviluppate di tutto il mondo, vide tramontare con l’avvento delle Olimpiadi di Tokyo, nel 1964, con cui furono inaugurate diverse linee della metropolitana.

In pochi anni il tram divennero sempre meno utilizzati e la linea fu sempre più accorciata, finché oggi si presenta con un’esigua estensione di 12 km, di quella della Tranvia Toden Arakawa. In città esiste, inoltre, una breve linea metrotranviaria, l’unica superstite in città, lunga appena 5 km. Insomma, quel che vi può sembrare solo un semplice pezzo di ferraglia gialla vanta un passato glorioso degno di nota.

OneMag-logo
Link-uscita icona Non perdere Osaka, l’affascinante terza città del Giappone

Informazioni utili

Il Museo all’aperto di Edo-Tokyo si raggiunge in 40-45 minuti di treno dalla stazione di Shinjuku (Linea Chuo della JR scendere alla stazione di Musashi-Koganei). Sono relativamente pochi i turisti occidentali che lo visitano, sebbene vi siano molti motivi per farlo.

È il luogo perfetto per chi vuole conoscere la Tokyo di altri tempi, oltre per chi vuole fuggire dai quartieri più affollati e caotico. Si tratta di un luogo indicato anche a chi viaggia con i bambini, che possono liberamente esplorare e curiosare senza il pericolo di perderli. Piccola nota importate: molti musei vietano l’uso di dispositivi (smartphone, reflex etc…) per fotografare, qua non vi sono posti alcuni blocchi o divieti.


Condividi su: