Monteverde, il borgo medievale in Irpinia

Monteverde, il borgo medievale in Irpinia | Cosa vedere a Monteverde (Campania)


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Cosa vedere a Monteverde, il borgo più accessibile d’Italia secondo l’Unione Europea

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Mappa di Monteverde, Campania
Mappa di Monteverde, Campania

Icona articolo onemagAll’estremo confine orientale della Campania, a due passi sia dalla Basilicata che dalla Puglia, si trova l’antico borgo medievale di Monteverde, incastonato tra le alture collinose dell’Alta Irpinia, in provincia di Avellino. Completamente incorniciato dal paesaggio verde della Foresta Mezzana, Monteverde si estende su ben tre colli differenti, rispettivamente Incoronata, Croce e Castello, a un’altezza media di 740 metri sul livello del mare, che separano le valli dell’Osento e dell’Ofanto.

Il piccolo borgo conta appena 700 residenti e dal 2013 è insignito nel circuito de I Borghi più Belli d’Italia e nel 2019, invece, ha vinto il prestigioso premio dell’Access City Award, assegnato a quelle città considerate più accessibili in Europa. Il premio lo lega a un’onorevole riconoscenza, quella di essere considerato il più accessibile borgo d’Italia secondo l’Unione Europea.

Non certo un vanto da tutti i comuni. L’Access City Award gli è stato valso grazie ai cinque chilometri di percorsi studiati e progettati per i non vedenti, grazie a una peculiare prospettiva tattilo-plantare, a cui si aggiungono numerosi servizi, quali wi-fi, applicazioni e strumenti tecnologici. Scopriamo quindi cosa vedere a Monteverde, in Campania.

Cenni storici

Il portone d'ingresso di un'antica casa in un borgo medievale in provincia di Avellino
Il portone d’ingresso di un’antica casa in un borgo medievale in provincia di Avellino

Monteverde è un borgo dalle antiche origini. Elemento che certo caratterizza significativamente questo borgo è la sua antica fondazione: il più antico documento scritto che comprova l’esistenza di Monteverde risale all’897. L’etimologia del nome di Monteverde con certa sicurezza deriva da Montis Viridis, un chiaro riferimento alla ricchissima vegetazione che circonda la località, dettata dalla maestosa Foresta Mezzana.

Con buona probabilità il sito di Monteverde e i suoi immediati dintorni sono popolati sin dall’età neolitica, venendo presto occupato prima dai sanniti poi dagli irpini, così come testimoniato dai resti delle mura pelasgiche e sannitiche ritrovate sul Serro dell’Incoronata. I romani, una volta ascesi in questo territorio, distrussero gli insediamenti, dando spazio così a un nuovo castrum, più funzionale, esteso e contemporaneo.

Tuttavia, è solo in epoca longobarda che l’insediamento iniziò a svilupparsi in maniera consistente. Fu la costruzione del suo castello che segnò l’inizio del periodo di grande crescita, portando alla nascita del centro abitato civile, che si sviluppò a gradinata attorno al castello sino a scendere alle pendici del colle. Il documento che per primo documentò l’esistenza di Castrum Montis Viridis, come anticipato, è una pergamena risalente all’897, che lo documenta come fortezza militare.

A partire dall’XI secolo il territorio divenne possedimento normanno, a cui seguì il potere in epoca feudale di casato in casato. Il borgo passò per le mani degli Orsini, Grimaldi, Caracciolo e Sangermano. In particolare, questi ultimi resero l’antica fortezza una residenza signorile, segnando un nuovo periodo per il borgo di Monteverde. Questo periodo culminò in epoca contemporanea, quando dal secondo dopoguerra la località iniziò a essere apprezzata anche in ambito turistico.

 

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Cosa vedere a Monteverde

Panorama sul centro storico di Monteverde in Campania
Panorama sul centro storico di Monteverde in Campania

Il borgo di Monteverde deve quasi interamente la sua esistenza al castello di origine longobarda. Dal maniero, infatti, si sviluppò il centro abitativo che, nei secoli, prese le sembianze che oggi possiamo ammirare. Dopo i primi riferimenti sulla sua esistenza, datati al IX secolo, il castello quanto anche il borgo subirono numerose trasformazioni. Particolarmente significativa fu l’epoca aragonese, che segnò il più consistente cambiamento per il maniero, assumendo le tipiche forme di castello signorile alla spagnola.

 

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Il castello di Monteverde

Visuale sull'esterno del Castello di Monteverde, Avellino
Visuale sull’esterno del Castello di Monteverde, Avellino

Monteverde si stringe forte alla fortezza aragonese, all’ombra del maniero che domina il borgo dall’alto e abbracciato dal corso del fiume Ofanto, dando vita così un grande nucleo abitativo riccamente variegato e rivelatosi resistente ai numerosi terremoti di cui è tristemente nota l’Irpinia. Vialetti, archi e scalinate si susseguono adagiandosi alla forma del colle secondo un orientamento concentrico.

All’interno del fortilizio è stato allestito oggi l’interessante Museo multimediale permanente “MiGra”  che racconta principalmente il ruolo della donna nelle comunità rurali e contadine. La struttura del maniero si presenta dotata di ben quattro torri di forma cilindrica e angolari delimitando la struttura a pianta irregolare e a tratti quasi asimmetrica. Nel 2006 è stato indotto un grande progetto di riqualificazione e parimenti delle mura pelasgiche d’epoca sannitica, erette nel IV secolo a.C.

 

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Le chiese di Monteverde

Stradina lastricata tra le vecchie case del borgo medievale di Monteverde in provincia di Avellino.
Stradina lastricata tra le vecchie case del borgo medievale di Monteverde in provincia di Avellino.

Oltre all’interessante maniero, Monteverde annovera un ricco centro abitativo composto da una labirintica rete di stradine e i vicoletti con gradoni in pietra, dentro cui si può scorgere molto facilmente della sorprendente quantità di edifici di culto che sono presenti in tutto il comune.

Il luogo di culto di maggior rilievo si trova nei pressi del castello: parliamo dell’ex Cattedrale di Santa Maria di Nazareth, originariamente di Santa Maria Maggiore. Risalente al XIV secolo, la cattedrale era in passato sede vescovile della diocesi di Monteverde-Carbonara, per poi essere stata ricostruita e riconsacrata nel 1728. L’ambiente interno si sviluppa a tre navate e costudisce diverse opere scultoree di grande valore artistico, come quelle di Maria SS. Addolorata, l’Immacolata Concezione e S. Caterina d’Alessandria, patrona di Monteverde.

Senza allontanarsi troppo, scendendo verso valle, sulla sinistra, si erge la piccola e antichissima Chiesa di Santa Maria di Nazareth, costruita originariamente nell’anno mille ma riedificata nel 1751. Completano l’offerta architettonica la piccola seicentesca Chiesa di Santa Maria del Carmine caratterizzata dal pregevole campanile con bifore gotiche, la Chiesa di Sant’Antonio del XVII secolo custode della statua di San Michele Arcangelo, compatrono di Monteverde, e infine la Cappella di San Rocco, all’ingresso del paese.


 

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