Condividi su:

Cosa vedere a Montagnana, la città murata
in provincia di Padova

Tutti gli articoli del Veneto

icona-articoloCi troviamo in provincia di Padova, dove dal verde della pianura veneta emergono le possenti mura del borgo di Montagnana. Il borgo è considerato tra i più belli ⇒ d’Italia e vede la sua vera e propria fioritura nel pieno del Medioevo.

La sua storia ci ricorda che Ezzelino III, alleato del potente Federico II, razziò e incendio completamente il borgo. Venne quindi deciso di fortificarlo in modo da metterlo in sicurezza e renderlo un punto strategico militare.
Di quell’epoca sono ancora oggi conservate nel borgo le mura, che si elevano per 20 metri, il castello di San Zeno col suo Mastio e le torri, senza dimenticarci le strutture Quattrocentesche come il Duomo.

Pronti a scoprire Montagnana e le sue stradine acciottolate, le casette variopinte e i suoi meravigliosi portici?

Cosa vedere a Montagnana

Le mura di Montagnana

Cosa vedere a Montagnana, le mura
Montagnana, le mura

Sicuramente il biglietto da visita del borgo e la prima cosa da visitare a Montagnana sono le sue immense mura, che percorrono 2 chilometri sul perimetro dell’intero paese.
Anticipate da un fossato, oggi ricoperto da un immenso prato, le mura si innalzano per circa 20 metri dando al borgo il suo aspetto imponente.

Costruite nel 1300 circa, le mura sono realizzate in trachite, una roccia di formazione magmatica, mattoni e pietre calcaree.
Nel corso dei secoli queste mura non subirono attacchi ne vennero modificate in alcun modo. Quelle che oggi possiamo ammirare è esattamente quanto costruito originariamente.

Tra le varie porte aperte nelle mura la principale è Porta Padova che conduce al Castello di San Zeno.

OneMag-logo
Link-uscita icona  Scopriamo Treviso, la città dei canali

Il Castello di San Zeno

Cosa vedere a Montagnana, Castello di San Zeno
Montagnana, Castello di San Zeno

Il Castello di San Zeno è da inserire tra le cose da vedere a Montagnana per la sua ricca storia. Costruito nel 1242, è una struttura caratterizzata dalla torre quadrata alzata da Ezzelino Da Romano nel luogo di un precedente baluardo incendiato.
Fino all’anno 996 era qui presente un castello fortificato con opere murarie e palizzate in legno di cui rimangono tracce delle fondazioni nel vallo.

Il Castello di San Zeno è costituito dall’androne di passaggio, da una grande costruzione con cortile interno e due torri angolari. Verso sud si trova il corpo veneziano e l’imponente Mastio ezzeliniano.
Si salda alle mura carraresi del trecento con due tratti di muro in cotto originariamente più bassi delle altre cortine.
La costruzione verso Nord con le torri angolari è la più antica e presso le stesse si apre un passaggio con due porte un tempo munite di saracinesche.

OneMag-logo
Link-uscita icona  La storia del Ponte di Rialto di Venezia, il ponte conosciuto in passato come Ponte della Moneta

-La Torre di Ezzelino

Torre di Ezzelino, Montagnana

La torre di Ezzelino (alta 38 metri circa) fu sopraelevata più volte e all’interno aveva sette piani corrispondenti ad altrettante riseghe murarie.
Caratterizzata da un tetto piramidale quattro spioventi con torretta sommitale per vedetta e segnalazioni, è uno degli edifici più alti di Montagnana.

I due ponti levatoi che collegavano il Castello sul fossato erano del tipo a bilanciere contrappesato e avevano i fulcri su travi sorrette da mensole di pietra.
Le passerelle pedonali levatoie erano comandate con verricelli (una puleggia originale è ancora visibile).

OneMag-logo
Link-uscita icona  Il fiume più corto del mondo? Eccolo, si trova nella provincia di Verona

La Piazza Vittorio Emanuele II

Cosa vedere a Montagnana, Piazza Vittorio Emanuele II
Montagnana, Piazza Vittorio Emanuele II

Il centro di Montagnana è Piazza Vittorio Emanuele II, su cui si affacciano i palazzi più belli del borgo e tutte le principali cose da vedere a Montagnana, tra cui la sagoma del Duomo.

Con le spalle alla statua del Re si susseguono il palazzo della Cassa di Risparmio, in stile liberty del 1924 che riprende lo quello tipico dei castelli medievali. Seguono Palazzo Zanella con i camini a corolla, Palazzo Valeri del 1700, il Monte di Pietà e il Palazzo della Loggia.
Al centro della piazza, come nella migliore tradizione veneta, il liston, il pavimento che ricopre la piazza da cui deriva l’espressione “far el liston“, che significa passeggiare per la piazza.

OneMag-logo
Link-uscita icona   In viaggio tra i castelli italiani

Statua di Vittorio Emanuele II

Statua di Vittorio Emanuele II, Montagnana
La statua di Vittorio Emanuele II occupa il piedistallo che in passato era stato del Leone di Venezia e dà le spalle alla facciata del Duomo.
Nel simbolismo delle statue questo significa che voleva fare un dispetto alla chiesa.

Dobbiamo ricordare che Vittorio Emanuele fu il primo Re d’Italia, quello che strappò allo Stato Pontificio la ⇒ Romagna, le ⇒ Marche e altri territori italiani. La particolarità della statua è che il Re non si limita a dare le spalle ma lo fa con una giacchetta corta, quindi mostrando il sedere.

OneMag - Logo Micro
Link-uscita icona Weekend romantico in Italia

Cosa visitare nella piazza Vittorio Emanuele II di Montagnana

Palazzo della Cassa di Risparmio, Montagnana
Palazzo della Cassa di Risparmio


La piazza è il cuore della vita sociale della cittadina e quindi da annoverare tra le cose da vedere a Montagnana. Coronata da una serie di importanti palazzi civili, buona parte di fattura settecentesca di gusto veneziano.
Qui troviamo la sede del Monte di Pietà, il Palazzo Valeri e il Palazzo Settecentesco, dai tipici camini alla veneziana.

Novecentesco invece il Palazzo della Cassa di Risparmio, un’architettura di gusto Art Decó piuttosto pesante ad imitazione delle forme castellane medioevali.
Al centro della piazza svettava la colonna con il Leone di San Marco, dono della dominante Serenissima.
Fu abbattuto per ordine di Napoleone e sostituito nel 1881 con la statua di Vittorio Emanuele.

OneMag - Logo Micro
Link-uscita icona  Le 10 piazze più belle del mondo

Il Duomo di Montagnana

Cosa vedere a Montagnana, il Duomo
Montagnana, il Duomo

Intitolato a Santa Maria Assunta, si protende in maniera asimmetrica nella piazza Maggiore a formare una incomparabile scenografia.
Ricostruito pressoché integralmente a partire dal 1431 sulle tracce di una precedente chiesa romanica del XII secolo, fu portato a termine nei primi anni del 1500.

L’imponente, ma allo stesso tempo semplice, facciata a forma di capanna, mescola elementi gotici e rinascimentali e si presenta con un classicheggiante portale attribuito al Sansovino.
Davvero suggestivo l’enorme orologio con la sola lancetta delle ore.

OneMag - Logo Micro
Link-uscita icona Cosa vedere a Vicenza

Il Museo Civico

Cosa vedere a Montagnana, il Museo Civico
Montagnana, il Museo Civico

Il Museo Civico di Montagnana trova sede nel Castello di San Zeno, il nucleo più antico delle fortificazioni della città, completamente restaurato nel 1996.
Da quella data il Castello ospita le più importanti istituzioni culturali della città: il Museo Civico, il Centro Congressi e Mostre, la Biblioteca, l’Archivio Storico Comunale e il Centro Studi sui Castelli.

Tra le cose da vedere a Montagnana a livello di edifici museali, troviamo la moderna Arena “Martinelli-Pertile” destinata ad ospitare, nei mesi estivi, spettacoli ed eventi, posta proprio accanto alla torre Ezzelina.

Il Museo Civico di Montagnana è stato istituito nel 1980, in seguito alla straordinaria scoperta della necropoli romana della gens Vassidia del 1974. Accoglie materiali archeologici e oggetti d’arte del demanio statale e di proprietà civica.
L’istituzione è dedicata alla memoria del montagnanese Antonio Giacomelli, ispettore onorario della Soprintendenza Archeologica, promotore della fondazione del Museo.

Il museo si divide in tre sezioni: la sezione archeologica, quella medievale, moderna e quella musicale.

La sala dell’era preistorica

La sala accoglie i materiali dell’era preistorica e protostorica. Le più antiche testimonianze si datano a età tardo-neolitica e neolitica (fine IV-III millennio a.C.). Le testimonianze archeologiche più consistenti e significative dell’antica Montagnana provengono dalla località Borgo S. Zeno, insediamento protostorico databile tra la fine dell’età del bronzo e gli inizi dell’età del ferro (XII-VIII secolo a.C.).

La fase più tarda dell’età del ferro è documentata dal corredo di una ricca tomba maschile. Viene qui attestata l’usanza celtica di seppellire il defunto con le proprie armi e attrezzi del mestiere: una spada con il suo fodero, una punta di lancia, un coltellaccio, una cesoia.

La sala dell’epoca romana

L’epoca romana – nella 2° sala – è documentata da numerosi resti archeologici, dall’epoca augustea a quella tardo-imperiale, appartenenti a ville rustiche e a sepolcreti, che attestano un popolamento sparso sul territorio, spesso posizionato su dossi fluviali di origine atesina.

Più rilevanti e di grande pregio sono i monumenti sepolcrali e le suppellettili funerarie; particolarmente ricchi i corredi, riferibili al sepolcreto della gens Vassidia, proprietaria terriera della zona. Dei monumenti lapidei si segnala la grande stele in biancone, decorata a bassorilievo e con una lunga iscrizione sulla faccia a vista.

La sezione Medievale e Moderna

La sezione Medievale e Moderna è formata da tre differenti nuclei di materiali, tutti relativi alla storia e agli edifici della città murata. Tra i dipinti trecenteschi (4° sala) una Madonna in trono e due Santi e soprattutto San Prosdocimo e Santa Giustina, che lascia trapelare una sapiente qualità esecutiva sulla scia della lezione di Altichiero da Zevio. Qui possiamo anche osservare una Carità di Alessandro Varotari “il Padovanino”, e una tela tarda dell’atestino Antonio Zanchi (XVII e XVIII sec.).

Consistente la raccolta di ceramiche (3° e 4° Sala), che offre per frammenti un panorama della produzione montagnanese e dei rapporti con i limitrofi centri dell’arte, Legnago, Este e Padova, prodotti in tarda epoca carrarese (XIV sec.) e più tarda (“graffita rinascimentale”), in buona parte di produzione locale.

I documenti conservati nel Museo Civico consistono in fotografie originali, locandine e altre testimonianze dell’attività dei due grandi cantanti. Di particolare interesse una raccolta di costumi di scena indossati da Martinelli in opere rappresentate al Metropolitan di New – York tra il 1914 e il 1925.

Ultimo aggiornamento: 16 Ottobre 2020


 

Condividi su: