Sala interna del The Mob Museum di Las Vegas
Sala interna del The Mob Museum di Las Vegas

Mob Museum, Las Vegas | L’affascinante museo sulla storia della mafia in America


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The Mob Museum: uno dei più importanti musei sulla mafia al mondo, a Las Vegas

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Mappa del The Mob Museum a Las Vegas, Nevada
Mappa del The Mob Museum a Las Vegas, Nevada

icona-articoloOgni storia ha due lati: quello che si dice essere successo e quello che invece è successo davvero. E in merito non c’è esempio più azzeccato per introdurre la storia della mafia in America. Al The Mob Museum di Las Vegas sono illustrati egregiamente intrighi, misteri, crimini e complotti di stampo mafioso che hanno eternamente segnato la storia degli Stati Uniti d’America. E per un museo dedicato alla mafia quale migliore città scegliere di una che è “nata” proprio grazie al crimine organizzato? Las Vegas, ufficialmente, ottenne il titolo di città nel 1911, ma la metropoli che oggi conosciamo, quella legata al gioco d’azzardo, nacque grazie a Bugsy Siegel, mafioso della banda di Lucky Luciano e Arnold Rothstein.

Dopo aver violentato una donna, nel 1926, i collaboratori di Siegel la costrinsero a non testimoniare, facendo quindi rilasciare immediatamente il mafioso. Ed è proprio in quel periodo che incominciano le attività criminali sul gioco d’azzardo, che presto predominò sul contrabbando di alcool e di stupefacenti. Nel 1937 Siegel venne inviato in California per sviluppare il racket del gioco d’azzardo: non molti anni più tardi, nel 1946, entrò ufficialmente in vigore il progetto che portò alla nascita della Las Vegas del gioco d’azzardo.

Il più famoso hotel tra quelli storici ad aver aperto a Las Vegas fu il Flamingo, nato proprio per mano di Siegel e dei fondi provenienti dalle famiglie mafiose. Il resto, come si vuol dire, è storia. Occorse attendere oltre 50 anni per vedere nascere l’idea di un museo dedicato alla mafia a Las Vegas. Ma l’attesa ne è valsa davvero la pena: quello al The Mob Museum è un viaggio multisensoriale, in grado di immergere i visitatori nella cruenta, e su certi aspetti anche affascinante, atmosfera mafiosa.

Cenni storici

Vista notturna del The Mob Museum, ufficialmente il Museo nazionale del crimine organizzato e delle forze dell'ordine
Vista notturna del The Mob Museum, ufficialmente il Museo nazionale del crimine organizzato e delle forze dell’ordine

L’idea di un museo dedicato alla mafia, dicevano, nasce nel 2000. Il Governo Federale decise di vendere l’ex ufficio postale e l’edificio del tribunale federale, completamente inutilizzato dalla città di Las Vegas, per la cifra simbolica di 1$. E come ogni vendita di terreni e immobili a 1 dollaro (o euro), c’erano delle clausole (in questo caso erano due) assolutamente imprescindibili. La prima clausola prevedeva il completo restauro dell’edificio, affinché venisse riportato al suo splendore originale. La seconda prevedeva, invece, che al termine dei lavori di restauro l’edificio venisse utilizzato per scopi culturali.

E così Oscar Goodman, ex avvocato difensore di personaggi mafiosi nonché allora sindaco di Las Vegas, decise di istituire un museo della mafia, nel 2002. L’idea fu appoggiata dall’FBI. Tuttavia, il sindaco dovette far fronte a diverse resistenze da parte di alcuni gruppi della comunità italoamericana. Nulla, però, impedì la realizzazione dell’istituto museale, che venne ufficialmente inaugurato nel 2012, nel giorno di San Valentino, dieci anni più tardi dall’idea di Goodman. Il museo ottenne la direzione come presidente del consiglio di amministrazione Ellen Knowlton, ex agente capo di Las Vegas.

Il progetto nel suo complesso prevedeva un budget di circa 50 milioni di dollari, di cui poco più della metà dedicati al restauro dell’edificio. I fondi compresero una buona parte di sovvenzioni locali, statali e federali. Scaturì non poche polemiche l’idea che per la realizzazione del museo Goodman potrebbe aver utilizzato parte del denaro di stimolo, ovvero i finanziamenti federali messi a disposizione nel 2009 per affrontare la crisi economica nata tra il 2007 e il 2008.

Oggi il The Mob Museum rappresenta un’organizzazione culturale senza scopo di lucro, che opera con l’obiettivo di far progredire l’informazione pubblica riguardante il passato del crimine organizzato negli USA e del forte impatto avuto sulla società americana. A detta di molti, il Mob Museum rappresenta il più importante e completo luogo culturale dedicato alla mafia. Il visitatore qua può scoprire come avvenivano le trattative e gli affari di stampo mafioso, i retroscena delle più clamorose morti e notevoli approfondimenti delle imprese attuate dalle famiglie mafiose di tutto il mondo.

 

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Link-uscita icona Las Vegas Strip, la più famosa boulevard di Las Vegas, tra casinò e resort di lusso

Le mostre del The Mob Museum

Una delle sale espositive dentro il The Mob Museum di Las Vegas
Una delle sale espositive dentro il The Mob Museum di Las Vegas

Il Mob Museum di Las Vegas offre ai visitatori un’esclusivo e coinvolgente viaggio interattivo nelle esposizioni dedicate alle storie vere della mafia e delle forze dell’ordine che l’hanno combattuta. L’autentica e illuminante visione sull’impatto del crimine organizzato sugli Stati Uniti (e su tutto il mondo) riesce a coinvolgere i visitatori come pochi altri musei della città. Le storie vere sulla mafia prendono vita in mostre multisensoriali eccellenti, dove sono illustrati gli eventi, i personaggi e le eterne battaglie tra le famiglie mafiose e sulle forze dell’ordine statunitensi. 

La mostra del Mob Museum si compone per una ricca esposizione composta da immagini testi, display, illustrazioni interattive e mostre pratiche. Il museo, in certi punti, dà modo al visitatore di immergersi nella tipica vita di un mafioso scoprendo tutti i dettagli sui personaggi chiave della mafia negli Stati Uniti.

Lungo l’esposizione si può imparare la storia della criminalità organizzata della mafia, il proibizionismo (e le opportunità che ha fornito), le origini dell’FBI e alcuni dei più noti personaggi, come Al Capone o Eliot Ness. Ci si può sedere sulla fedele replica di una sedia elettrica utilizzata per giustiziare i mafiosi, ascoltare le intercettazioni telefoniche reali o ancora mettersi alla prova nell’uso del simulatore di addestramento. Ciliegina sulla torta è la mostra interattiva di un laboratorio criminale basata sulla vera scienza forense.

 

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Le aree tematiche

Area dedicata alle intercettazioni mafiose al The Mob Museum di Las Vegas
Area dedicata alle intercettazioni mafiose al The Mob Museum di Las Vegas

Il Mob Museum è particolarmente grande. La mostra si sviluppa su quattro livelli, dal seminterrato al 3° piano, e per visitarlo è necessario preventivare almeno due ore, anche se per una visita più accurata è meglio dedicare quattro o cinque ore. Una volta che si incomincia l’itinerario si viene subito catturati dall’atmosfera e passo dopo passo si ha sempre più il desiderio di scoprire più dettagli.

La mostra comincia dal seminterrato, dove si trova la The Speakeasy and Distillery, dove si scopre sempre più sui programmi sotterranei di Dons e Goodfellas, assaporando cocktail e degustazioni di whisky. Raggiungendo il primo piano invece la mostra comprende un’intera sezione dedicata ai cent’anni di storia di Made Men, dove è possibile osservare manufatti originali e prove reali dell’epoca d’oro della Mafia. Qua è possibile partecipare a un’esperienza ben riprodotta in un laboratorio criminale.

Nel secondo piano è invece presente l’intera sezione dedicata ai casinò e alle udienze di Kefauver, una delle quali si tenne proprio nell’edificio del museo nei primi anni ’50. Raggiungendo il terzo e ultimo piano si scoprono invece le origini della mafia e dello stretto legame con la città di Las Vegas. In questa sezione è inoltre presente l’originale muro di mattoni in cui ebbe luogo il massacro di San Valentino del 1929.


 

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