Memoriale di Choeung Ek, la stupa

Memoriale di Choeung Ek a Phnom Penh


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Memoriale di Choeung Ek, Phnom Penh

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Mappa del Memoriale di Choeung Ek di Phnom Penhicona-articoloUno dei luoghi più significativi della capitale cambogiana, Phnom Penh, è il Memoriale di Choeung Ek. Realizzato sul sito di un ex frutteto, questo memoriale appartiene ai cosiddetti “Campi della Morte”, dei quali è il più famoso. Dopo essere stato sito di un cimitero della comunità cinese locale, con la presa al potere degli Khmer Rossi a metà anni ’70 è stato trasformato in un campo in cui furono compiuti massacri particolarmente feroci, attaccando anche neonati, donne e anziani.

Il Memoriale di Choeung Ek è facilmente riconoscibile dalla grande stupa posta di fronte l’ingresso, che raccoglie i resti di molte delle vittime sterminate nel campo durante il periodo della Kampuchea Democratica. Per la visita viene proposta un’audioguida, disponibile anche in lingua italiana, che permettere di comprendere più dettagliatamente le vicende di questo campo.

Questo campo rappresenta un museo commemorativo alle vittime del genocidio perpetrato dai Khmer Rossi, durante il quale, si stima, furono uccise oltre due milioni di persone. Dal 1975 al 1979 oltre 17 mila persone furono trasferite al campo di sterminio di Choeung Ek, venendo massacrate a colpi di bastone. I Khmer Rossi durante la propria presa al potere schedarono ogni prigioniero, fotografandolo, prima e dopo le torture inflitte.

 

Cosa vedere a Phnom Penh, Memoriale di Choeung Ek

 

Nella stupa (ufficialmente, Memorial Stupa) sono conservati i resti di 8985 persone, ordinati per sesso ed età. Nel 1980, durante degli scavi nel campo, furono ritrovate 129 fosse comuni. Un luogo per certo macabro, ma fondamentale per non dimenticare il più grande genocidio della storia dell’umanità.

Il Memoriale di Choeung Ek è solo uno degli oltre 300 siti sparsi per la Cambogia in cui vennero sterminati i civili che erano considerati avversari o soggetti non utili all’ideale utopico della Kampuchea Democratica. Le persone che venivano imprigionate appartenevano a quelle classi più istruite o religiose, o comunque riconducibili a un passato che la rivoluzione comunista intendeva annientare.

Le rigide politiche dei Khmer Rossi non furono applicate solo attraverso lo sterminio delle persone considerate nemiche. Infatti, durante il periodo della Kampuchea Democratica furono adottate severe censure, cancellando forme d’arte, credi religiosi, tradizioni e, più in generale, distruggendo delle radici spirituali e culturali degli individui e della comunità.

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